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Archive for the ‘Rocky Balboa’ Category

locandinapg1

Non ho ancora deciso se spoilerare o meno. Vediamo cosa mi viene. Nel caso avverto.

Sono abbastanza ignorante per quel che riguarda la serie di Rocky. Conosco a grandi linee la storia e ne ho visti alcuni spezzoni famosissimi, ma non di più. Non per pregiudizio, semplicemente perché è una di quelle lacune in fatto di cult che mi ripropongo sempre di colmare ma che per ora sono ancora in coda. A questo punto mi toccherà una full immersion visto che anche lì sono arrivati a sei film.

Sono anche discretamente ignorante in fatto di boxe. Tutto quello che so è strettamente cinematografico e mi arriva dai vari Cinderella Man, Million Dollar Baby, The Fighter e via così. Anzi. Direi che Clint Eastwood è stato sicuramente il mio maggior mentore in materia.

Specifico queste due cose per dare l’idea del fatto che il mio approccio a Creed è stato abbastanza neutro. Non potevo nutrire aspettative altissime perché, per quanto Rocky faccia parte dell’immaginario della mia infanzia, non ho sufficiente legame con il personaggio per pretendere qualcosa da lui.

Ero più che altro curiosa per la nomination a Stallone.

E, in definitiva, sì, se lo meriterebbe anche questo oscar.

Certo, anche in questo caso vale in parte il discorso che facevo per Revenant e cioè quello della concorrenza che quest’anno non è particolarmente pesante. Per la categoria non protagonista mi manca solo Mark Ruffalo di Spotlight ma tra tutti gli altri l’unico che potrebbe essere realmente una minaccia è Tom Hardy di Revenant.

Ma diciamo che se c’è un anno adatto perché prenda l’oscar Stallone è proprio questo. Oltretutto avrebbe anche un valore di riconoscimento alla carriera per aver dato vita a due dei personaggi culto degli anni Settanta-Ottanta.

La storia di Creed è piuttosto semplice. Il figlio di Apollo Creed non ha mai conosciuto suo padre ma vive all’ombra del suo ricordo riflesso. Della sua grandezza e della sua assenza. Avrebbe un buon lavoro e una buona vita borghese ma il richiamo della lotta e del sangue fa sì che molli tutto per il ring. Vuole seguire le orme di suo padre senza dare nell’occhio. Usa il nome della madre, si allena da autodidatta, mantiene un profilo basso.

Si mette alla ricerca di Rocky. A lui rivela la sua identità e dopo un po’ di insistenze lo convince ad allenarlo.

Le tappe lungo cui si sviluppa la vicenda sono quelle obbligate dell’inseguimento di un sogno. Sconforto ed esaltazione. Caduta e redenzione. Legami che si creano e si spezzano e l’ombra di un passato con cui tutti e due, Adonis e Rocky, devono fare i conti.

I legami con il filone principale della vecchia storia sono chiari e ben sfruttati. Anche da profana, per così dire, ho potuto apprezzare tutta una serie di omaggi ai vecchi miti.

Creed è un buon film. Niente che abbia pretese di andare oltre il suo genere, ma comunque un gran buon film. Fila liscio dall’inizio alla fine, fa quadrare tutti i collegamenti, va dritto al punto senza cazzeggiare e questo fa sì che sia coinvolgente. Niente eroismi eccessivi o discorsi superflui.

Forse qualche lacuna di sceneggiatura c’è e alcuni passaggi rivelano troppo scopertamente la loro natura funzionale perché sono un tantino affrettati. E sì, anche alcuni dialoghi avrebbero potuto esser fatti meglio. Ma l’insieme funziona egregiamente e diverte.

Unico nome di rilievo nel cast – comunque valido – è Stallone che si rivela in una parte sorprendentemente posata ed espressiva. Riesce ad essere fedele al suo personaggio e al tempo stesso a dargli un’intensità nostalgica e un equilibrio che lo rendono particolarmente riuscito.

No, alla fine non spoilero.

Per fare l’avvocato del diavolo mi limito a dire che la maggior profondità del personaggio è stata creata (anche) giocando una carta forse fin troppo facile. Ciò non toglie che Stallone sfrutta bene l’occasione che gli viene data e mostra di saperlo fare senza esagerazioni.

Resta forse l’interrogativo su quanto sia legittimo andare a violare la privacy dei vecchi miti per metterne a nudo la comune miseria umana dell’invecchiamento e dello scorrere del tempo.

Non so. Domanda oziosa, probabilmente.

E non è neanche il fatto di rispolverare i vecchi personaggi in sé.

E’ più come sbirciare in casa di Cenerentola e del Principe Azzurro venticinque anni dopo e scoprire che si piantano le corna, litigano e son sul punto di divorziare. E’ plausibile. Ma è anche un po’ triste. Piace di più pensare che abbian vissuto davvero felici e contenti.

Ad ogni modo, l’emotività sia in negativo che in positivo è contenuta e non sciupa l’aspetto trascinante dell’ascesa sportiva.

C’è solo un sottofondo di malinconia, forse anche di nostalgia, ben centrato sul personaggio di Rocky, e forse è anche giusto così.

Consigliabilissimo.

Cinematografo & Imdb.
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