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Archive for the ‘J. Carpenter’ Category

Undicesimo capitolo della saga – della quale credo di aver perso non pochi pezzi – in realtà questo Halloween salta a piè pari 40 anni di sequel, remake, reboot e chi più ne ha più ne metta e si colloca come seguito diretto del primo film di Carpenter del 1978.

Laurie Strode e Michael Myers sono di nuovo interpretati da Jamie Lee Curtis e Nick Castle e devono nuovamente fronteggiarsi dopo che Myers è evaso di prigione.

In uscita il 25 ottobre.

Direi che è il momento per un bel recupero metodico della saga come ho fatto tempo fa per Nightmare.

 

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Basato sulle reali vicende che seguirono la morte di Anneliese Michel, The Exorcism of Emily Rose (2005) presenta una versione per certi versi edulcorata di quelli che si suppone siano stati i fatti ma non per questo meno efficace da un punto di vista meramente narrativo.

Al centro della vicenda c’è la morte di Emily (Jennifer Carpenter), per quello che sembra un esorcismo non riuscito.

Segue un’indagine e Padre Moore (Tom Wilkinson) viene accusato di omicidio colposo per aver interferito nelle cure mediche cui la ragazza era sottoposta e averne così causato il deterioramento fisico che ha portato al decesso.

Erin Bruner (Laura Linney), giovane avvocato di successo e apparentemente immune ad eccessivi scrupoli morali, si vede assegnato il caso, con particolare raccomandazione da parte dell’arcidiocesi che, manco a dirlo, non è tanto interessata alle sorti di Padre Moore quanto piuttosto a non finire nell’occhio di un ciclone mediatico.

Erin comincia ad indagare e attraverso le parole di Padre Moore viene a conoscenza dei terribili avvenimenti che hanno colpito Emily.

Emily, ragazza di origini semplici e che era da poco partita per il College con una borsa di studio e che si è trovata al centro di fenomeni inspiegabili e incontrollabili.

Epilessia, dicono i medici. E anche psicosi. E schizofrenia.

Ma i farmaci non funzionano e l’interpretazione dei sintomi non è così inequivocabile.

La famiglia si rivolge al proprio sacerdote. Emily stessa si affida a lui.

E allora dov’è il confine? Qual è la realtà?

Malattia o demoni? Scienza o religione? O forse entrambi?

Qualcuno o qualcosa avrebbe potuto salvare Emily?

Diretto dall’ottimo Scott Derrickson – Sinister (2012), Liberaci dal Male (2014), Doctor Strange (2016) – The Exorcism of Emily Rose riesce a coniugare in modo equilibrato ed efficace l’horror movie e il legal movie, lasciando ad entrambi gli aspetti il giusto spazio per risultare perfettamente complementari.

Con una buona sceneggiatura e delle valide interpretazioni, il film di Derrickson si rivela una variante nuova e intelligente dell’inflazionato tema delle possessioni.

Gli elementi tipici dei film esorcistici ci sono ma giusto il tempo di fare presenza per poi lasciare spazio alla ricostruzione legale e giudiziaria della vicenda, cosa che da un lato ravviva piacevolmente gli schemi del canone – evitando il ripetersi di cliché che bene o male abbiamo già visto in tutte le salse – e dall’altro conferisce a tutto il film un livello di plausibilità insolito per il genere. Certo, moltissimi horror ormai giocano la carta del ‘basato su una storia vera’ ma il fatto che qui ci sia di mezzo una vicenda giudiziaria documentata e ricostruita sposta un po’ l’asse dell’attendibilità rendendo inevitabile la domanda di fondo di tutto il film: è possibile?

Buon ritmo, struttura originale, niente trucchetti facili o espedienti di rito.

Avevo visto questo film anni fa e mi era piaciuto. Rivedendolo ora confermo la mia prima impressione e anzi, noto che, nonostante siano passati tredici anni, non ha perso assolutamente nulla.

Consigliato senza dubbio.

Cinematografo & Imdb.

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