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Archive for the ‘Ouija: l’origine del male’ Category

Los Angeles, anni Sessanta.

Andiamo a conoscere in dettaglio il retroscena che nel primo capitolo era soltanto abbozzato e scopriamo per intero la storia di Alice Zander e delle sue due figlie, Paulina e Doris.

Alice, vedova, sbarca il lunario come può e arrotonda facendo la medium. E’ ben organizzata, con le figlie a darle una mano e tutta una serie di aggeggi per spegnere candele, far ballare tavoli e dare segnali per conto degli spiriti.

Quando Paulina si imbatte in una tavoletta Ouija – un gioco da tavolo tra tanti – Alice decide che vale la pena inserirlo nella sua attrezzatura e, per così dire, ravvivare lo spettacolo.

Ovviamente la tavoletta si rivela funzionare ben oltre le aspettative di madre e figlie. In particolare Doris, la più piccola, pare sviluppare un legame forte e diretto con il potere della tavola.

Dapprima spaventata, Alice si lascia gradualmente coinvolgere nell’esperienza incredibile che sta vivendo Doris e, oltre a sfruttarla per soldi, si ostina a vedere in essa l’unica via per non rassegnarsi alla perdita del marito.

Ma la tavola è uno strumento infido e ingannevole e gli spiriti magari non mentono ma di sicuro nascondono molte cose.

Se da un lato c’è un’innegabile pecca nella struttura complessiva dei due capitoli che fa sì che il finale del primo sia eccessivamente rivelatore del finale del secondo, d’altro canto con questo prequel abbiamo un film che, preso singolarmente, ha una corposità e una consistenza sicuramente più definite.

Meno teen-horror, più classico nell’impostazione e nei riferimenti, il film di Flanagan non sarà forse originalissimo ma riesce bene nel suo sporco lavoro di tenerti in ansia per tutta la sua durata.

Doris, per quanto ennesima bambina-poltergeist prescelta dagli spiriti, è inquietantissima e il progressivo manifestarsi delle entità è ben orchestrato per far crescere la tensione.

Nient’affatto male anche la risoluzione finale, che forse non è originale come avrebbe voluto ma si vede che è ragionata.

Un po’ insipido il personaggio del prete – Henry Thomas – che ad un certo punto sfodera anche una citazione biblica clamorosamente inesistente.

Brava Elizabeth Reaser – Alice – che rende bene i vari passaggi tra stadi emotivi contrastanti.

Lulu Wilson, che interpreta Doris, pare avere una predisposizione per l’horror dato che, a quel che vedo, è stata la figlia di Eric Bana in Liberaci dal male e compare anche nel cast di Annabelle 2.

Cinematografo & Imdb.

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Nelle sale dal 27 ottobre.

Prequel di Ouija del 2014 che, manco a dirlo, devo ancora vedere.

Regia di Mike Flanagan che vedo essersi già cimentato con l’horror con vari titoli, tra cui Oculus – Il riflesso del male (2014) e Somnia (2016) ma del quale non ho mai visto nulla.

In effetti il giovedì sta diventato la fiera delle mie lacune orrorifiche. Devo mettermi a fare i compiti un po’ seriamente.

 

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