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Archive for the ‘J. Chastain’ Category

Uscito nel 2017, al tempo non riuscii ad andarlo a vedere in sala benché ne avessi sentito dire un gran bene.

Regia di John Madden (Shakespeare in Love, Marigold Hotel, Il mandolino del capitano Corelli) e un ruolo quasi in solitaria per una Jessica Chastain a dir poco strepitosa.

Elizabeth Sloane è una lobbista di successo. Una tra le più ricercate di Washington. Ma la sua abilità non è semplicemente in vendita al miglior offerente. Lei stessa sostiene di essere così brava nel suo lavoro perché sceglie sempre di battersi per cause in cui crede.

Così capita che quando è la lobby delle armi a volerla reclutare Miss Solane si trova di fronte a un bel dilemma.

Lo strapotere maschile armato vorrebbe che lei si prodigasse per allargare il consenso dell’elettorato femminile. Insomma, per portare le donne dalla parte delle armi.

C’è in ballo una nuova legge che proporrebbe maggiori controlli e una maggiore regolamentazione per il possesso di armi e i grandi esponenti del settore non vogliono farla passare.

Peccato che Elizabeth non sia tipo da prestarsi a crociate di genere. E che, in realtà, sia più che favorevole alla legge che si appresta ad essere votata.

La sua società la fa fuori senza pensarci due volte perché non può permettersi di perdere un cliente così potente come i Signori delle Armi e Elizabeth deve trovarsi un altro posto per combattere la sua battaglia.

Uno spaccato lucido e impietoso dei retroscena della politica americana. Un panorama di corruzione e grotteschi giochi di potere. Un mondo che macina incessantemente soldi, schieramenti, vittorie e sconfitte. Un universo di equilibri sporchi e coscienze che tacciono. Un meccanismo perverso che non dorme mai. Proprio come Elizabeth.

Che non molla mai il colpo.

Che è sempre un passo avanti a tutti.

Che non può essere sorpresa da nulla.

Che deve fare i conti con il prezzo della sua battaglia.

Un ritmo serratissimo che non ti fa tirare il fiato neanche per un momento. Una parte, quella della Chastain, di un’intensità travolgente.

Bellissima, carismatica, forte e perfetta Jessica restituisce un personaggio che sembra tagliato su misura per lei e ne trasmette ogni più piccola sfumatura umana.

Una sceneggiatura potente di dialoghi fitti e linguaggio tecnico ma strettamente funzionale alla narrazione. Non vuota ostentazione di tecnicismi ma un rigore asciutto e senza distrazioni.

Una regia discreta, senza eccessi, una trama costruita più che egregiamente e un finale – cosa non da poco – assolutamente all’altezza delle aspettative, se non di più.

Nel cast anche Mark Strong, Alison Pill e Gugu Mbatha-Raw.

Consigliatissimo.

Cinematografo & Imdb.

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In uscita il 19 aprile, regia di Aaron Sorkin, con Jessica Chastain, Idris Elba e Kevin Costner.

Aveva una candidatura agli Oscar come miglior sceneggiatura non originale.

Sembra interessante.

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Un po’ prequel e un po’ sequel di Biancaneve e il Cacciatore del 2012.

Ovvero, ogni scusa è buona per godersi ancora una po’ di Charlize Theron in versione Regina Cattiva.

Si comincia prima dei fatti di Biancaneve e si racconta di come Ravenna (Charlize Theron), già crudele e usurpatrice grazie al potere dello Specchio, avesse una sorella, Freya (Emily Blunt), mite, non ambiziosa e innamorata.

La principessa, a causa di un crudele tradimento si ritrova però con il cuore irrimediabilmente spezzato e poiché un cuore infranto è il catalizzatore più potente per il manifestarsi di poteri sopiti, Freya scopre di possedere il potere del freddo e del ghiaccio.

Lascia sua sorella e si rifugia a Nord, dove regna su una terra gelida, strappa i figli del suo popolo e li alleva senza amore e senza legami. Un esercito imbattibile e libero dai sentimenti.

Tra questi giovani combattenti ci sono Sara (Jessica Chastain), imbattibile con arco e frecce, e Eric (Chris Hemsworth), futuro Cacciatore.

Sara e Eric ovviamente si innamorano, infrangendo così le leggi della Regina di Ghiaccio e causandone l’ira.

Vengono separati, Eric riesce a fuggire, diventa il Cacciatore ed è in questo lasso di tempo che hanno luogo gli avvenimenti di Biancaneve – che per fortuna viene solo menzionata e ripresa brevemente solo di spalle, dal momento che, evidentemente, anche alla Universal non hanno piacere di ricordare l’infelice scelta di Kirsten Stewart.

Si salta direttamente al dopo, con Ravenna teoricamente sconfitta ma lo Specchio che emana malvagità e crea problemi.

Biancaneve decide di spostare lo Specchio in un posto sicuro ma i soldati cui viene affidato non giungono a destinazione.

