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Archive for aprile 2010

Arretrati…

Sono settimane che voglio parlare degli ultimi due film che ho visto al cinema e se continuo a rimandare ancora un po’ mi toccherà andarmeli a rivedere.

Dunque…andando in ordine cronologico, il primo è Invictus. L’ultimo di Clint Eastwood (del secondo dirò nel prossimo post cercando possibilmente di non far passare altri due secoli).

Ora. E’ indubbiamente un bel film. E’ diretto e interpretato magistralmente. E tuttavia non riesce secondo me a toccare quelle vette raggiunte da Gran Torino, Million Dollar Baby o Mystic River. Sarà forse lo sfondo storico, o sarà il fatto che non si tratta di una vicenda esclusivamente personale…non ho ancora ben afferrato che cosa esattamente mi ha trasmesso l’impressione di un film leggermente al di sotto degli altri. Un po’ come nel caso di Changeling, anche se in misura molto minore (Changeling in realtà quasi non sembrava un film di Eastwood).

Comunque. E’ un bel film, dicevo. Da vedere. I due interpreti principali sono entrambi molto bravi ma è di fatto Morgan Freeman, nei panni di Nelson Mandela, che regge tutto il film. La sua espressività. Il suo volto veramente adatto a quel ruolo. Non so se mi spiego. Il suo modo di non rendere mai melodrammatiche anche le scene più drammatiche. Di essere toccante senza essere stucchevole. La vicenda narrata è storia. Il mondiale di rugby del 1995 vinto dagli Springboks, la nazionale sudafricana. Romanzata come è inevitabile ma nel complesso in modo sobrio e realistico. C’è forse qualche sequenza che ha un carattere un po’ troppo volutamente commovente (la cameriera nera con la famiglia dei padroni bianchi alla finale) ma in generale riesce ad essere davvero coinvolgente – per dire, io che non sono mai stata granchè appassionata di sport da stadio, alla fine poco mancava che mi alzassi ad esultare. Molto molto bello il modo in cui viene reso il progressivo avvicinamento tra le guardie del corpo bianche e nere, o tra i poliziotti bianchi e il bimbo di strada nero.

Tra l’altro il film è anche tratto da un libro, Ama il tuo nemico, di John Carlin che dovrò immancabilmente procurarmi per soddisfare la curiosità di mettermi a fare confronti.

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