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Archive for the ‘M. Douglas’ Category

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Rifletto vagamente sul fatto che cominciare un post alle 2.18 non è esattamente garanzia di buona riuscita del medesimo, ma tant’è, a quanto pare sono ancora nella fase discendente del mio loop di iperattività notturna. Suppongo che prima o poi risalirà o mi ritroveranno addormentata al deposito dei tram, ma resta il fatto che di notte è tutto così meravigliosamente più tranquillo. Silenzio. Concentrazione.

Le idee che vengono alle tre di notte sono sempre le migliori.

Verso le tre e mezza c’è un momento in cui ad ogni essere umano è data la possibilità di sentirsi un genio.

E poi anche le conversazioni notturne sono le migliori. Perché son quelle con chi rimane sveglio come te.

Si crea uno strano senso di condivisione in base all’orario di post, e-mail e aggiornamenti vari.

Ma sto divagando.

Il film.

Sempre nell’ambito della rassegna su Sean Penn.

E questa volta con un altro regista che amo moltissimo, David Fincher.

The Game (1997) è uno di quei film che continuano a tenerti col fiato sospeso anche quando li hai già visti e rivisti e sai perfettamente come vanno a finire. E tuttavia mi piacerebbe davvero rivederlo per la prima volta, senza sapere niente, perché la sensazione di spaesamento e di incredulità per la risoluzione finale possono essere intatte solo per una volta e in questo caso sono riuscite veramente bene.

Fincher ha mestiere nel giocare con gli intrecci e lo dimostra in ogni dettaglio.

Un uomo d’affari, Nicholas van Orton (Michael Douglas) ricchissimo e affermato, conduce un’esistenza solitaria e anaffettiva, separato dalla moglie, impermeabile a qualsiasi contatto umano. Per il suo 48esimo compleanno il fratello Conrad (Sean Penn) gli regala la partecipazione ad una sorta di gioco gestito da una società specializzata in intrattenimento di alto livello. Scopo del gioco sarebbe quello di movimentargli l’esistenza e rendergliela più divertente.

Man mano che la situazione si evolve però l’ingerenza del gioco nell’esistenza di Nicholas si fa sempre più pesante e meno controllata. La realtà perde i suoi confini ben definiti, non si sa più chi sta giocando a cosa e non si sa più cosa sia vero e cosa sia frutto di una macchinazione. La verità viene sepolta sotto innumerevoli versioni di se stessa, fino ad essere irriconoscibile.

A chi deve credere ora Nicholas? Di chi si può fidare?

La sua sicurezza – e la sua spocchia – crolla. Gioco o realtà che sia, deve affrontare una volta per tutte i fantasmi che anche lui, come tutti, si porta dietro cercando di ignorarli.

Douglas e Penn fantastici. Un gran bel film, avvincente, originale. Se non fosse per i modelli di cellulari/macchine/televisori non ci si accorgerebbe neanche dei suoi sedici anni.

Vedetelo.

Cinematografo & Imdb.

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