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Archive for the ‘A. Jarecki’ Category

Prima di tutto. Qualcuno mi spieghi perché All Good Things è diventato Love & Secrets nella versione italiana. Please. Già il vizio di tradurre i titoli è oltremodo odioso. Ancora più irritante è la mania italiana di spiegarli cambiandoli: Legends of the Fall che diventa Vento di passioni, Horrible Bosses che diventa Come ammazzare il capo…e vivere felici – i puntini di sospensione poi sono il massimo – Restless che diventa L’amore che resta – e qui mi viene pure il dubbio di un errore grossolano;  o, peggio ancora, aggiungendovi sottotitoli che nel 99% dei casi sono al limite del demenziale: Carrie che diventa Carrie, lo sguardo di Satana, il povero Forrest Gump che a suo tempo uscì in Italia con il sottotitolo La prevalenza del cretino anche se in questo caso qualcuno si accorse della bestialità e il sottotitolo venne ritirato, Christine che diventa Christine, la macchina infernale – se a S.King non ci associamo qualcosa di esplicitamente diabolico non siamo contenti. E questo citando solo i primi che mi vengono in mente così su due piedi, perché ci sarebbe da riempirci un manuale.

Domande retoriche a parte, il perché è fin troppo ovvio, marketing, tanto per cambiare. Si cerca di carpire un target di spettatori ben preciso con meccanismi psicologici degni di Maria De Filippi e chissenefotte di com’è il film in realtà.

Anyway. Il film in questione non è una specie di Sex & The City, non è romantico e non è neanche lontanamente quello che il titolo suggerisce.

Ispirato al caso di cronaca della sparizione della giovane moglie di un ricco rampollo newyorkese, è un film dalle atmosfere ambigue e sempre più soffocanti. Ryan Gosling dà come sempre un’ottima prova con una recitazione asciutta ma estremamente significativa in un ruolo piuttosto delicato per i complessi risvolti psicologici. Anche Kirsten Dunst (alla quale io sotto sotto non riesco a perdonare di essere cresciuta e di aver lasciato Louis e Lestat per mettersi con Spiderman) è brava e riesce a rendere il suo ruolo tutt’altro che sentimentale o patetico.

Dietro la macchina da presa Andrew Jarecki, documentarista, alla sua prima, e direi buona, prova come regista di un film.

Cinematografo e Imdb.

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