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Archive for the ‘Irrational Man’ Category

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Nell’attesa di nuove uscite pre-oscar recuperiamo un po’ di arretrati.

Che poi, in realtà, tra i candidati avrei ancora da recensire Inside Out e Star Wars, ma sono un po’ di giorni che ho in testa Woody, e quindi Woody sia.

He’s very radical, very original. You either love him or hate him, really.

E alla fin fine, forse è stato anche un bene che abbia aspettato un po’ a parlare di questo film.

Perché a caldo, sull’onda di una prevalenza di reazioni tiepide, se non negative, mi si era scatenato una specie di istinto protettivo per cui, povero Woody, non facevo che dire un gran bene del suo Irrational Man.

Non che adesso abbia cambiato del tutto idea e lo detesti.

Solo che di difetti ce ne sono. Siamo ben lontani dal Woody Allen classico, per così dire, ma anche da quello più recente di Match Point o Blue Jasmine.

Al di là della ricorrenza delle tematiche, e anche al di là della riproposizione, sotto vesti diverse, delle stesse strutture narrative – tutte cose che bene o male rientrano nel marchio di fabbrica di un artista così fortemente connotato e riconoscibile come Allen e che non sono di per sé dei difetti – qui il problema principale è una sorta di mancanza di carica.

Personalmente adoro quando si mette a sguazzare nella filosofia, soprattutto nell’esistenzialismo, ma per farlo c’è bisogno di personaggi forti, che sappiano reggerle e – soprattutto – veicolarle nel modo giusto, queste elucubrazioni filosofiche.

So much of philosophy is just verbal masturbation.

E, mi spiace dirlo, non è questo il caso.

Il personaggio di Abe (Joaquin Phoenix) è un pallido fantasma dei suoi tipici intellettuali tormentati e carismatici.

Non è abbastanza intellettuale, non è carismatico e, soprattutto, non è abbastanza nevrotico.

La storia è semplice. Nel college di una piccola città arriva un nuovo professore di filosofia, Abe Lucas, appunto, cupo e dalla dubbia fama che gli gravita attorno, facendo inevitabilmente convergere su di lui le annoiate attenzioni di un contesto altrimenti smorto.

In particolare, ad interessarsi a lui sono Rita, un’altra insegnante, sposata, e Jill (Emma Stone), una studentessa, già impegnata in una relazione.

Al delinearsi delle consuete dinamiche di non-coppia alla Allen, si aggiunge un tocco di noir in stile Sogni e delitti ma in versione decisamente più ridanciana.

Il risultato di tutto ciò è carino, divertente, leggero. Ma non di più.

Non prende mai veramente il volo. Si riconoscono gli elementi ma come eco delle loro versioni precedenti. Come se fossero diluiti e non perfettamente amalgamati.

Non so. Forse sto esagerando. Perché in realtà non sono uscita scontenta dalla sala.

Sicuramente le ottime interpretazioni dei due attori principali contribuiscono molto a dare il ritmo e catturare l’attenzione.

Emma Stone in particolare è meravigliosa, con quell’espressività che cambia in modo fulmineo e gli occhi che le diventano ancora più enormi quando si agita.

Joaquin Phoenix è ovviamente bravo ma spero sinceramente che quell’orrenda pancia sia dovuta al film (visto anche come la ostentava) e che non si sia ridotto così di suo perché, davvero, non si può guardare.

In definitiva, non è male ma non è niente di esaltante.

I couldn’t remember the reason for living, and when I did it wasn’t convincing.

 

Cinematografo & Imdb.

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Il 1 dicembre Woody ha compiuto 80 anni.

Il 16 dicembre esce questa bella cosa qui.

Non vedo l’ora di sedermici davanti.

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