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Archive for the ‘The Road’ Category

Qualche settimana fa mi sono ritrovata a parlare di quest’accoppiata libro-film. Film che tra l’altro ho rivisto anche di recente per la terza volta (sì, sono una quelli che adorano vedere e rivedere i film per molte volte – evito di portare dei dati numerici per non sputtanarmi del tutto).

Il libro. Cormac McCarthy 2006.

Il senso di desolazione che trasmette è totale. Senza soffermarsi minimamente in racconti di distruzione su larga scala, siamo catapultati direttamente in uno scenario post-catastrofe. E questo è già il primo punto a favore. Nell’epoca che celebra l’estetica del cataclisma il fatto che esso venga relegato al ruolo di antefatto è cosa gradita.

Un uomo e un bambino, un padre e un figlio colti in uno squarcio della loro quotidiana sopravvivenza in un mondo ormai morto e vuoto. Un mondo senza colori, senza calore, ridotto in cenere. Un mondo nel quale se davvero fossero gli ultimi esseri viventi rimasti sarebbe già una fortuna ma nel quale, oltre a tutto il resto, devono pure sfuggire a bande di sopravvissuti ormai dediti al cannibalismo. E’ davvero tutto distrutto. Non solo la Terra. Anche l’Uomo. Nonostante il padre cerchi ancora di trasmettere al figlio un barlume di ciò che è stato. Nonostante, di fatto, non si rassegni ad arrendersi. Anche se forse ormai è solo più l’inerzia a mandarlo avanti.

Si arriva alla fine con un senso di spossatezza infinita.

Il film. John Hillcoat 2009. Anche se di fatto è arrivato nelle sale nel 2010.

Una trasposizione pressoché letterale. Tanto che può quasi definirsi una lettura per immagini. Non aggiunge e non toglie niente al libro ma lo esprime alla perfezione con tutta la potenza emotiva che trasmette il mezzo visivo.

La rappresentazione della Terra è esattamente quella che deve essere, senza eccessi hollywoodiani. Viggo Mortensen è davvero bravo nell’interpretare un ruolo solitario e struggente senza mai diventare patetico o troppo esplicitamente drammatico. C’è anche Charlize Theron, nel ruolo secondario dei flash back che servono a darci qualche elemento in più sul protagonista ma (per fortuna) si trattengono dal cercare di spiegare quello che di fatto non ha importanza spiegare, ossia le origini del disastro.

E c’è un finale, con il breve ruolo di Guy Pearce, che tutti si ostinano ad interpretare univocamente mentre mi sembra palese che sia fatto apposta per essere ambiguo.

E’ un peccato che questo film per qualche questione legale/burocratica a livello di post-produzione sia stato prima bloccato, poi distribuito in tutta fretta, quasi senza alcun lancio pubblicitario e tolto quasi subito dalle sale.

Da leggere e da vedere.

Cinematografo & Imdb.

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