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Archive for the ‘Ferrara’ Category

dice la madre di George a George che è seduta accanto a lei in macchina.
Non dice. Ha detto.
La madre di George è morta.

Ho comprato questo libro senza avere la più vaga idea di chi fosse Ali Smith per poi scoprire che è l’autrice della prefazione della mia edizione dei diari di Virginia Woolf – che posseggo da decenni.
Ci sono collegamenti che aspettano solo di essere visti.
Tracce che aspettano solo di essere seguite.

Da un lato c’è George, un’adolescente alle prese con l’elaborazione dell’improvvisa perdita di sua madre.
Dall’altro c’è Francescho. Che però Francescho non lo è del tutto perché sotto il nome e le vesti da uomo c’è il corpo di una ragazza.
Da un lato c’è il nostro presente.
Dall’altro c’è il 1400.
Da un lato ci sono amicizie che si svelano gradualmente.
Dall’altro ci sono segreti che proteggono un legame dall’impatto della realtà.
Da un lato c’è una playlist su un telefonino, un balletto da improvvisare senza musica e un video porno che sembra voler dire qualcosa.
Dall’altro ci sono pareti da affrescare, colori da creare e un compenso da rivendicare per il valore della propria arte.
Il valore dell’arte quantificabile in denaro.
Il dilemma morale che arriva dritto dal Quattrocento fino a George e a sua madre.
Le pareti affrescate della Sala dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara.
Francescho – Francesco dal Cossa? – che dipinge le più vivide fra quelle pareti.
George e sua madre che quelle pareti le hanno appena viste, poco prima che la madre morisse e l’universo di George cominciasse ad andare alla deriva.
Due racconti, apparentemente scollegati e indipendenti ma legati da una fitta rete di risonanze e legami.
Voci che attraversano spazio e tempo. Ruoli che si mischiano e vita che si contrae e si dilata al ritmo della memoria.

Ali Smith ha uno stile di scrittura estremamente particolare. Eccentrico ma in senso totalmente positivo. Dalla costruzione delle frasi all’uso della punteggiatura alla scelta di non segnalare la separazione dei dialoghi, che rende il tutto un ininterrotto fluire di ricordi e presente, costantemente mischiati insieme in un gioco di riflessi scorrevole e accattivante e dal quale è impossibile staccarsi senza essere arrivati in fondo. O forse all’inizio.
Avanti o indietro?

Passato o presente?, dice George. Maschio o femmina? Non può essere tutte e due le cose insieme. O è l’una o è l’altra.
E chi lo dice, questo? Perché dev’essere per forza così?, ribatte la madre.

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