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Archive for the ‘1931’ Category

Non si distingueva il mare dal cielo, solo che il mare era appena increspato, quasi una stoffa aggrinzita. Mentre il cielo sbiancava a poco a poco, una linea cupa si stendeva lungo l’orizzonte a sparare il mare dal cielo e sulla stoffa grigia si disegnavano mobili, fitte strisce, l’una dopo l’altra, sotto la superficie, in una fuga perpetua, in un perpetuo inseguimento.

Nell’avvicinarsi alla riva ogni striscia s’impennava, s’accumulava, si frangeva infine, spazzando la sabbia con un sottile, candido velo d’acqua. L’onda s’acquetava, poi si ritraeva, sospirando, come dormiente il cui respiro va e viene, inconsapevolmente. A grado a grado la striscia cupa dell’orizzonte si schiariva come se in una vecchia bottiglia di vino il sedimento fosse precipitato, lasciando verde il vetro. Dietro a essa anche il cielo si schiariva, come se anche là fosse precipitato un bianco sedimento, o il braccio di una donna coricata sotto l’orizzonte avesse alzato un lume e strisce piatte, bianche e verdi e gialle, si aprissero nel cielo come le stecche di un ventaglio. Poi la donna alzò ancor più il lume e l’aria parve diventar fibrosa e staccarsi a forza dalla superficie verde, vibrando e ardendo in fibre gialle e rosse, come la fiamma fumosa e ruggente di un falò. A grado a grado le fibre del fuoco gioioso si fusero tutte in un unico alone, in una sola incandescenza che sollevò alto il peso del grigio cielo lanoso e lo trasformò in una miriade di atomi di un azzurro tenue. La superficie del mare diveniva sempre più trasparente e si stendeva tutta barbagli e increspature frementi; finché le strisce cupe non si cancellarono. Lentamente il braccio che teneva il lume lo alzò sempre, sempre di più in alto, e infine apparve un’ampia fiamma; un arco di fuoco arse all’orlo dell’orizzonte, e il mare, tutto intorno, fu una vampa d’oro,

La luce percosse gli alberi del giardino, rendendo trasparente or questa or quella foglia. Un uccello cinguettò tra i rami lassù; – un silenzio; poi un altro cinguettio più basso. La luce sole rese più netti i contorni dei muri della casa e si posò come la punta di un ventaglio su di un’imposta bianca, e allungò un’azzurra ditata d’ombra sotto la foglia, vicino alla finestra della stanza da letto. L’imposta si mosse impercettibilmente, ma all’interno tutto era buio e immateriale. Al difuori gli uccellini cantavano la loro vuota melodia.

Virginia Woolf, Le onde, 1931

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