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Archive for the ‘Doctor Sleep’ Category

Dr.-Sleep-Cover

Sono perseguitata dagli Alcolisti Anonimi. Davvero, da quando ho avuto la discutibile idea di leggermi il libro di Frey me li ritrovo periodicamente tra i piedi. Ormai sto diventando un’esperta, sono praticamente ferratissima sui dodici passi, oh sì.

Ma andiamo con ordine.

Doctor Sleep. Meglio noto ai più semplicemente come il-seguito-di-Shining, data la discreta insistenza del lancio pubblicitario su questo aspetto.

E allora comincio proprio da qui. Da Shining e dall’Overlook.

Premetto che Doctor Sleep mi è piaciuto. E’ un ottimo libro, come sempre. Uno di quelli che divori e che funzionano. E d’altronde da King non mi sarei aspettata niente di meno.

Però.

Però non è di sicuro tra i migliori. Senza andare a scomodare i grandi classici e restando negli ultimi anni, per dire, non è al livello di un Dome o di 22/11/63.

Fondamentalmente, la sensazione che mi ha lasciato è che abbia voluto cercare di chiudere troppi conti tutti insieme. Di risolvere troppe cose rimaste in sospeso. E che l’urgenza di concludere questi unfinished business – urgenza che King stesso ammette nella nota conclusiva – abbia prevalso a discapito della cura per la vicenda e per i personaggi che a volte risultano un po’ affrettati.

Chiudere i conti con l’Overlook e con i suoi fantasmi. Perché un male così grande non poteva semplicemente sparire. E sapere come se la stesse cavando Danny, perché chiunque avesse vissuto una vicenda così terribile da piccolo non avrebbe potuto semplicemente voltare pagina. E tutto questo è un ottimo presupposto. Ho amato l’inizio sulla vita di Danny a breve distanza dall’Overlook. I fantasmi che continuano a tormentarlo e Hallorann che lo aiuta. E che gli fornisce ulteriori mezzi per gestire i meccanismi della luccicanza.

Come per 22/11, quando era saltata fuori Derry a tradimento, ho provato un tuffo al cuore nel ritrovare, seppure in modo meno diretto, luoghi e situazioni che erano sepolti nella mia memoria come in quella dei personaggi.

Sarebbe stato perfetto se King si fosse fermato qui. Se il legame con Shining fosse stato solo un ponte per approdare ad una storia interamente nuova. Invece l’Overlook rimane, più o meno latente, per tutto il libro e a metà già si capisce che sarà di nuovo il teatro della resa dei conti. E anche qui, ok, dovevamo far tornare Dan sui luoghi del disastro? Va bene. Peccato che il luogo stesso si imponga a rubare la scena alla conclusione della storia di adesso, che finisce così per risultare affrettata e in qualche modo sminuita. Mi aspettavo decisamente di più dallo scontro finale con Rose Cilindro e ci sono rimasta un po’ male a veder liquidati lei e tutto il Nodo in modo, tutto sommato, piuttosto sbrigativo.

Lo stesso discorso vale anche per il personaggio di Abra. Anche in questo caso l’attenzione è più sulla luccicanza – e quindi sul punto chiave di Shining e su Dan – che sul personaggio. Abra è uno dei tanti spunti un po’ sprecati di questo libro perché serve da radar per Dan, da amplificatore, da catalizzatore per la sua redenzione ma non è minimamente connotata come personaggio in sé – il che è pure piuttosto strano per King. Non sappiamo quasi niente di lei che non sia strettamente in funzione di Dan.

E poi, sinceramente, non vedevo tutta questa necessità di imparentarli. Il momento in cui si scopre questo legame è stato quello in cui ho veramente avvertito una nota stonata in sottofondo al tutto e non avevo capito subito il perché, salvo poi realizzare che questo collegamento mi sembrava un po’ una forzatura.

Ancora. Il problema della scarsa connotazione non c’è solo per Abra ma, a voler essere onesti, tocca anche un po’ la caratterizzazione del Nodo e dei suoi membri. Non sono male come cattivi, Rose mi piace parecchio e ho trovato sinceramente divertente che fossero camperisti, con tutti i riferimenti ai cliché del caso. Però potevano essere approfonditi un po’ di più anche loro. Si poteva scoprire ancora qualcosa sulla loro natura e il loro passato.

E infine, l’altra grande faccenda in sospeso di King. Quella con l’alcool. Quella con il se stesso che ha dato le sembianze a Jack Torrance. Devo dire che, per certi versi, mi ha sorpreso persino un po’ che questo argomento saltasse di nuovo fuori, e per di più in modo così prepotente. Ho cercato di farmi due conti per vedere se ricorresse un qualche anniversario degli AA per lo stesso King ma non potrei dirlo con certezza. E’ passato veramente tanto tempo da quando Steve era Jack e, sinceramente, pensavo che fosse qualcosa che aveva ormai sviscerato in tutte le sue forme. E’ pur vero che ha sempre prevalentemente parlato del fantasma dell’alcolismo più che della lotta vera e propria per scacciarlo, tuttavia, ripeto, la cosa mi ha lasciata un po’ perplessa. E anche al di là delle mie perplessità, resta il fatto che secondo me ha dato troppo spazio alla dimensione AA. Forse non troppo di per sé ma sicuramente sproporzionato rispetto al resto della vicenda. All’ennesima riunione cominciava a venirmi un po’ d’ansia.

Anyway, come dicevo prima, il libro mi è piaciuto perché c’è poco da fare, possiamo star qui per ore a disquisire di tutte le sfumature migliorabili ma tanto, dopo due pagine del caro vecchio zio Steve, sono irrimediabilmente assorbita dalle sue parole e dal suo modo di raccontare.

