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Archive for the ‘R. Riggs’ Category

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Tratto dall’omonimo libro di Ransom Riggs di cui ho parlato qualche tempo fa QUI.

Dapprima ho aspettato con trepidazione questo film, poi, una volta addentratami nel secondo libro della trilogia di Riggs, ho iniziato ad avere qualche timore. Dei restanti libri parlerò più diffusamente in seguito, per ora basti dire che, man mano che si procede, gli sviluppi non si dimostrano all’altezza dell’originalità delle idee di partenza. Motivo per cui ho iniziato a temere che la trasposizione in film, con gli ovvi tagli che comporta, causasse la nascita di ulteriori buchi di trama qua e là.

Detto ciò, il film di Burton si è rivelato invece una sorpresa.

Piuttosto fedele per circa metà abbondante, da un certo punto in poi prende decisamente un’altra direzione, col risultato che, nella maggior parte dei casi, le buone idee alla base del libro vengono utilizzate in modo più proficuo e creativo.

Dopo la morte improvvisa del nonno in circostanze poco chiare, il giovane Jacob si trova a dover scegliere se seguire le strane indicazioni che il vecchio gli ha lasciato in eredità, o rassegnarsi a liquidarle come stramberie dovute all’età, come vorrebbe il resto della sua famiglia.

Jacob tenta di assecondare i suoi ma al tempo stesso non si dà pace e riesce a farsi portare dal padre su una piccola isoletta del Galles dove, secondo i racconti del nonno, dovrebbe trovarsi la casa dei bambini di Miss Peregrine.

Ma chi è Miss Peregrine? E com’è possibile che sia ancora viva dopo tutti questi anni? E i bambini, al tempo compagni del nonno? E i mostri? Sono solo i nazisti o sono anche qualcos’altro?

Strane storie emergono dall’infanzia di Jacob e prendono forma attraverso le nebbie del Galles. La realtà è molto più articolata di quanto si fosse mai aspettato. E anche molto più pericolosa.

Visivamente curatissimo e pieno di dettagli originali, Miss Peregrine è forse un po’ diverso dal Burton gotico a cui siamo abituati e, per alcuni versi, è forse un po’ più per ragazzi. Cionondimeno, rimane un bel film, divertente, misuratamente ammiccante al macabro da fiaba e coinvolgente.

Apprezzabile anche la scelta di un finale chiuso. Certo, la strutturazione dei personaggi fornisce spunti per altre possibili avventure, ma la storia in sé rimane chiusa e completa.

Viene ripreso anche il gioco delle fotografie, presente nel libro, anche se in questo caso le fotografie sono ovviamente rielaborare per adattarle agli attori.

Eva Green, manco a dirlo, è meravigliosa.

Nel cast anche Judy Dench e Samuel L. Jackson.

Bellissimi i Vacui, molto più fighi di quanto me li fossi immaginati leggendo.

La tipologia di figura ricorda un po’ la versione del Crooked Man di Conjuring 2, il che mi fa venire in mente che forse il richiamo comune sia qualche figura della tradizione anglosassone ma al momento non ho trovato nulla. Dovrò approfondire.

Cinematografo & Imdb.

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La prima fu davvero traumatica. E come tutto ciò che ti cambia per sempre, spaccò la mia vita in due metà: il Prima e il Dopo. Anche questo, al pari di molti altri eventi incredibili che sarebbero accaduti in seguito, aveva a che fare con mio nonno, Abraham Portman.

Chi è Abraham Portman? Un eroe di guerra dalla vita avventurosa e dalle capacità straordinarie, o un vecchio strampalato che non distingue i ricordi dai sogni, la realtà dalla fantasia?

Da bambino, Jacob pende dalle labbra del nonno. Assorbe le sue storie con avidità, aspettando il momento in cui, finalmente, verrà il suo turno.

