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Archive for the ‘G. Byrne’ Category

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Notavo l’altro giorno che un po’ di sano horror di categoria medio-bassa manca da queste parti decisamente da troppo tempo. Urge rimediare e Iris mi sostiene con una delle sue rassegne. Mi pare si chiami Paranormal o qualcosa del genere e, a giudicare dal programma, sembra una Notte Horror leggermente più raffinata. Bene direi.

Ghost Ship è un film del 2003 della cui uscita nelle sale non mi ero neanche accorta, come penso la quasi totalità del resto del mondo, se si escludono il regista, il cast e qualche parente in debito con qualcuna delle persone coinvolte.

Che poi per carità, ho visto sicuramente di peggio. Solo, nel complesso è un film piuttosto inutile nel senso che non fa abbastanza paura per essere un horror, non fa abbastanza schifo per essere uno splatter e non è neanche troppo grottesco per far ridere. E’ un po’ uno di quei film-jolly che vengono piazzati in elenco da tutte le rassegne di genere fondamentalmente per far numero.

Nave scomparsa in circostanze misteriose, potenzialmente contenente la solita immensa fortuna. Un equipaggio che ha voglia di rischiare tutto. Un antefatto inquietante e un torbido passato. Questi gli ingredienti principali.

Apertura con quella che vuol essere una scena d’effetto ma che in realtà è una splatterata di scarsa qualità che, oltretutto, si brucia subito tutto il budget per eventuali effetti speciali. Tant’è che viene poi pure riutilizzata nel corso del film. L’antefatto. La nave – italiana – al culmine del suo splendore, una festa di ricchi ufficiali e gente altolocata, un cavo che salta e taglia tutti a metà con conseguente momento di immobilità e straniamento – che, secondo Hollywood, è imprescindibile per chi viene tagliato in due – e successivi scivolamenti delle parti tranciate. Ripeto. Bassa qualità perché, più che far la giusta impressione, lascia lievemente in imbarazzo.

Poi, salto nel presente. Equipaggio che finalmente trova la nave e ci rimane incastrato. Fantasmi, stranezze, tutto il repertorio del genere. Mi piacerebbe pensare che il regista abbia avuto il buonsenso di lasciar stare Shining ma di fatto si capisce che l’impostazione di alcune scene vorrebbe ispirarvisi – le feste sontuose, il modo in cui i fantasmi interagiscono.

Vagamente fastidiosa la connotazione di ciò che italiano – un po’ di cliché e di condiscendenza, come accade quasi sempre.

Nel cast ci sono anche Gabriel Byrne (Canone Inverso) e Karl Urban (Eomer nel Signore degli Anelli).

In tutto ciò c’è da dire che la trama, nonostante tutte le pecche, regge abbastanza bene. Non hanno voluto strafare e ci hanno messo un finale che risulta comunque coerente con i presupposti.

Che dire. Se fagocitate horror compulsivamente come la sottoscritta, magari un’occhiata a tempo perso potete pure dargliela. Altrimenti perdetevelo pure. La cinematografia horror non ne è stata particolarmente arricchita.

Cinematografo & Imdb.

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