Mi è piaciuto tanto il personaggio di Cetta e ho amato molto il lavoro di Dan con i malati. E se, da un lato, ho trovato persino un po’ eccessiva la presenza di Jack Torrence sul luogo dell’Overlook – un Jack Torrence che in quel momento si trova ad incarnare tutte e due i grandi spettri che King va a risvegliare con questo libro – d’altro canto penso che andare a rivisitare posti che, per lui per primo, erano dolorosi e – perché no? – anche pericolosi, gli abbia richiesto un notevole sforzo e coinvolgimento emotivo. King stesso, nella già menzionata nota a fine libro, accenna a come sia stata travagliata la decisione di rimettere mano al ragazzino di Shining.

E per rimanere sulla nota dell’autore, mi ha fatto sorridere il modo in cui King si mostra sinceramente stupito del fatto che la maggior parte della gente trovi spaventoso il film di Kubrick (sottintendendo ovviamente che per lui non lo è).

Probabilmente è dovuto al fatto che Kubrick non si è limitato ad una trasposizione ma ha preso il materiale del libro, lo ha rielaborato e ne ha fatto il suo Shining, ha creato il suo Overlook.

Ma sto divagando ed è meglio che mi fermi.

Questa è perché la dedica iniziale è per Warren Zevon.

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Niente, ogni volta che provo a programmarmi i post con un certo criterio arriva qualcosa che mi scombina i piani.

Ti riferisci all’album di Springsteen, cara?

Hem…non esattamente…che, per inciso, è un gran bell’album, sia chiaro.

Al fatto che domani esce finalmente Doctor Sleep?

…mmm…non proprio…

Ouf…non dirmi che quelle tre han di nuovo messo delle date?

*la proprietaria del blog si allontana fischiettando*

Torna qui. E quando sarebbero?

22 luglio a Milano e 24 luglio a Roma. Ippodromo del Galoppo e Ippodromo delle Capannelle.

La parola chiave è Ippodromo mi par di intuire…

mpf

E suppongo che tu aspiri a farle entrambe…

Eh, la vita del fan è dura e travagliata…vedrò cosa riesco a fare. Di sicuro almeno una.

Boh, la pianto di farti domande sull’argomento perché tanto comincerai a parlarne a cazzo nei prossimi mesi senza bisogno che ti si istighi ulteriormente.

Oh, ma un po’ più di partecipazione? Voce, te l’ho mai detto che sei mortalmente noiosa?

Ma qualcosa di serio da dire ce l’hai per il post?

Noiosa, appunto. Comunque sì, ce l’ho. Ecco.

Cinque nominations, tra cui Miglior Film.

Mi spiace solo che uscirà in sala il 13 marzo, a premiazione già avvenuta.

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Marzo si preannuncia un mese impegnativo.

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12/03 David Bowie The Next Day

L’avevo mica già detto? no vero? Ah, meno male che mi sono ricordata allora.

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18/03 Kodaline In a perfect World

E’ il loro primo album e sono proprio bravi.

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18/03 Suede Bloodsports

Devo dire che quando ho sentito la notizia la prima volta pensavo di aver capito male.

Non che non sia contenta, anzi. Solo spero che non sia la classica cazzata commerciale perché Brett si è accorto che da solo non combinava granché.

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26/03 Depeche Mode Delta Machine

Su Heaven non ho avuto la stessa folgorazione che mi colpì a suo tempo per Wrong, ma decisamente mi piace.

E visto che siamo in tema di segnalazioni:

9788862431354

Amelie Nothomb Barbablu.

E’ uscito addirittura il 21 febbraio e io me ne sono accorta tipo domenica. Vergogna a me.

E poi la novità più grossa, anche se per questa c’è da aspettare un po’ di più.

Dr.-Sleep-Cover

Data d’uscita 24 settembre 2013.

Questo dal sito dell’autore:

On highways across America, a tribe of people called The True Knot travel in search of sustenance. They look harmless—mostly old, lots of polyester, and married to their RVs. But as Dan Torrance knows, and tween Abra Stone learns, The True Knot are quasi-immortal, living off the “steam” that children with the “shining” produce when they are slowly tortured to death.

Haunted by the inhabitants of the Overlook Hotel where he spent one horrific childhood year, Dan has been drifting for decades, desperate to shed his father’s legacy of despair, alcoholism, and violence. Finally, he settles in a New Hampshire town, an AA community that sustains him, and a job at a nursing home where his remnant “shining” power provides the crucial final comfort to the dying. Aided by a prescient cat, he becomes “Doctor Sleep.”

Then Dan meets the evanescent Abra Stone, and it is her spectacular gift, the brightest shining ever seen, that reignites Dan’s own demons and summons him to a battle for Abra’s soul and survival. This is an epic war between good and evil, a gory, glorious story that will thrill the millions of hyper-devoted readers of The Shining and wildly satisfy anyone new to the territory of this icon in the King canon.

Ora, è vero che è il seguito di Shining il che vuol dire andare a toccare uno dei mostri sacri dell’opera kinghiana. Ma sono fiduciosa. Se se l’è sentita lui di rimetterci in qualche modo le mani, sicuramente sa quello che sta facendo.

Operazione commerciale? Non credo, semplicemente per il fatto che non ne ha bisogno. E’ un autore che riuscirebbe a vendere anche la lista della spesa scritta a matita sulla carta igienica, non ha bisogno di riagganciarsi ai vecchi successi. Sono molto più propensa a credere che in quella storia, o nelle strade che ha aperto, ci fosse ancora qualcosa di sepolto che il caro vecchio zio Steve ha deciso di riportare alla luce.

DS2

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