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Archive for the ‘Virgin Radio’ Category

Qui di seguito trovate la trascrizione quasi integrale (nel senso che ho tagliato le parti di commenti e presentazioni ripetute degli speaker e ho riportato solo la traduzione delle risposte) dello speciale sui Muse andato in onda ieri sera su Virgin Radio.

Andrea Rock e Giulia Salvi li hanno intervistati il 16 novembre prima del concerto all’Unipol Arena di Bologna.

Supermassive Black Hole

GS: […] visto che la band è attualmente in tour abbiamo proprio chiesto come stanno andando le cose…

Matt

AR: a risponderci è Matt Bellamy, il tour sta andando molto bene il pubblico è fantastico, soprattutto quello italiano, probabilmente il migliore

GS: e bè, qui allora scatta la domanda d’obbligo, qual è il pubblico più pazzo che avete mai incontrato?

Matt

AR: continua sempre il cantante dei Muse, incontriamo folle eccezionali in tutto il mondo ma l’Italia è sempre stata speciale. La prossima estate, come abbiamo ricordato più volte suoneremo anche a Roma e non vediamo l’ora perché ci abbiamo suonato molti anni fa e ci ricordiamo di un pubblico fortissimo molto appassionato. Ci sono anche altri posti con un pubblico bellissimo, come ad esempio Mosca e Parigi.

Starlight Live San Siro, 8 giugno 2010

GS: […] e, viste le caratteristiche principali della band si è arrivati a parlare di tecnologia, soprattutto di quel basso speciale con tablet incorporato che si può vedere nel video di Madness e di altri elementi speciali usati dalla band on stage

Matt

AR: Matt è sempre stato un fan della tecnologia. Sì, idee speciali però non proprio dai, abbiamo molte idee. Io cerco di focalizzarmi soprattutto sulle novità: dal momento che la strumentazione della band è piuttosto tradizionale credo che il mio ruolo sia quello di portarla verso nuovi orizzonti, nuovi suoni, nuove avventure. Invento sempre chitarre nuove per me, ho ideato il basso di Madness per Chris

GS: anche se in realtà Chris, in separata sede, mi ha confidato che sì, l’idea è stata di Matt ma è stata ispirata da uno strumento già esistente che la band aveva notato in Giappone.

AR: bè, continuiamo dando credito a Matt che ci dice che a volte si rischia di essere troppo tecnologici e allora si deve utilizzare in maniera moderna la strumentazione di base. Ma tutti insieme formiamo una band e abbiamo un equilibrio, ci sottolinea Matt. Dominic ad esempio ha un approccio più tradizionale rispetto alla mia visione ultramoderna.

Madness

Time is running out

GS: […] e si è parlato tanto anche dei meravigliosi palcoscenici che accompagnano i tour dei Muse. Questo in particolare è caratterizzato da una piramide cosa che ricorreva anche nel tour del 2010…

Matt

AR: è stata una mia idea ci confessa Matt Bellamy, cioè, più che altro una collaborazione tra la band e l’ingegnere delle luci. L’idea iniziale era quella della piramide che sale e scende. Per renderla realtà abbiamo dovuto collaborare con tanti addetti al settore (come era facile immaginare).

Adesso però spostiamoci completamente dall’ambito tecnologico e dall’aspetto tecnico dei grandi live dei Muse perchè quando non suonano, quando non si trovano in tour, i Muse riescono a ritagliarsi anche un po’ di tempo per concedersi una bella partita a calcio.

Matt

GS: ed è successo anche a Bologna, una bella partita di calcio insieme ai fan della band e ad una squadra di dilettanti locali. Matt ci racconta che lui non è proprio un maniaco del calcio quanto Chris, il bassista che invece ne è proprio ossessionato. A lui interessa più che altro quando gioca l’Inghilterra, quando è una cosa di tipo internazionale, insomma.

Da ragazzo era fan del Manchester United e in quel periodo la squadra vinse praticamente tutto perciò era diventato un pochino imbarazzante essere un loro fan, troppo facile e comunque per lui, ormai, il football è diventato una questione finanziaria, non pensa più che sia rapportabile al sentimento vero e puro di un fan.

Uprising

AR: […] band che non ama particolarmente featuring, quindi ospiti diversi da loro nei dischi. Cerchiamo di capire meglio il perchè…

Matt

GS: Matt risponde in maniera molto ironica, dicendo che gli piacerebbe lavorare con la rapper Niki Minaj e se la ride; dice che sarebbe divertente creare una situazione alla Rage Against the Machine con dei riff molto potenti da alternare a parti in cui lei rappa dicendo cose molto molto offensive. In realtà poi, in un secondo momento, il bassista, Chris mi ha confessato che non c’è mai stata occasione di fare featuring soltanto perchè la band è davvero molto molto ma molto impegnata.

AR: e hanno nominato Niki Minaj, sicuramente un emblema dello stile anche se in quanto a stile i Muse non sono secondi a nessuno…

Dom

GS: Matt passa la palla a Dominic per questo discorso, il quale ci confessa che la band disegna da sola gli abiti per i live insieme ad un’amica, la stilista Sophie Lopez. In questo tour, ad esempio, dice Dom, ho un outfit da Bruce Lee perchè quando suoniamo Uprising sugli schermi della piramide vengono proiettati dei video di me che faccio kung-fu contro alcuni businessmen proprio indossando una tuta.

Follow Me

Neutron Star Collision

AR: […] e abbiamo posto loro qualche domanda anche in relazione a quella che è la loro attivissima vita dal vivo torneranno in Italia a giugno e a luglio a Torino e a Roma ma se hanno intenzione di non finire mai questi tour…

Dom

GS: Dominic confessa che, in effetti, i loro tour sono molto duri. Di solito, dopo la pubblicazione di un album, segue un tour di circa diciotto mesi che comunque ha dei piccoli intervalli al suo interno. Ma c’è ancora molto da fare per la band e ci saranno sicuramente dei piccoli break ma niente di rilevante finchè il tour non sarà finito. Poi, quando si deciderà di scrivere qualcosa di nuovo, allora sì che si prenderanno un attimo di calma.

AR: insomma come potranno gestire anche la loro situazione familiare…

Matt

GS: Matt ci spiega che più o meno ci sono dieci giorni di pausa ogni due settimane di concerti. Più pause ci sono, meglio è per le famiglie. Cercano quindi di mantenere questo equilibrio costante.

The Resistance Live San Siro 8 giugno 2010

E’ vero, non è sicuramente tra le interviste più profonde che abbiano mai fatto i tre, ma comunque non è male (sono stata tentata di inserire qualche commentino qua e là, anche se poi mi sono trattenuta). Vanno inoltre doverosamente segnalati gli acuti attacchi di nostalgia che mi hanno colto a risentire i live di San Siro 2010.

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