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Posts Tagged ‘Cinema’

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Altra produzione Blumhouse, con Octavia Spencer, Juliette Lewis, Allison Janney e Luke Evans.

In uscita il 6 giugno.

 

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Nelle sale il 30 maggio.

Non ho ancora deciso se mi ispira o no.

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Il nuovo film di Danny Boyle.

Data di uscita italiana ancora da definirsi, anche se parrebbe settembre.

 

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Quattro anni dopo il primo Unfriended torna l’idea dei social-assassini.

Onestamente pensavo che ci avrebbero messo di meno a riciclarla.

In uscita il 16 maggio. Produzione, manco a dirlo, Blumhouse.

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In uscita il 28 marzo.

Sembra dannatamente interssante.

Nel cast anche John Goodman e Vera Farmiga.

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In uscita il 21 marzo.

Sembra parecchio interessante.

Tratto da un racconto dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist, autore anche di Lasciami entrare, da cui è stato tratto il film omonimo.

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In uscita nelle sale il 18 aprile.

Con la produzione di James Wan si tenta il lancio ricollegandosi all’universo di The Conjuring, anche se resta da capire la misura di questo collegamento.

Di certo c’è il personaggio di Padre Perez, interpretato da Tony Amendola, che è lo stesso prete di Annabelle, ma più di questo non saprei.

Il trailer non è male – anche se il nome di ‘sta Llorona fa un po’ cagare – ma dopo la fregatura che ho preso con The Nun forse dovrei usare maggior cautela nell’entusiasmarmi per i trailer.

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In uscita il 6 marzo.

Probabilmente sarà sempre la solita storia ma mi incuriosisce comunque.

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Miglior film

  • Green Book– Jim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie, Peter Farrelly e Nick Vallelonga

Migliore regia

  • Alfonso Cuarón– Roma

Migliore attore protagonista

  • Rami Malek– Bohemian Rhapsody

Migliore attrice protagonista

  • Olivia Colman– La favorita (The Favourite)

Migliore attore non protagonista

  • Mahershala Ali– Green Book

Migliore attrice non protagonista

  • Regina King– Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

Migliore sceneggiatura originale

  • Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly– Green Book

Migliore sceneggiatura non originale

  • Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee– BlacKkKlansman

Miglior film straniero

  • Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)

Miglior film d’animazione

  • Spider-Man – Un nuovo universo(Spider-Man – Into the Spider Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

Migliore fotografia

  • Alfonso Cuarón– Roma

Migliore scenografia

  • Hannah Beachler e Jay Hart– Black Panther

Miglior montaggio

  • John Ottman– Bohemian Rhapsody

Migliore colonna sonora

  • Ludwig Göransson– Black Panther

Migliore canzone

  • Shallow(musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) – A Star Is Born

Migliori effetti speciali

  • Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm– First Man – Il primo uomo (First Man)

Miglior sonoro

  • Paul Massey, Tim Cavagin e Benito Zeus Casali– Bohemian Rhapsody

Miglior montaggio sonoro

  • John Warhurst e Nina Hartstone– Bohemian Rhapsody

Migliori costumi

  • Ruth Carter– Black Panther

Miglior trucco e acconciatura

  • Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney– Vice – L’uomo nell’ombra (Vice)

Miglior documentario

  • Free Solo, regia di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi

Miglior cortometraggio documentario

  • End of Sentence., regia di Rayka Zehtabchi

Miglior cortometraggio

  • Skin, regia di Guy Nattiv

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Bao, regia di Domee Shi

  

Note a margine.

Cerimonia partita col botto, con l’esibizione dei Queen e la voce di Adam Lambert, ma poi rivelatasi piuttosto moscetta per la mancanza di un presentatore e di tutta la coreografia che ne deriva in termini di stacchi teatrali o comici.

Una scaletta ordinata di premiati e premianti, poche risa ben educate e tanto – troppo – politically correct.

In particolare la fissa dell’Academy continua ad essere la questione razziale che invade sempre più prepotentemente i criteri di premiazione.

Poi, per carità, se da un lato ci si lamenta per l’ovvietà della cosa, d’altro canto è vero che loro hanno pur sempre Trump al governo e forse, tutto sommato, ci sta anche un po’ di eccesso di ciò che parrebbe ovvio.

In generale abbastanza soddisfatta dell’esito, con qualche riserva qua e là.

Lieta di trovarmi d’accordo con il buon Gianni Canova sul fatto che l’Academy non ha avuto il coraggio di premiare realmente un film di portata innovativa come La Favorita, di gran lunga, se non il migliore,  quanto meno il più genuinamente originale.

Alla Favorita rimane solo la statuetta alla Colman, cosa che quanto meno riappacifica un po’ anche se mette Glenn Close in una posizione sempre più pericolosamente vicina a quella di Di Caprio.

Green Book come miglior film mi garba, mentre forse un po’ eccessivo l’entusiasmo per Rami Malek in versione Freddie Mercury. Non che il premio sia immeritato, solo, era forse fin troppo telefonato.

Buono anche il ridimensionamento di Roma con solo tre vittorie rispetto alle dieci candidature di partenza. Forse avrei evitato miglior regia ma pazienza.

Molto felice anche per l’oscar a Spike Lee e alla sceneggiatura del suo ottimo Blackklansman.

Toccanti Bradley Cooper e Lady Gaga in Shallow dal vivo, premiata come miglior canzone.

Un po’ di dispiacere per la poca attenzione a Vice e al lavoro di Christian Bale.

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