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Archive for the ‘S. Keeley’ Category

Fresco fresco dal Festival, vi propongo quest’horror irlandese che ho inserito nel mio programma piuttosto alla cieca (come parecchie altre cose se è per questo – diciamo che ho visto scritto zombie e ho detto ucchebelloloprendo.) ma che si è rivelato una gradita sorpresa.

E gli dei benedicano sempre e sempre  conservino la sezione After Hours.

Regia di David Freyne.

In Irlanda si è scatenata un’epidemia. Un virus che trasforma gli uomini i zombie. Fortunatamente l’infezione è stata contenuta e non è uscita dai confini dell’isola. Sempre fortunatamente, si è riusciti a trovare anche una cura.

Cura che, per quanto efficace, presenta però due inconvenienti di una certa rilevanza: a) non è efficace sul 25% degli infetti e b) su coloro per i quali invece è efficace, non cancella la memoria.

In pratica, gli zombie che ritornano umani ricordano tutto quello che hanno fatto da zombie. Ma proprio tutto. E se subito non si realizza la portata di questa implicazione, pensate un po’ come sarebbe ricordare di essersi mangiati la mamma o un parente prossimo.

I curati, una volta accertata la guarigione, sono pronti per essere reintegrati in società ma la faccenda è tutt’altro che semplice.

Da un lato loro stessi hanno problemi a convivere con quello che ricordano di aver fatto. D’altro canto la società non li rivuole indietro. E a poco serve ribadire che quando si è infetti non si è coscienti o consapevoli. La maggior parte delle persone non vuole indietro quelli che ormai reputa dei mostri. I familiari superstiti rifiutano di offrire ospitalità a qualcuno che probabilmente è responsabile della morte di qualche altro membro della famiglia.

Il quadro che si delinea è agghiacciante e le dinamiche comportamentali della massa riproducono alla perfezione tutte le declinazioni della discriminazione del diverso. I curati fanno paura. E ciò che spaventa non ha mai vita facile.

Senan (Sam Keeley) è stato curato e ha la fortuna di venire ospitato da Abbie (Ellen Page), la moglie del suo defunto fratello, che ormai vive sola con il figlio di 8-9 anni.

Senan è diviso. Tra ciò che è e ciò che è stato. Tra ciò che non può dire a Abbie e il suo desiderio di proteggere lei e suo figlio. Tra il desiderio di andare avanti e la voce del suo amico Conor. Che non è stato fortunato come lui. Che viene rifiutato dal padre. Che da avvocato è diventato spazzino. Che continua a parlare di ingiustizia e vendetta.

The Cured è un ottimo horror che parte dal canone tradizionale del genere zombie, ci inserisce in mezzo una buonissima idea nuova e riesce a farla funzionare senza farsi prendere la mano e mandare tutto all’aria.

Se per molti versi non è originale – l’ambientazione ricorda tantissimo 28 giorni dopo e il modo di interagire degli infetti ricorda quello di I am legend, tanto per fare due esempi al volo – resta il fatto che l’idea della memoria rimasta e della reintegrazione sociale è dannatamente buona. E, per quel che mi risulta, anche nuova, per lo meno in questi termini.

Il cast è buono, in particolare è bravo Sam Keeley, che spicca di più di una Ellen Page non male ma, onestamente, non proprio memorabile.

Trucco ed effetti dosati con parsimonia. Più sangue che non splatter vero e proprio.

Un buon ritmo, filoni di trama ben definita e cura nel non sciupare l’idea di partenza.

In definitiva uno degli zombie-movie più intelligenti dell’ultimo decennio, se non di più.

Consigliatissimo.

Imdb.

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