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Archive for the ‘Fuori dal mondo. La storia dei Muse’ Category

Leggetevi questo post (e relativo link).

Fatto?

Ok. Ora prendete un foglio bianco e scrivete i primi dieci aggettivi che vi vengono in mente da attribuire a NME.

Fatto?

No. Non ci sono in palio rivelazioni epocali su qualche lato nascosto del vostro carattere in base agli epiteti che avete scelto, ma, dite la verità, non vi sentite meglio? Almeno un po’?

No, perché i primi dieci minuti ci ho riso su, ma la realtà è che non c’è niente da ridere. Stiamo parlano di NME, non del giornaletto della pro-loco. E’ come trovare Gigi D’Alessio sulla copertina di Rolling Stone.

E non me la prendo solo perché sono coinvolti Muse e Mumford&Sons sui quali sono particolarmente sensibile. Al di là dei miei gusti personali, sono classifiche che tecnicamente si possono definire come fatte col culo. Se non altro per l’assoluta mancanza di una visione d’insieme del panorama musicale del 2012 che trapela da tutte le parti.

Il risultato è stato che per vendicarmi, dopo aver letto le classifiche, con la scusa che tanto dovevo cercare Cloud Atlas (l’ho trovato!), mi sono comprata questo:

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ed è pure l’edizione aggiornata 2012 che include anche The 2nd Law.

Ecco.

Se all’improvviso nei miei post cominceranno a comparire nozioni di Storia dei Muse assolutamente a sproposito saprete perché.

Come se ci fosse ancora bisogno di questo per farti parlare dei Muse…

Guarda che dall’inizio dell’anno non ho postato neanche un loro video e non li ho nominati neanche una volta, anzi, direi che li ho vergognosamente trascurati.

Bugiarda. Hai tirato in ballo il Bellamy l’altro ieri parlando di Cloud Atlas.

Ma figurati! Cosa c’entra Matt Bellamy con Cloud Atlas?!

Appunto.

Mi stai distraendo dall’argomento del post.

Ah, perché, c’è un argomento in mezzo al cazzeggio?

Se mi lasci parlare..

—————–

Grazie.

Allora, questo dovrebbe uscire il 7 febbraio 2013.

Remake dell’omonimo film del 1966 con Shirley MacLaine e Michael Cane. La regia è di Michael Hoffman, che non mi dice granchè, ma la sceneggiatura è dei fratelli Coen, il che invece merita attenzione. Soprattutto quando l’impressione che trasmette il trailer – pur da prendersi con la dovuta diffidenza poiché si sa, ingannevole è il trailer più di ogni cosa – è quella di essere in zona Burn After Reading.

Mi stupisce che non gli abbiano ancora appioppato un sottotitolo.

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