Però Jacob cresce, e la realtà si fa più ambigua. Come possono essere vere le cose che il nonno gli ha sempre raccontato? Nonno Abraham ama parlare della sua infanzia in un orfanotrofio dai contorni vaghi e fiabeschi. Di compagni di scuola dai tratti quanto meno singolari. Uno di loro era invisibile. Un altro aveva uno sciame di api che gli viveva nella pancia. Un altro ancora era dotato di una forza sovrumana. E non sono frottole. Nonno Abraham ha un mucchio di foto, che ritraggono i suoi amici.

E poi colleziona armi. Era un soldato e un cacciatore, ma non è solo quello il motivo. Ci sono mostri da cui ci si deve difendere. Mostri che possono tornare e che popolano i suoi incubi.

Jacob vuole credergli. Ha bisogno di credergli. Ma la realtà è prepotente, grigia e prevaricante. E non lascia spazio a ciò che non è normale.

Perché il nonno è scampato ai lager dei nazisti (i mostri), che hanno ucciso la sua famiglia, ed è stato accolto in un orfanotrofio britannico insieme ad altri bambini sfuggiti alla guerra ed è comprensibile che la sua memoria distorca quella dimensione tragica e surreale al tempo stesso.

Così Jacob si allontana, e smette di credere alle favole del nonno.

Fino al giorno in cui non succede qualcosa. Qualcosa che straccia a forza il velo che separa i due livelli di realtà e Jacob si ritrova sulle spalle il peso di un’eredità a cui non è preparato ma che non può fare a meno di accettare.

Una volta che il dubbio si insinua, non si può più tornare indietro. Non si può più imparare a fare finta di niente.

Un’ombra nel bosco, che può essere qualcosa ma può anche essere frutto dell’immaginazione. La linea sottile che tiene fuori la follia.

Una data, 3 settembre 1940. Una lettera. Un nome: Miss Peregrine.

Jacob segue la pista di indizi e arriva dall’altra parte della grotta. Arriva dove il nonno ha cercato di condurlo per tutti quegli anni.

Ransom Riggs è un autore di cortometraggi e collezionista di fotografie d’epoca. Proprio a causa di questo suo hobby, si è imbattuto in una serie di fotografie curiose e interessanti e aveva pensato di proporle al suo editore per tirarne fuori un libro illustrato.

Quel libro non si è mai realizzato, in compenso però è nata la trilogia di Miss Peregrine, di cui La casa dei ragazzi speciali è il primo libro.

Come è indicato alla fine, tutte le fotografie contenute nel libro sono autentiche e d’epoca. Solo alcune hanno subito minimi ritocchi per risultare più attinenti alla storia ma per la quasi totalità sono inalterate.

Ho scoperto questi libri in modo del tutto casuale, poco prima anche di accorgermi del film di Tim Burton e mi ha affascinato moltissimo l’idea della storia costruita intorno a queste vecchie foto degli anni Trenta e Quaranta.

Il primo volume è avvincente e si divora in un batter d’occhio.

Sebbene l’idea di fondo – gruppo di ragazzi con poteri vs gente normale – non sia nulla di particolarmente nuovo, riesce a incuriosire e coinvolgere con una serie di spunti originali e con l’introduzione di una variante dei salti temporali che ha potenzialità estremamente interessanti.

Non dico altro perché non voglio anticipare niente – anzi, ora che ho finito il libro trovo che il trailer del film di Burton sia persino un po’ troppo spoileroso.

Resta da vedere se il secondo e il terzo capitolo saranno all’altezza nel gestire la complessa situazione spazio temporale che il primo ha introdotto egregiamente.

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15 dicembre.

Torna Tim Burton con la mia adorata Eva Green e si cimenta nella trasposizione del primo romanzo della trilogia di Miss Peregrine, di Ransom Riggs.

Trilogia di cui, peraltro, ignoravo vergognosamente l’esistenza e che sono corsa a procurarmi (almeno i primi due volumi, dato che il terzo arriva a ottobre) perché voglio assolutamente leggere il libro prima del film.

 

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