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Archive for the ‘L. Dueñas’ Category

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Dopo l’ennesima recensione scorsa alla ricerca di informazioni su questo film, sono giunta alla conclusione che mi sono persa quasi tutti i riferimenti e le citazioni in esso contenuti.

Conosco e amo abbastanza Almodòvar ma solo a partire dal ’99, con quel capolavoro che è Tutto su mia madre. Della filmografia precedente mi manca praticamente tutto e, al di là dei famosissimi Carne Tremula, Kika e Donne sull’orlo di una crisi di nervi che ho in lista ormai da secoli, non ho visto nessuna delle sue commedie più o meno grottesche degli anni Ottanta. Non che si tratti di chissà quali capolavori – stando a quello che leggo – ma di sicuro all’epoca, nella Spagna immediatamente post-franchista – acquistarono comunque una loro importanza per l’ostentato intento provocatorio.

Si parla dunque di un ritorno di Almodòvar alla commedia e, per dirla tutta, non se ne parla neanche poi troppo bene. Si cercano richiami nascosti per definirli ormai superati, si grida al riciclo e si costruiscono analogie – spesso un po’ forzate – con la precaria situazione economica attuale.

Personalmente, pur riconoscendo che non tutta l’interpretazione vien per nuocere, e che in effetti un po’ di metafore qua e là ci sono – per non parlare del fin troppo evidente binomio amore e morte, anche se alla seconda non viene lasciato questo grande spazio sulla scena – mi limito ad un giudizio a pelle, fresca di uscita dalla sala.

Sesso – preferibilmente omo – alcool, mescalina (quella sì che è anni Ottanta), colori, trasgressione da manuale. Nell’ambiente chiuso di un aereo in volo senza meta a causa di un guasto tecnico, si intrecciano le vicende surreali degli unici passeggeri ancora svegli – dal momento che le assistenti di volo ne hanno addormentato la maggior parte per evitare situazioni di panico.

Insomma, sì, è vero, è tutto molto giocato su una volontà di scandalizzare a tutti i costi che probabilmente oggi è un po’ datata nel senso che non scandalizza più nessuno, ci sono un bel po’ di cliché, a partire dalle (volutamente? politically incorrect) tre passive che più passive non si può che sono gli assistenti di volo – e che comunque sono interpretati benissimo, sulla scena in cui ballano e cantano in playback I’m so excited delle Pointer Sisters ero piegata dal ridere – ed è anche vero che c’è pure qualche grezzata non da poco, ma resta comunque un film divertente.

Senza volergli attribuire particolari significati né ammantarlo di chissà quali valenze sociali, vale la pena vederlo per quello che è, una commedia senza pretese, sicuramente anni Ottanta per la massiccia presenza di sesso, doppi sensi e situazioni equivoche, magari un po’ volgarotta in certi punti ma sempre ad un livello più che godibile, a meno che non ci si sconvolga per nulla.

Ben costruito l’intreccio di fondo che collega i vari passeggeri, così come l’inserimento – dall’impostazione quasi teatrale – di alcune finestre sul mondo a terra tramite il collegamento telefonico – anch’esso mezzo guasto, in modo tale che le conversazioni private di tutti diventino pubbliche, in una dimensione di condivisione totale.

Cast validissimo dal primo all’ultimo attore. A bordo dell’aereo c’è, tra gli altri, Lola Dueñas e nell’antefatto, prima del decollo, ci sono anche Antonio Banderas e Penelope Cruz in quella che è poco più di un’amichevole partecipazione.

Contenta di averlo visto, lo consiglio senza remore. Se poi capita che tra le vostre conoscenze ci sia qualcuno affetto da quella brutta roba che è l’omofobia, portatecelo. Probabilmente non guarirà, ma se non altro vi sarete tolti la soddisfazione di fargli venire svariati accidenti.

Cinematografo & Imdb.

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