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Archive for the ‘J. Fahey’ Category

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[No, ma scusate, Haarp su Italia 1?! Così a tradimento?!]

Riflessione del giorno.

Se dovessi tentare di insediarmi in una qualche forma di realtà virtuale penso, con sufficiente sicurezza, che escluderei qualsiasi opzione di controllo globale e che la mia scelta cadrebbe su qualche videogioco. Mi accontento di poco, lo so. Sono anzi abbastanza certa che opterei per Devil May Cry ma credo – con altrettanta sicurezza – che, data la mia sviluppatissima capacità di perdermi praticamente ovunque, farei qualche cazzata e finirei incastrata in qualcosa tipo Super Mario Bros. Che per carità, era divertente, ma non aveva i capelli bianchi, gli occhi di ghiaccio e tutta quella serie di simpatici connotati tipici di un mezzodemone.

Era una vita che non rivedevo questo film e mi ero quasi dimenticata quanto fosse figo (trattasi di linguaggio cinematografico specifico per addetti). Se è per questo mi ero anche dimenticata che ci fosse Pierce Brosnan nei panni dello scienziato e la cosa mi ha fatto sorridere non poco.

E poi siamo nel 1992, vent’anni fa giusti giusti, il che ha non poche implicazioni. Senza contare il fatto che stavo riguardando una vecchia videocassetta registrata dalla tv e quindi c’erano anche tutte le pubblicità di quegli anni (l’unica occasione in cui le guardo) e mi partivano gli oohhh e gli aaaahh tipici di quando ci si ritrova per le mani qualcosa di lungamente dimenticato e strettamente legato ad altri tempi. C’era pure un vecchio spot del Mulino Bianco, quando ancora puntava sul classico della famiglia perfetta e lasciava invecchiare in pace gli attori ormai in disuso (perchè diciamolo, è sotto gli occhi di tutti quanto appeal abbia perso Banderas in compagnia della gallina Rosita).

Comunque. Sì, tra una pubblicità e l’altra ho visto anche il film.

Dicevamo, il 1992. Il che vuol dire ancora mooooolti anni Ottanta in tutto. Abbigliamento, sigarette (era normale fumare oddio, non ti crocifiggevano neanche!), fumetti e soprattutto l’approccio verso la Tecnologia-questa-sconosciuta, in particolare la tecnologia informatica, dalla quale ci si aspettava ancora che cambiasse il mondo.

By the year 2001, there won’t be a person on this planet who isn’t hooked into it, and hooked into me.

C’è questo timore reverenziale nei confronti di una scienza che ha connotati misti tra il fantascientifico e il divino e che oltrepassa i confini del suo ruolo andando a modificare non solo la vita dell’uomo ma la sua stessa natura – con un bel richiamo, tra l’altro, a Cronenberg di Videodrome (che devo recuperare in qualche modo visto che è la seconda volta in due settimane che mi trovo a nominarlo).

E poi c’è questa curiosa sovrapposizione tra l’idea della realtà virtuale (nella quale è fondamentalmente la visione tridimensionale a rappresentare il massimo dell’avveniristico) e il concetto di rete, giustificata dal fatto che viene assegnata alla realtà vituale la consistenza di una vera e propria dimensione parallela. Con la conseguente introduzione della possibilità di un passaggio e quindi di interazione tra le due realtà. Con gli agenti che vengono scomposti in pixel o il fuoco virtuale che brucia il prete sadico.

This technology has peeled back a layer to reveal another universe. Virtual reality will grow, just as the telegraph grew to the telephone – as the radio to the TV – it will be everywhere.

Il tutto condito con un po’ di teorie sullo sviluppo delle potenzialità latenti del nostro cervello come lettura del pensiero, telecinesi e cose così e un po’ di finanziamenti alla ricerca esclusivamente per scopi militari – il tutto nasce dagli studi per lo sviluppo di un (originalissimo) super soldato.

Oltre a Pierce Brosnan, c’è anche Jeff Fahey nei panni di Giobbe, il povero tizio della tagliaerba, ritardato, usato come cavia per gli esperimenti del dottore e poi super intelligente e super potenziato (oltre che super folle). J. F. che sul momento non mi diceva proprio niente ma che ho scoperto essere presente in moltissime puntate di Lost e (soprattutto) essere JT di Planet Terror! Scusate il punto esclamativo ma non l’avevo proprio riconosciuto e avevo anche speso riflessioni del tipo ohmaquestoquidopoquestofilmèpropriosparito. Ecco, sì.

Insomma. Gran bel film. Di quelli che lo vedi che appartengono ad altri anni ma non hanno perso nulla.

Dr. Lawrence Angelo: Jobe, listen to yourself right now. The first sign of psychosis is a Christ complex. 
Jobe Smith: CyberChrist.

(questa l’ho messa per la serie battute che si perdono con il doppiaggio).

Cinematografo & Imdb.

E vabbè, visto che ho iniziato con i Muse…

Typical Muse interview

Interviewer: what’s your favorite color?

Chris: Red

Dom: *laughing at something Matt is doing*

Matt: I would say in the end, we’re all part of the human condition.. i think that.. um.. you just gotta..go out there and get angry. Riots and, uh,… violence. The world leaders… should be.. scared, I think, you know. And the chemical formula for salt is NaCl

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