Serve di nuovo l’aiuto del Cacciatore. Anche perché nel frattempo Freya ha saputo che lo Specchio è in circolazione e, se se ne impossessasse lei, sarebbe inverno per sempre e dovunque.

Comincia la caccia, saltano fuori nuovi personaggi e, ovviamente, salta fuori di nuovo anche Sara.

Un po’ di malintesi da chiarire e mostri di vario genere da affrontare, fino allo scontro finale che però è su tre fronti perché ovviamente ritorna in gioco anche Ravenna.

A raccontarlo sembra tutto parecchio incasinato ma di fatto il ritmo veloce fa sì che la trama scorra bene e non si perda nelle molteplici deviazioni.

Il livello generale è quello che ci si aspetta. Azione, divertimento, ottimi effetti visivi. Niente di particolarmente originale ma comunque un prodotto di intrattenimento di tutto rispetto e, in ogni caso, la bravura di tutti gli attori compensa ampiamente la mancanza di originalità.

Costumi e trucchi bellissimi, in particolare, ovviamente, quelli di Charlize che è perfetta anche quando perde bave nere e urla imbestialita.

Carini i personaggi dei nani. Anzi no. Più che carini sono piuttosto irritanti, ma è divertente il fatto che siano parecchio sboccati, il che costituisce una nota insolita per un tipo di film a target tipicamente disneyano.

La Regina di Ghiaccio è visivamente molto bella e Emily Blunt è anche molto adatta alla parte. Avrebbero potuto sfruttare un po’ di più il personaggio e creare qualche effetto un po’ più scenografico anche per il suo potere.

E niente, se piace il genere, non è male.

Di fatto è in tono con il precedente capitolo con l’eliminazione del principale difetto che era Kirsten Stewart.

Cinematografo & Imdb.

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Oddio ma ti sembra il caso?

Frances! A cosa devo il dubbio piacere della tua ricomparsa?

Senti, io provo a farmi i fatti miei e a lasciarti esprimere ma, seriamente, non puoi continuare a guardare cagate del genere…

Ci sono Charlize Theron e Jessica Chastain.

Oltretutto sapendo che sarà l’ennesima cosa fatta con lo stampino, molto bella da vedere ma probabilmente vuota…

Ci sono Charlize Theron e Jessica Chastain.

E come se non bastasse c’è pure quel bellimbusto di Thor in versione bruna…

Ci sono Charlize Theron e Jessica Chastain.

Ok, ci rinuncio, torno nella mia scatola. Quando esce?

Ci sono Charlize Theron e Jessica Chastain.

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Crimson Peak è esattamente quello che ti aspetti dal trailer: una fiaba gotica vecchia maniera. Di quelle alla era una notte buia e tempestosa. E che gli dei conservino a lungo in salute il buon Guillermo del Toro per averla messa insieme. E per averlo fatto così bene.

Siamo a New York a inizio Novecento. Edith Cushing è giovane, bella e aspirante scrittrice. Suo padre è un uomo d’affari ed è ricco. Un giorno si presenta da lui Sir Thomas Sharpe, accompagnato dalla sorella, Lady Lucille Sharpe. Sir Thomas è un baronetto, erede di una proprietà ormai decadente, ed è in cerca di fondi per risollevare le sorti della sua terra. Il terreno su cui sorge la sua dimora è ricco di argilla rossa e lui deve solo riuscire a rimettere in funzione la cava per estrarla.

Tra Thomas e Edith l’intesa è immediata ma il padre di lei non si fida e decide di indagare sul giovane. Quando però muore in circostanze misteriose, Edith si affida completamente a Thomas. Una volta sposati, lo segue in Inghilterra, nella tenuta di Allerdale Hall, dove l’attendono Lucille e una serie di stranezze sempre più inquietanti.

Gli elementi canonici del genere ci sono tutti. L’aspetto romantico, immancabilmente velato dall’ombra della morte. Fantasmi che mandano avvertimenti. Una dimora vetusta e decadente che cela segreti in ogni angolo, popolata da ricordi che non si rassegnano a venire dimenticati. Amore, morte e sangue. Una maledizione folle, che non lascia scelta.

Curatissimo in ogni dettaglio, visivamente bellissimo sia per le ambientazioni sia per i protagonisti. La casa è un labirinto oscuro in cui rimbalzano gli echi di un passato che sta divorando tutto. Cade a pezzi, la casa, ma continua a resistere. Bellissimo l’atrio, con il tetto mancante e la neve che cade all’interno.

E l’argilla rossa, che impregna il terreno ed emerge, macchiando – anche in questo caso in modo canonicamente simbolico – la neve ed ogni altra cosa del colore del sangue. Anche i fantasmi, a Allerdale Hall sono rossi. E’ l’argilla che ricopre ogni cosa o grondano sangue?

