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Archive for the ‘Paranormal Activity’ Category

Alla fine mi son decisa a recuperare il secondo Paranormal – complice anche il fatto che stesse su Amazon a 5 euro – e devo dire che ci sta anche guardarli in ordine sparso.

Se si segue l’ordine d’uscita, la storia va a ritroso, risalendo gradualmente alle origini. Se si guardano dal 3 all’1 si va in ordine cronologico. Se si va a cazzo come ho fatto io (1-3-2) si ricompone il puzzle in tempi sfasati ma di fatto non ci sono grossi spoiler che rovinino l’effetto dei singoli film.

Con il primo abbiamo visto quello che succede a Katie e Micah. Con il terzo si torna a vedere quello che è successo a Katie e alla sorella da piccole.

Con il secondo vediamo quello che succede a Kristi, la sorella, e gli avvenimenti si collocano subito prima di quelli che riguardano Katie.

La ricetta è sempre la stessa quindi deve piacere il genere in partenza.

Il classico horror low-budget con tante belle inquadrature notturne – qui le telecamere sono quelle del circuito di sorveglianza della casa, installato dopo un’effrazione – incentrato sostanzialmente sul fatto che, sotto sotto, un po’ di paura del buio ce l’abbiamo ancora tutti. E magari sotto il letto non ci sarà nessun mostro ma magari non ci allunghiamo la mano senza accendere la luce.

Oltre a ciò c’è anche la – neanche poi troppo debole – componente voyeuristica dello spiare in casa d’altri nel momento di massima intimità e vulnerabilità, cioè durante il sonno, cosa che sicuramente contribuisce ad aumentare l’attrazione (e quindi la riuscita) anche un po’ morbosa di questo tipo di film.

Come già per il terzo, mi trovo a dire che la mancanza dell’effetto novità che aveva avuto il primo smorza un po’ la potenza di alcune scene. A ciò si aggiunge che in questo secondo capitolo viene data più rilevanza al collegamento delle storie delle due sorelle che non alle trovate spettrali in sé il che, in parole povere, vuol dire che non ci sono idee particolarmente originali.

Ok, porte che si aprono, pentole che cascano e qualche trascinamento per le scale ma niente che non si sia già visto.

In definitiva è’ divertente ma forse è il più deboluccio dei tre.

QUI e QUI le recensioni degli altri due film.

Sui capitoli successivi devo documentarmi ma mi par di capire che cambino personaggi.

Imdb.

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Sì, l’ho visto. Sì, di pomeriggio. E sì, sono ancora viva.

Viva e in realtà anche un po’ delusa. Forse mi ero troppo autocondizionata e mi aspettavo molto di più di quanto non fosse logico aspettarsi. Forse, semplicemente, vale il vecchio sano principio per cui le minestre riscaldate non sono mai un granché. Forse il fatto che lo schema fosse di nuovo quello del primo ha contribuito non poco ad ammazzare buona parte dell’effetto sorpresa di molte scene, rendendole prevedibili. Sta di fatto che sì, qualche salto sul divano l’ho fatto e qualche occhiata timorosa alla porta del bagno socchiusa l’ho lanciata, ma tempo di arrivare alla sera l’effetto era già svanito.

Siamo negli anni Ottanta e andiamo a scoprire quello che era successo a Katie (la protagonista del primo) da piccola. Quello che sia lei che la sorella avevano rimosso. C’è una breve introduzione ambientata in un periodo intermedio, a casa di Kristi, la sorella di Katie, prima degli avvenimenti del primo film, con la quale entrano in scena le registrazioni del periodo dell’infanzia e si vede che la sola presenza di queste videocassette ha creato problemi paranormali anche alla famiglia di Kristi.

Poi si passa direttamente al materiale registrato. E qui, come dicevo, andiamo in replica su quasi tutte le situazioni del primo, con la differenza che vengono sfruttate di meno. Ci sono diversi momenti in cui sinceramente mi aspettavo che succedesse qualcosa di più.

