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Dall’ultimo album, Simulation Theory, uscito il 9 novembre.

Un meraviglioso, esaltante, gratificante tripudio di anni Ottanta ❤

(volevo trattenermi dal mettere un cuore ma mi è scappato lo stesso)

(magari prossima settimana faccio anche un post decente sull’album)

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WEEKLY HORROR – Suspiria

In uscita il 1 gennaio 2019.

Sono piuttosto preoccupata, in verità. Dario Argento ha uno stile troppo personale per poterne fare un remake. E Suspiria è un tale classico.

Non so. D’altro canto mi incuriosisce anche perché è di Guadagnino e perché c’è la mia amata Tilda Swinton.

Facevo volentieri a meno di Dakota Johnson ma pazienza.

 

Macchine mortali

Ecco, questo promette decisamente bene.

In uscita il 13 dicembre.

Uscito nel 2017, al tempo non riuscii ad andarlo a vedere in sala benché ne avessi sentito dire un gran bene.

Regia di John Madden (Shakespeare in Love, Marigold Hotel, Il mandolino del capitano Corelli) e un ruolo quasi in solitaria per una Jessica Chastain a dir poco strepitosa.

Elizabeth Sloane è una lobbista di successo. Una tra le più ricercate di Washington. Ma la sua abilità non è semplicemente in vendita al miglior offerente. Lei stessa sostiene di essere così brava nel suo lavoro perché sceglie sempre di battersi per cause in cui crede.

Così capita che quando è la lobby delle armi a volerla reclutare Miss Solane si trova di fronte a un bel dilemma.

Lo strapotere maschile armato vorrebbe che lei si prodigasse per allargare il consenso dell’elettorato femminile. Insomma, per portare le donne dalla parte delle armi.

C’è in ballo una nuova legge che proporrebbe maggiori controlli e una maggiore regolamentazione per il possesso di armi e i grandi esponenti del settore non vogliono farla passare.

Peccato che Elizabeth non sia tipo da prestarsi a crociate di genere. E che, in realtà, sia più che favorevole alla legge che si appresta ad essere votata.

La sua società la fa fuori senza pensarci due volte perché non può permettersi di perdere un cliente così potente come i Signori delle Armi e Elizabeth deve trovarsi un altro posto per combattere la sua battaglia.

Uno spaccato lucido e impietoso dei retroscena della politica americana. Un panorama di corruzione e grotteschi giochi di potere. Un mondo che macina incessantemente soldi, schieramenti, vittorie e sconfitte. Un universo di equilibri sporchi e coscienze che tacciono. Un meccanismo perverso che non dorme mai. Proprio come Elizabeth.

Che non molla mai il colpo.

Che è sempre un passo avanti a tutti.

Che non può essere sorpresa da nulla.

Che deve fare i conti con il prezzo della sua battaglia.

Un ritmo serratissimo che non ti fa tirare il fiato neanche per un momento. Una parte, quella della Chastain, di un’intensità travolgente.

Bellissima, carismatica, forte e perfetta Jessica restituisce un personaggio che sembra tagliato su misura per lei e ne trasmette ogni più piccola sfumatura umana.

Una sceneggiatura potente di dialoghi fitti e linguaggio tecnico ma strettamente funzionale alla narrazione. Non vuota ostentazione di tecnicismi ma un rigore asciutto e senza distrazioni.

Una regia discreta, senza eccessi, una trama costruita più che egregiamente e un finale – cosa non da poco – assolutamente all’altezza delle aspettative, se non di più.

Nel cast anche Mark Strong, Alison Pill e Gugu Mbatha-Raw.

Consigliatissimo.

Cinematografo & Imdb.

Mi sono avvicinata a questo film con qualche perplessità e non eccessivi entusiasmi, confidando tutto sommato nella presenza di Gary Oldman e nella appropriatezza di Gerard Butler per questi ruoli.

Speravo in un buon film d’azione ma ero più che preparata alla solita minestra di eccessi trionfalistici americani.

In effetti le tematiche sono piuttosto da manuale. Americani buoni, russi cattivi, giochi di potere e tentativi di non far saltare tutto per aria.

Però, in definitiva, devo dire che questo film si è rivelato nettamente superiore alle aspettative.

Basato sul romanzo Firing Point di Don Keith e George Wallace – di cui peraltro ignoravo l’esistenza – diretto da Donovan Marsh, Hunter Killer presenta una trama solida a dispetto dell’ovvietà del presupposto di partenza e una variante sul tema America-Russia che, se da un lato non si può negare che sia un filo improbabile, è anche vero che viene gestita bene, senza lasciare spazio a dubbi o cedimenti di plausibilità.

Due ore di ritmo serratissimo dall’inizio alla fine. Azione pulita, senza eccessi di spettacolarità o eroismo ma costruita con scene precise e ben calibrate.

Gary Oldman sfruttato più per il suo nome che per le sue doti in una parte che non mi è piaciuta particolarmente ma che è ampiamente compensata da un Gerard Butler centratissimo nel ruolo. Forse appena un po’ sopra le righe nella sua infallibilità ma comunque molto riuscito.

Ruolo secondario – ma neanche poi troppo – per Michael Nyqvist in uno dei suoi ultimi film.

Cinematografo & Imdb.

In uscita il 6 dicembre.

Produzione franco-canadese.

Potrebbe anche riservare qualche sorpresa interessante.

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