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Archive for the ‘J. Foxx’ Category

Django-Unchained-Poster

Tarantino è sempre Tarantino. E per fortuna, direi.

Non sono mai stata grande cultrice di western – spaghetti o meno – ma non ho avuto il minimo dubbio sul fatto che il caro vecchio zio Quentin avrebbe reinterpretato a suo modo anche questo genere.

Siamo negli Stati Uniti del Sud, negli anni prima della Guerra Civile. Uno schiavo liberato (Jamie Foxx – Django) e un dentista tedesco cacciatore di taglie (Christoph Waltz – Dott. Schultz) si uniscono dapprima per portare a termine un lavoro per il Dottore e poi per liberare la moglie di Django, schiava nella grande e famigerata piantagione di Candyland.

Il film è diviso nettamente in due parti. La prima è un continuo crescendo, sia dal punto di vista dell’azione sia per il susseguirsi di svariate situazioni paradossali ed estremamente divertenti (il personaggio di Waltz è qualcosa di geniale e la scena dei cappucci, tanto per dirne una, mi ha veramente fatto morire dal ridere).

Poi si arriva ad un punto di svolta, improvviso. Talmente repentino che per un attimo ho pensato che volesse essere una conclusione e mi son detta se lo fa finire così lo odierò per il resto dei miei giorni.

Per fortuna però prosegue, e ci si addentra nella seconda parte. Meno spassosa, forse non più violenta ma sicuramente molto più cattiva. L’ironia rimane ma vira sul pulp ed è assolutamente spietata.

Cast perfetto. Jamie Foxx avrebbe quasi meritato una candidatura all’oscar. Christoph Waltz invece la nomination l’ha (meritatamente) ricevuta ma difficilmente vincerà dopo aver già vinto con Inglorious Basterds nel 2009. Di Caprio è molto bravo e molto antipatico nel ruolo di Mr Candie e un giorno o l’altro dovrò parlare seriamente di questo attore che, davvero, è tra i migliori che ci siano attualmente in circolazione. E nei panni dello schiavo Stephen c’è Samuel L. Jackson che merita tutto quel che di buono si può dire.

Tra gli interpreti secondari (anche se in questo caso sarebbe meglio parlare di comparsa) c’è anche Zoe Bell (vedere la voce Grindhouse – Death Proof).

E c’è Tarantino stesso, che si ritaglia sempre una piccola parte e che a me fa ridere a prescindere.

Tantissime come sempre le citazioni di altri film, primo fra tutti ovviamente Django di Sergio Corbucci (1966) omaggiato anche con la presenza nel cast di Franco Nero; e poi Mandingo di Richard Fleischer (1975), tanto per menzionare i due principali. Non manca una consistente dose di autocitazioni, che tanto piacciono al regista e forse ancora di più ai suoi fan che vanno a caccia di riferimenti e dettagli. Sparatorie che ricordano Le Iene, battutacce a non finire sugli americani e i soliti litri di sangue che schizzano ovunque – anche se non si può parlare di splatter dal momento che, a parte un bel po’ di rosso, non si vede niente di particolarmente cruento.

Immancabile anche una certa quantità di polemiche. Da parte di quelli che non hanno capito che non è un film storico e commentano piccati la non plausibilità del personaggio. O peggio, si sentono offesi. Che è una cosa che succede puntualmente con i film di Tarantino. C’è sempre qualcuno che si offende per qualcosa. Per principio. Nel caso specifico, Spike Lee ha dichiarato (twittato per l’esattezza) che assolutamente non andrà mai a vedere questo film perché sarebbe “disrespectful to my ancestors.” e aggiunge “American Slavery Was Not A Sergio Leone Spaghetti Western. It Was A Holocaust. My Ancestors Are Slaves. Stolen From Africa. I Will Honor Them.”

Tarantino ha dichiarato di non avere intenzione di perdere tempo su questa critica. E io mi raccolgo le braccia che mi sono cascate per averla letta.

Cinematografo & Imdb.

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DjangoUnchainedTrailer

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