Ci sono comunque anche diverse trovate interessanti. La scena di Bloody Mary del bagno con la luce spenta è effettivamente valida perché riesce a farti paura anche se ti ha avvisato prima. Per la serie, guarda che adesso sta arrivando una scena in cui ti devi spaventare, è costruita proprio apposta, e anche se lo sai ti spaventi lo stesso.

Anche l’idea della telecamera sul supporto mobile del ventilatore è buona; il movimento lento e regolare su due ambienti alternati crea effettivamente parecchia tensione.

E poi c’è la scena della cucina (non dico altro per non rovinarla a chi non l’ha visto) che davvero vale tutto il film perché è costruita benissimo.

Il finale, a ripensarci, è parecchio inquietante come idea ma arriva un po’ troppo all’improvviso, con l’effetto di risultare affrettato, collegato in modo un po’ troppo superficiale al resto.

E tanto lo so già che finirò per guardarmi anche il secondo.

Cinematografo & Imdb.

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C’è qualcosa di perverso nel meccanismo per cui, da un lato, mi rendo perfettamente conto del fatto che non sono più in grado di guardare film horror da sola di notte (ma anche di pomeriggio tardi se fa già abbastanza buio) senza cagarmi sotto per i due giorni successivi, ma dall’altro, continuo a comprarne di nuovi, dimostrando così di non essere neanche in grado di gestire le mie tendenze compulsive. In particolare, tutto questo discorso vale per un certo tipo di film. Per dire, ieri sera Dario Argento proponeva Alta tensione di Alexandre Aja e l’ho mollato dopo il primo quarto d’ora non perché facesse effettivamente paura quanto perché non avevo proprio voglia di un’ora e mezza di splatter di livello medio-basso (la decapitazione con la credenza e annessa fontana di sangue dal collo residuo ha influito non poco sul sorgere del mio scazzo). Sì, poteva valere la pena continuare a vederlo per Cécile de France e perché all’inizio c’era Sarà perché ti amo nella colonna sonora, ma alla fine non erano motivazioni così forti.

C’è invece tutta una categoria di film che parte dall’Esorcista, passa per The Ring (e in verità per parecchi horror giapponesi) e in generale per tutto ciò che coinvolge demoni/fantasmi/possessioni&infestazioni di vario tipo, che fa particolarmente presa sul mio inconscio (e anche sul conscio). Generalmente ne esco tesa e guardinga, con la fastidiosa tendenza a cacciare strilli se mi si rivolge la parola senza il dovuto preavviso.

Su Paranormal Activity ero sempre rimasta piuttosto scettica perché, data tutta la pubblicità che ne hanno fatto, mi aveva dato l’idea di essere l’ennesimo fenomeno teen-horror montato ad arte per scopi di cassa. E in parte è sicuramente vero. Tant’è che non accennano a mollare il filone.

Però io sono morta di paura con questo film.

Vivo in un appartamento. Sono abituata ai rumori, anche in piena notte. Quella di sopra che cammina coi tacchi alle tre del mattino. Quello di fianco che litiga. Il gatto che tira giù qualcosa. Ecco, improvvisamente tutte queste cose sono diventate fonte di enorme tensione.

Poi per carità, è tutto molto soggettivo. La materia di base è piuttosto banale se ci si pensa. Budget ridottissimo, girato a casa del regista. Telecamere fisse. Lunghe inquadrature di niente che però presuppongono che qualcosa prima o poi lo vedrai succedere. Però funziona. O almeno, non so, probabilmente sono il target ideale per questo genere di operazioni, ma su di me ha funzionato alla grande. Paura pura e semplice.

A questo punto potrebbe sembrare logico che, dopo siffatto trauma, io abbia orientato le mie esigenze orrorifiche verso altri lidi. E invece ieri mi sono comprata il terzo (sì, lo so, si dovrebbe andare con ordine, ma il secondo non era in offerta 😛 ).

Se non muoio d’infarto seguirà recensione anche di quello.

Cinematografo & Imdb.

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