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Archive for the ‘Elisir d’amore’ Category

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Ho aspettato un po’ a parlarne perché Eric-Emmanuel Schmitt è un autore che mi piace molto e mi scocciava parlarne male, però questo Elisir d’amore è proprio deludente.

Non è che voglio sembrare rincoglionita a ripetere le stesse cose, ma ho avuto la stessa sensazione che di cui parlavo un po’ di tempo fa a proposito dell’ultimo libro di Kundera. Solo più forte ancora.

La sensazione netta, chiara e precisa di esser presa per il culo.

Ora, di questo autore non ho letto tutto, però ho letto abbastanza per farmene un’idea e l’ho sempre apprezzato. Ho amato moltissimo La mia storia con Mozart, e anche I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto. E ho adorato Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano.

Non ho letto invece La giostra del piacere di cui pare che questo libro possa essere una specie di conclusione ideale ma, onestamente non credo che averlo letto avrebbe cambiato di molto il mio giudizio.

Elisir d’amore è costruito come una specie di romanzo epistolare in versione e-mail e ruota intorno allo scambio di due ex fidanzati che ritentano un approccio per mantenere buoni rapporti dopo essersi lasciati.

Ostilità, diffidenza, abbassamento delle difese, complicità. Residui di vecchie dinamiche che cercano di emergere, cambi di prospettiva. Il caso vuole, inoltre, che il lui della situazione sia anche uno psicologo. Situazioni pretesto per elucubrazioni sul tema amicizia-amore. Possibile o impossibile?

Mah. Se già il tema in sé ha un che di stantio, il modo in cui viene sviluppato non fa poi molto per renderlo più interessante.

Non mi ha coinvolto neanche un po’. Ho trovato lo scambio di e-mail piuttosto pretestuoso e sostanzialmente vuoto. Un vuoto e pedante chiacchiericcio che non va davvero da nessuna parte. Non approfondisce niente. Non scopre niente. E i due protagonisti non sono neppure questi grandi esemplari di simpatia. Più che una riflessione sull’ingannevole natura di amore e amicizia, una carrellata di luoghi comuni sui due temi infarcita di un po’ di psicologia da supermercato.

E’ un libriccino cortissimo che pure riesce a dar l’idea di essere tirato per i capelli pure sulla breve distanza. E’ un lavoro che dà l’impressione di una mancanza di idee alla base, di un qualcosa buttato giù di fretta per rispettare una scadenza, forte della possibilità di sfruttare il traino legato al nome dell’autore in copertina. Da cui il discorso della presa per il culo.

L’evoluzione del rapporto tra Louise e Adam è appena sbozzata e comunque estremamente banale. Il modo di interazione ha un che di forzato e non riproduce in modo plausibile uno scambio via e-mail.

E poi, banalmente: 126 pagine di cui la metà quasi bianche, con solo una riga di presunta e-mail e euro 14,50 di prezzo di copertina.

Mi dispiace, davvero. Per Schmitt e anche per la e/o – che comunque la capisco, se avessi un nome famoso in catalogo probabilmente non lo abbasserei neanche io il prezzo di copertina.

Però il risultato è oltremodo deludente sotto tutti i punti di vista.

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