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Archive for the ‘2009’ Category

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Dunque. Mi sento curiosamente finita in una vignetta di Leo Ortolani. Da qualunque parte cerchi di cominciare il post, non appena arrivo a nominare Lady Gaga mi parte in loop Bad Romance e perdo il filo.

Anyway.

Siamo alla quinta stagione. Immancabilmente corredata da cori di lamentele e commenti sdegnati perché come al solito, AHS non piace a nessuno ma continuano a guardarla tutti. Evidentemente si è guadagnata lo status di guilty pleasure e dirne male è d’obbligo.

Non lo so.

In ogni caso, a me è piaciuta. E anche più di altre. Più di Coven sicuramente. Forse anche più di Murder House, anche se dovrei rivederla. Non più di Asylum, che rimane in testa alla mia classifica, e neanche di Freak Show, che resta la più articolata dopo Asylum.

Classifiche a parte, American Horror Story – Hotel è una stagione un po’ più corta e un po’ più lineare rispetto alle altre dal punto di vista di trame e sottotrame, ma è un piccolo, divertente gioiellino.

Lo schema è sempre lo stesso. Una cornice fissa e un sistema semi-chiuso che ruota intorno al luogo principale. Un ambito horror di preferenza da approfondire tra riferimenti e citazioni per appassionati.

Qui il centro è l’Hotel Cortez e il filone horrorifico dominante è quello vampiresco, affiancato da quello serial killer – che pure era già presente in modo più o meno predominante nelle altre stagioni, Asylum in particolare.

Sarà che gli horror da stanza d’albergo mi hanno sempre morbosamente catturata, o sarà il mio torbido passato filo-vampiresco, sta di fatto che ho amato profondamente i lunghi e onirici corridoi dell’Hotel Cortez.

I riferimenti a Shining sono d’obbligo, sia nello stile dell’hotel sia tramite vere e proprie citazioni – come i due gemellini in corridoio e un’altro mezzo chilo di cose. Man mano che si salgono i piani o si percorrono i corridoi ovattati e silenziosi, l’atmosfera si fa rarefatta, la realtà diventa sottile e poi, si sa, negli alberghi, soprattutto quelli intorno a Hollywood, gira sempre un sacco di gente eccentrica.

Il fronte vampiresco, dicevo, viene degnamente omaggiato e approfondito, a partire proprio dal personaggio di Lady Gaga (loop di Bad Romance), la Contessa, una Elizabeth (Bathory) 2.0, assolutamente sopra le righe tra fascino, trash e puro spettacolo.

Non ricordo chi altro ci fosse candidato al Globe per la categoria l’anno scorso, ma non mi dispiace che Gaga (loop) se lo sia portato a casa. E’ vero che, di fatto, interpreta una variante del suo personaggio come Gaga (loop), ma rimane comunque ben riuscito.

E poi il sangue che diffonde il virus oltre i confini di spazio e di tempo, mischiando epoche, ricordi e corpi.

E le dinamiche relazionali che ricordano tanto le Vampire Chronicles.

E tanto sangue e tanto sesso, come nella migliore tradizione della serie, così come tanto politically uncorrect, sempre per non tradire lo spirito originario.

Oltre ai vampiri abbiamo i fantasmi, perché all’Hotel Cortez non sai mai se la persona con cui stai parlando sia effettivamente viva.

E il discorso dei fantasmi fa da collegamento con il fronte serial killer, perché l’Hotel Cortez non è solo un hotel e il suo costruttore, James March – il miglior Evan Peters di tutta la serie – non era un semplice uomo d’affari dalle grandi ambizioni.

Cast un po’ diverso dalle stagioni precedenti.

Di storici rimangono Sarah Paulson, puttana tossica rovinata e tormentata da un demone; Evan Peters, come accennavo prima, costruttore e primo proprietario dell’hotel; Kathy Bates, receptionist dalle mansioni più o meno ordinarie; Angela Bassett.

Dal Freak Show arrivano Finn Wittrock e Denis O’Hare, nel ruolo di Liz Taylor e che, per la cronaca, è il mio personaggio preferito.

Ruolo abbastanza centrale anche per Wes Bentley, tormentato detective a caccia, guarda un po’, di un misterioso serial killer che uccide secondo i dieci comandamenti.

Grande assente Jessica Lange.

Piccola parte per Lily Rabe, nel ruolo di Aileen Wournos, in una cena dei serial killer che ho trovato particolarmente riuscita.

Comparsata iniziale anche per Naomi Campbell.

Onestamente non comprendo il motivo di molta delusione che ho sentito in giro. Hotel è precisamente quel che doveva essere secondo lo spirito della serie, con la giusta dose di trash e autoironia che la caratterizza. Divertente più che realmente terrificante, lascia la sensazione di essersi avventurati troppo a fondo e troppo incautamente nel tunnel degli orrori di qualche luna park e insinua il dubbio di essersi persi e non riuscire più a trovare l’uscita.

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AMERICAN HORROR STORY: HOTEL -- Pictured: Wes Bentley as John Lowe. CR: Frank Ockenfels/FX

 

 

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Comunicazione di servizio: sparisco per tre settimane. 🙂

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