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Archive for the ‘Vampiro in pigiama’ Category

Ho appena attraversato l’inferno in autostop. L’inferno vero. Non quello con il fuoco e dei tizi con le corna che ascoltano l’heavy metal, no, quello in cui non sai più se la tua vita continuerà.

Mathias Malzieu, 1974, leader dei Dionysos, autore de Il bacio più breve della storia (2013), che ho letto l’anno scorso e che, nel caso, potete trovare QUI, de La meccanica del cuore (2007), che devo ancora leggere e dal quale è stato tratto un film d’animazione, sempre diretto da lui e ovviamente non reperibile in edizione italiana, e de L’uomo delle nuvole (2011), che devo ancora recuperarmi.

Un giovane artista vulcanico, iperattivo, ipercreativo.

Mi sono buttata su Vampiro in pigiama appena ho visto il nome sugli scaffali, aspettandomi una nuova fiaba strampalata e surreale e invece mi sono trovata per le mani qualcosa di completamente diverso.

Tra novembre e dicembre del 2013 a Mathias viene diagnosticata una malattia rara e difficile, l’aplasia midollare. In pratica, il suo midollo osseo ha smesso di funzionare e nel suo sangue non ci sono più abbastanza globuli rossi, piastrine e globuli bianchi. Manca ossigeno. Il rischio di emorragie è altissimo perché non c’è più coagulazione e, cosa più grave di tutte, non ci sono più difese immunitarie.

Vampiro in pigiama è il diario di un lungo anno di discesa sempre più a fondo negli abissi sotterranei della malattia. Una cronaca diretta e dettagliata al tempo stesso realistica e trasfigurata da quella che è l’arma principale di cui Mathias dispone: la sua immaginazione sfrenata.

La dimensione sospesa, grigia e ovattata del non sapere da un giorno all’altro se il futuro esisterà ancora. Trovarsi a sognare la quotidiana normalità come qualcosa di irraggiungibile. Amare ogni singolo gesto, ogni singolo particolare di un amore struggente e trovare ovunque una bellezza schiacciante.

Aggrapparsi alla musica, alla scrittura, alle parole di Whitman, ad un giro in skateboard, contro ogni buonsenso, agli occhi di Rosy, alla voce dolce dell’ematologa, alla delicata empatia del personale ospedaliero.

Trovare il sorriso nel riflesso cattivo di uno specchio.

Dover dipendere dalle trasfusioni. Vivere con il sangue altrui. Sapere di essere diventato un vampiro.

E poi lo spettro/speranza del trapianto nelle sue differenti versioni.

Un pezzetto di cordone ombelicale e una seconda nascita.

Ho letto questo libro tutto d’un fiato, senza mai staccarmi dalle pagine e ne sono riemersa frastornata e commossa.

Mathias non si piange mai addosso, neanche per un momento. Neanche per un attimo cerca la compassione o, peggio ancora, il compatimento altrui.

Dice le cose come stanno. E poi le prende e sceglie di trasformarle in qualcosa di grande, di magico, di surreale.

Vampiro in pigiama è incredibile nella sua leggerezza e potente nella sua disarmante, enorme forza vitale.

Dosare la speranza giorno dopo giorno. Trasformare il buio in cielo stellato. Staccare la luna ogni mattina e rimetterla a posto all’imbrunire.
Un vero impegno da neovampiro.

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