Mia Wasikovska é Edith, perfetta bionda incarnazione della fanciulla innocente. Lady Lucille è Jessica Chastain, enigmatica e maestosa con le sue vesti sfarzose e lo sguardo gelido. Sir Thomas è Tom Hiddleston che mantiene bene in equilibrio la sua parte, con lo sguardo dolente che lascia intendere il peso di un fardello che nessuno può vedere.

Ho amato tutto di questo film. Ogni minuscolo particolare. Ogni pezzo d’arredamento, ogni sguardo carico di sottintesi. I tre attori protagonisti già li amavo follemente prima del film quindi era piuttosto prevedibile che adorassi i tre personaggi.

Una cosa curiosa è che ad un certo punto ho realizzato che nel cast c’era anche Jax di Sons of Anarchy, stranamente senza giubbottone di pelle e in veste di dottore nel ruolo di Alan McMichael, amico d’infanzia nonché spasimante di Edith. E ho così scoperto che Charlie Hunnam è anche in grado di tenere tutte e due le sopracciglia allo stesso livello – cosa che in SoA non pareva possibile. Scherzi a parte, prima o poi parlerò anche come si deve di SoA dato che ho finalmente finito la prima stagione.

Nel frattempo andate a vedere Crimson Peak.

Cinematografo & Imdb.

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Ridley Scott lo si va a vedere perché è Ridley Scott. E alla fine va anche bene così. E’ comunque un dato di fatto che negli ultimi anni non é che abbia sfornato proprio dei capolavori. Tanto per rimanere in ambito spaziale, dopo Prometheus avevo ben più di una preoccupazione, andando a vedere questo The Martian.

Parentesi. E grazie come sempre per il sotto/sopra-titolo indispensabile. Già che c’erano potevano mettere il sopravvissuto su Marte, così lo spiegavano ancora meglio. Se proprio non potevano resistere alla tentazione di tradurlo, potevano almeno usare il titolo italiano del libro di Andy Weir, L’uomo di Marte – da cui il film è tratto – che andava tanto bene e, nel caso, chiariva subito l’equivoco specificando che si tratta di un uomo e non di una nuova creatura aliena. Ma vabbè. Chiusa parentesi.

Ad ogni modo, preoccupata o meno, è andata a finire che ho dovuto rimangiarmi i miei pregiudizi, perché The Martian non è male per niente. Ed è anche un po’ insolito, per i canoni dello zio Ridley.

The Martian è un film allegro, a suo modo. Anche divertente a tratti. E’ un film positivo e avvincente.

L’astronauta Mark Watney, a causa di un incidente, si ritrova da solo in una stazione spaziale su Marte, abbandonata prematuramente dall’equipaggio di cui faceva parte anche lui. Ha di che sopravvivere ma non per molto. Deve aspettare la prossima missione. Si parla di anni.

Ha delle scorte ma non sono sufficienti. Deve ingegnarsi. Ha un’intera stazione spaziale e un sacco di bei giocattolini di marca Nasa con cui sbizzarrirsi. Ha le sue conoscenze di astronauta e di botanico. E ha tempo per capire come utilizzare tutto ciò per salvarsi.

Matt Damon è davvero bravo e dà vita ad un personaggio vivo, umano, vero. E’ un uomo dalla volontà ferrea. E’ forte ed è solo. La solitudine è palpabile e schiacciante. E’ il volto di Mark ed è il suo monologo alla telecamera. I momenti in cui si intravede la possibilità di arrendersi ma non si lascia che venga allo scoperto. L’interpretazione di Damon è intensa e discreta, priva di eroismi eccessivi o sentimentalismi.

Nel cast anche Jessica Chastain, di nuovo nello spazio dopo Interstellar, nei panni del capitano dell’equipaggio di cui faceva parte anche Mark.

Sul fronte Nasa abbiamo Jeff Daniels, Sean Bean (che, tra le altre cose, ad un certo punto regalano una piccola perla in termini di citazioni cinematografiche – e non solo) e Chiwetel Ejiofor (12 anni schiavo).

Il ritmo è veloce, prende dal primo momento. La parte scientifica è fluida e descritta quel tanto che basta per far da supporto allo scorrere della narrazione. Forse non accuratissima ma intuitivamente comprensibile e, in ogni caso, sufficientemente plausibile.

Bello anche visivamente, con le sconfinate ed ostili distese rosse di Marte che sono al tempo stesso cornice e amplificatore per la solitudine di Mark, minuscolo essere umano, unico essere vivente su un pianeta, prima ancora che scienziato, astronauta, botanico.

Bello. Consigliatissimo.

Cinematografo & Imdb.

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Matt Damon portrays an astronaut who faces seemingly insurmountable odds as he tries to find a way to subsist on a hostile planet.

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Seriamente. Parliamone.

Mia Wasikowska E Tom Hiddleston E Jessica Chastain.

E fantasmi. E una casa stregata. E atmosfere goticheggianti.

E la regia di Guillermo del Toro.

Devo. Vederlo. Subito.

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