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Archive for the ‘J. Moorhouse’ Category

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Australia. Anni Cinquanta.

E’ notte, e per le vie deserte del piccolo villaggio di Dungatar, fa la sua comparsa Myrtle ‘Tilly’ Dunnage (Kate Winslet), di ritorno al suo paese natale dopo anni di assenza.

Tilly è vestita elegantemente e ha modi sofisticati. Ha girato il mondo, ha imparato l’arte della moda in Europa. E’ bella, piena di talento e creatività.

Ed è determinata a chiudere i conti con il suo passato.

Tilly è stata mandata via da Dungatar quando era solo una bambina. I suoi ricordi sono incompleti. Ci sono zone d’ombra che non riesce a penetrare. E una parola che aleggia inquietante sui bordi sfocati: omicidio.

Tilly non ricorda esattamente perché ma ricorda di essere stata cacciata. E ricorda i volti e i nomi di coloro che la maltrattavano e la escludevano. Ricorda le miserie, le grettezze, la cattiveria degli abitanti del paese. Le loro squallide meschinità.

Tilly vuole vendetta e vuole risposte.

Trova Molly (Judy Davis), sua madre. Vecchia, sola e pazza, più per scelta che per davvero. Anche sua madre è un muro perché, in definitiva, tenere fuori i ricordi è più facile.

Tilly è tenace, incrollabile. Tutti la odiano, tutti la guardano con sospetto. Ma tutti sono irrimediabilmente attratti da lei. Dal suo fascino, dal suo stile, dai suoi vestiti sgargianti e perfetti.

E’ attraverso le stoffe, che prendono forma la vendetta e la rivalsa di Tilly Dunnager. Attraverso la macchina da cucire che lavora ininterrottamente, i metri per prendere le misure, i corpi da vestire e reinventare per tirare fuori l’intrinseca bellezza di ciascuno di essi.

Nessuno vuole Tilly ma tutti finiscono col cercarla.

A parte la madre, solo due persone non le sono ostili: il Sergente Farrat (Hugo Weaving) e Teddy (Liam Hemsworth), l’amico d’infanzia.

Spassoso, ironico, delicato, commovente The Dressmaker è un film tutt’altro che banale, che riesce a unire toni molto diversi tra loro.

La prima parte è perfetta in ogni dettaglio, assolutamente equilibrata nel distribuire sorrisi e nel tenere sempre in tensione il filo rosso del passato di Tilly, ancora da scoprire.

Se c’è un difetto, ecco, è una sorta di salto di tono a metà.

Verso la metà, in corrispondenza di un episodio che non posso rivelare perché significativo, c’è una virata che risulta un po’ troppo brusca.

L’asse viene leggermente spostato e su quella che era prevalentemente una commedia di rivalsa e redenzione si stende un velo di amarezza e di dramma che risultano a volte un po’ stridenti, anche perché il ritmo della sceneggiatura accelera sensibilmente, con il rischio di creare un po’ di confusione.

Per dire, vengono introdotti diversi elementi di per sé molto drammatici e si vede chiaramente l’intenzione di stemperarli facendo seguire subito momenti più leggeri e, prima ancora, con l’utilizzo di una colonna sonora anch’essa leggera, con il risultato di creare, per un momento, un po’ di spaesamento riguardo a dove voglia andare a parare il film.

In ogni caso, l’impressione generale rimane assolutamente positiva.

The Dressmaker è divertente e coinvolgente dall’inizio alla fine e il trio Winslet-Davis-Weaving è fenomenale.

Kate Winslet poi è bellissima e carismatica, nei vestiti elaborati e appariscenti.

Regia di Jocelyn Moorhouse, tratto dall’omonimo romanzo di Rosalie Ham.

Era anche passato al Torino Film Festival ma non ero riuscita a farlo stare nel mio programma.

Cinematografo & Imdb.

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