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Archive for the ‘Follia’ Category

Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione, e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca.

Siamo in Inghilterra, nel 1959 e quella di Stella Raphael è la storia che ci viene narrata dalla voce di Peter Cleave, prima suo amico, poi suo psichiatra.

E’ una storia che nasce all’interno del microcosmo di un manicomio criminale di cui Max Raphael, marito di Stella, è il nuovo vicedirettore.

E’ la storia della passione morbosa e ossessiva tra Stella e uno dei pazienti della struttura, Edgar Stark, rinchiuso per il brutale assassinio della moglie. E per quello che ha fatto dopo al suo cadavere.

Stella e Edgar. Una coppia talmente improbabile da risultare impensabile. Una relazione che nasce subito come ossessione e che si impossessa di Stella azzerando di colpo qualsiasi difesa, annullando in brevissimo tempo qualsiasi pretesa di volontà. Una passione fortemente sessuale e altrettanto fortemente compensatoria per tutto ciò che è opposto alla vita che Stella ha sempre condotto.

Ma non è sufficiente. Perché quello di Stella non è un mero atto di trasgressione e quella di Edgar non è solo una cinica manovra per raggiungere i suoi scopi.

Un viaggio allucinato negli abissi di una psicosi sempre più profonda e sempre più totalizzante. Una storia sordida, spiata attraverso lo spiraglio (auto)giustificatorio dell’analisi psichiatrica. Una storia morbosa dalla quale risulta impossibile staccarsi.

Sono diversi mesi che Patrick McGrath staziona nella mia coda di lettura. A ottobre, se non mi sbaglio, è venuto a Torino al Circolo dei Lettori per presentare il suo ultimo libro, La Guardarobiera, ma alla fine non ero riuscita ad andare. Da allora però mi sono incuriosita per questo scrittore cresciuto nell’ambiente del manicomio criminale presso cui suo padre lavorava come psichiatra e mi sono ripromessa di leggere qualcosa. Per un po’ sono stata indecisa se incominciare L’estranea ma alla fine ho deciso di iniziare con questo Follia, che è il suo titolo più famoso e che si è rivelato assolutamente all’altezza della sua fama.

La scrittura di McGrath è ipnotica e impossibile da lasciare. Ti tiene incollato alle pagine, ti risucchia in un vortice di orrore a attrazione dal quale è impossibile staccarsi.

Un gioco di specchi in cui il confine tra normalità e follia si fa sempre più labile e un cui i ruoli si confondono e si capovolgono fino a sradicare qualsiasi certezza.

Davvero bellissimo. Una folgorazione. Siamo solo a marzo e le graduatorie sono un po’ premature ma, per il momento, va dritto in cima alla mia classifica del 2018.

Patrick McGrath, Follia, Adelphi Edizioni, 1998

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