Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Prisoners’ Category

49491

Prigionieri. Per fortuna senza sottotitoli o maldestri tentativi chiarificatori.

Prigionieri. Perché questo sono tutti i personaggi del film, dal primo all’ultimo. Lo sono le bambine, ovviamente. Ma anche le loro famiglie. Prigioniere di un dolore che non sono preparate ad affrontare. Lo è Keller (Hugh Jackman), padre di una delle bimbe, incastrato nel suo disperato bisogno di trovare una risposta. Lo è il detective Loki (Jake Gyllenhaal), che non può lasciar andare il caso. Lo è Alex (Paul Dano), in modi diversi e infidi, in una parte tutt’altro che semplice. E’ prigioniero il prete che affronta Loki, incapace di sfuggire alla gabbia delle sue psicosi. Lo è l’uomo nella cantina e lo è, forse più di tutti, la persona che vorrebbe invece rivestire il ruolo diametralmente opposto. Anche l’incapacità di lasciar andare il passato può diventare una prigione. L’impossibilità di accettare qualcosa, che sia il destino o che sia un errore commesso.

L’ottima struttura narrativa e la complessa costruzione della trama fanno di Prisoners un perfetto esempio di thriller investigativo. Molti gli elementi che vengono messi in gioco ma mai in modo casuale. Soprattutto, viene evitata ogni banalità e il quadro complessivo si intuisce veramente solo alla fine, assolutamente logico, mai arbitrario. Villeneuve si gioca bene gli elementi coinvolti e li gestisce sul filo dell’ambiguità fin dove fisicamente possibile. Niente va dove sembrerebbe ovvio che andasse. Niente è veramente quello che sembra.

Gran bella interpretazione sia per Gyllenhaal che per Jackman che formano un duo di rara bravura e forse in aria di possibile candidatura agli Oscar – la scena del loro primo colloquio, con HJ che sta per mettersi a piangere senza però farlo davvero, è veramente un capolavoro di espressività, con quegli occhi che si arrossano progressivamente – e, si presume, non artificialmente visto che la ripresa in quel momento è unica.

Gyllenhaal nei panni di Loki ricopre un ruolo difficile, solitario, a tratti anche doloroso (per la cronaca, io sono uscita dal cinema con quel tic agli occhi).

Spaccato di provincia americana e, forse, spaccato di America e dei suoi conflitti. Come nel richiamo – anche fin troppo esplicito in realtà, tanto da sembrare persino un po’ facile – all’abisso etico della tortura e al concetto di responsabilità morale insito in qualsiasi scelta si compia di fronte ad essa.

Grande umanità di tutti i personaggi e grande empatia suscitata nei loro confronti, indipendentemente da quali si scelga di salvare e quali di condannare. Anche i comportamenti più aberranti nascono da una radice profonda di sostanziale umanità che rende vaghi e lontani i confini non tanto di cosa sia giusto o sbagliato ma di cosa sia o non sia oltre ogni possibilità di redenzione. Non c’è nessun personaggio, per quanto negativo, le cui azioni non siano, non giustificabili, ma comprensibili e rese perfettamente nella loro complessità.

Davvero un bel film. Da vedere assolutamente.

Cinematografo & Imdb.

Prisoners_trailer_still_Gyllenhaal_Dano_jpg_CROP_article568-large

Prisoners-2013-540x303

PRISONERS

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: