Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘M. Keane’ Category

locandina

Un Tim Burton anomalo rispetto alla quasi totalità della sua produzione, è vero, ma pur sempre un Tim Burton da vedere. Certo, deluderà (e ha deluso) chi si aspettava la consueta dose di fantasy surreale e visionario ma non per questo il film è meno buono.

Che poi, se da un lato è vero che non si ha lo stile classico di Burton e che – se non vogliamo chiamare biografico Ed Wood – è probabilmente la prima volta che questo regista si cimenta con un film biografico, è anche vero che non è sicuramente la prima volta che Burton fa un film, per così dire, normale. Secondo canoni visivi e di genere comuni al filone in cui si inserisce. Uno per tutti, Planet of the Apes. Al di là del fatto che, secondo me, quel pianeta delle scimmie resta se non il suo peggior film poco ci manca, è un dato di fatto che si tratta semplicemente di un film di fantascienza. E una fantascienza tutto sommato piattina e poco personale. Però in quel caso nessuno si era lamentato della mancanza dell’impronta-Burton. Mah.

Forse in questo caso, a fuorviare un po’ le aspettative potrebbe esser stato il montaggio del trailer e l’indugiare su quell’unica scena in cui Margaret vede le donne intorno a sé con gli occhioni dei suoi quadri.

A me è piaciuto, questo Big Eyes.

E’ la storia – vera – della pittrice Margaret Keane, a lungo derubata di meriti, talento, fama e identità dallo squilibrato e prevaricante consorte che per anni si è attribuito la paternità dei suoi quadri.

Margaret, donna separata negli anni Cinquanta, fa fatica a tirare avanti da sola con sua figlia in un mondo che sostanzialmente non prevede l’anomalia di una donna sprovvista della tutela economica (e non solo) di un marito. Dipinge per strada. Vende i suoi quadri per pochi spiccioli. Dipinge sempre bambini dagli occhi enormi. Occhioni tristi e sproporzionati. Sguardi enormi.

Quando incontra Walter, rimane travolta dalla sua esuberanza e dal suo carisma e la sua proposta di matrimonio arriva come una benedizione, un’ancora di salvezza. Anche Walter dipinge e cerca qualcuno disposto a esporre i suoi quadri. E magari anche quelli di Margaret.

Quando qualcuno si dimostra interessato a comprare un quadro della moglie, la menzogna di Walter non ha neanche un secondo di esitazione e ha inizio così quella che sarà una truffa lunga anni e dal valore di migliaia di dollari.

E se l’esuberanza e l’atteggiamento istrionico di Walter, agli occhi degli spettatori, sono sospetti fin da subito, Margaret è invece succube della parlantina e dell’ostentata sicurezza del marito. Soffre fin dal primo istante per la bugia ma non riesce ad opporvisi. Resta incastrata. Prima solo dalla sua insicurezza, poi dall’ondata di una realtà soverchiante che non riesce a gestire. Perché più gli occhioni hanno successo e più lei sprofonda nel silenzio. Un silenzio fatto di ricatti e paura. Un silenzio di quadri dipinti di nascosto anche dalla propria figlia. Di soldi sporchi, di solitudine e di un senso di colpa che diventa un’ulteriore catena impossibile da spezzare. O quasi.

Amy Adams è bella e brava anche se il suo secondo Golden Globe mi pare un po’ stiracchiato. Avrebbe avuto decisamente più senso darle un Oscar l’anno scorso per American Hustle.

Christoph Waltz è bravissimo come sempre anche se devo dire che il suo personaggio risulta a volte persino un po’ troppo calcato. In certi momenti diventa quasi macchiettistico e di conseguenza un po’ forzato. Ricorda quasi un po’ il cattivo della Sposa Cadavere. Forse la sensazione di forzatura dipende anche un po’ dal contrasto che si crea: l’esagerazione del personaggio vorrebbe essere tale per fare ridere un po’, ma il personaggio stesso è talmente odioso, un tale bastardo impenitente, da rendere stridente qualsiasi moto di simpatia – seppur superficiale – nei suoi confronti (davvero, esci dal film e vuoi spaccare la faccia a Christoph Waltz, poveretto).

L’ambientazione anni Cinquanta/Sessanta è adorabile, perfetta e curata in ogni dettaglio e, quella sì, forse un po’ burtoniana, nelle tinte accese e nei toni brillanti.

Nel cast anche Krysten Ritter (che molti riconosceranno per Breaking Bad) e un inflessibile Terence Stamp.

Da vedere.

Cinematografo & Imdb.

Big-Eyes

39007_ppl

big_eyes-1

Keane-Margaret-waif

518568181_c_570_411

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: