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Archive for the ‘Nessuno si salva da solo’ Category

Non lo so.

Castellitto in genere mi piace. Lo stesso dicasi della Mazzantini.

Jasmine Trinca è molto brava e Scamarcio, se ben diretto, ha già dato prova di essere un bravo attore.

Ma.

Onestamente il trailer mi sa più di Muccino che di Castellitto e, a monte, il libro Nessuno si salva da solo, secondo me non era tra i più adatti ad essere messo sullo schermo. Oltre a non essere tra i miei preferiti di Margaret, ma questo è un altro discorso ancora.

In realtà, per essere ancora più precisi, teoricamente  l’idea di base avrebbe potuto anche prestarsi al film, data l’impostazione quasi teatrale. Due protagonisti. Due ex coniugi. Uno scontro tra presente e passato. Dialoghi serrati a far venir fuori il non detto, sepolto sotto anni di incomprensione e incomunicabilità.

Però ricordo che lo avevo trovato un libro un po’ forzato. Ben scritto come sempre ma eccessivamente crudele, eccessivamente autocompiaciuto del proprio crogiolarsi nelle quotidiane miserie di una coppia sfasciata.

Insomma. Già il libro tendeva un po’ troppo ad insistere sullo squallore di quei casi umani stile Ultimo bacio e si salvava (lui sì) sostanzialmente per la buona scrittura dell’autrice. Sugli esiti del film sono decisamente poco ottimista.

Non so se andrò a vederlo al cinema.

 

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Non posso dire che sia un brutto libro. Ma se dicessi che mi è piaciuto non sarei del tutto sincera. Mi ha interessata, mi ha coinvolta, mio malgrado, ma non mi è esattamente piaciuto. Mi ha disturbata profondamente piuttosto. E’ uno dei libri più crudeli che abbia letto di recente. E a volte tutta questa cattiveria mi è sembrata se non gratuita quanto meno eccessiva.

Delia e Gaetano sono una giovane ex coppia che si ritrova a cena dopo il divorzio. Solo che è ancora tutto troppo recente. Il rancore, la rabbia, tutte le bassezze che hanno portato alla rottura, ma anche l’amore, la passione, la felicità che avevano cercato di costruire con la loro unione, la felicità intravista e poi scomparsa senza che riescano ancora a rassegnarsi, a trovare una spiegazione.

Si ritrovano a cena e sul tavolo ci sono i cocci rotti del loro tentativo abortito di famiglia. Cocci che Delia e Gae non riescono ancora a buttare via, perché non sono ancora capaci di afferrarli senza ferirsi.

Ci sono le presenze di Cosmo e Nico, i due figli, a casa con la nonna.

Ogni gesto, ogni parola si porta dietro ricordi ma soprattutto risentimento. Ogni accenno diventa il pretesto per aprire una porta su episodi sgradevoli, dolorosi. Per riportare a galla tante piccole miserie quotidiane.

Leggendo si viene trascinati in questa spirale discendente che tramite lo stillicidio delle microdinamiche della vita di tutti i giorni incastra i due in una dimensione di odio e soffocamento che li rende incapaci di trovare una via d’uscita e che – ancora peggio – avvelena retroattivamente tutto quanto di buono c’era stato prima.

Non c’è scampo. Non vengono concesse attenuanti. Delia e Gaetano sono incapaci di vivere insieme. Ma il dubbio è che siano incapaci di vivere e basta.

Ho detto che è un libro crudele. Ma la parola più adatta è forse impietoso.

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La folgorazione dell’inizio si è rivelata fondata. Non ti muovere è uno del libri più belli tra quelli che ho letto di recente.

Non avevo mai letto niente di Margaret Mazzantini, un po’ per una sorta di pregiudizio – anche se non del tutto dichiarato – nei confronti delle autrici italiane attualmente in circolazione (pregiudizio forse non confermato ma neanche del tutto smentito da Comencini e Vangelista), un po’ perché semplicemente non ne avevo mai avuto occasione.

Dopo aver finito Non ti muovere mi sono precipitata in libreria a prendere Nessuno si salva da solo.

Ha un modo di scrivere estremamente elegante. Complesso ma molto lineare. Riesce a scavare nel dramma senza scadere nel melodrammatico. Riesce a parlare d’amore senza essere sentimentale. Cosa non da poco.

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