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Archive for the ‘Come un Tuono’ Category

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Se già il trailer prometteva bene, il film risulta ancora superiore alle aspettative. Non so bene come parlarne perché per una volta tanto che non viene raccontato tutto nel promo non voglio rovinare la trama a nessuno. Diciamo che il trailer si focalizza sulla prima parte della storia che poi si evolve e prende una piega un po’ diversa da quello che ci si aspetta ma non per questo negativa.

Ryan Gosling e Bradley Cooper han fatto parlare non poco di sé in questo film e a ragione, perché forniscono entrambi una prova di altissimo livello.

In particolare Ryan Gosling è veramente uno di quegli attori che qualunque cosa lo si metta a fare la fa bene. E sa anche piangere. Che detta così sembra una cazzata ma se uno ci fa caso, per quanto non ami le caratterizzazioni dipendenti dal genere, è piuttosto difficile – anche tra attori affermati e di un certo calibro – trovare attori maschi che sappiano piangere in modo credibile (Brad Pitt per esempio è una cosa oscena quando piange).

Entrambi ricoprono ruoli difficili e di grande potenza umana e riescono a restituirli senza scadere nei cliché che pure la trama di per sé potrebbe attirare.

Nel complesso è un film costruito molto bene, con una struttura articolata ma non contorta. E’ toccante ma non è sentimentale. Non è esattamente originale nelle dinamiche che rappresenta ma non lo fa mai in modo banale e si tiene lontano da tutta una serie di stereotipi e maledettismi in cui è fin troppo facile scadere.

C’è anche Eva Mendes nei panni della ex compagna di Ryan – e sua compagna per davvero nella realtà – ok, ok, la smetto con il gossip.

Da vedere.

E ha anche una bella colonna sonora.

Cinematografo & Imdb.

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Ho un rapporto conflittuale con il Circolo dei Lettori di Torino.

E’ un posto bellissimo – ha sede nel palazzo Granieri della Roccia (fine 1600) – dove si tengono corsi, conferenze e iniziative culturali, dove semplicemente si può passare il tempo a leggere, studiare, rilassarsi in mezzo ai libri.

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E’ un posto che però, purtroppo, spesso è frequentato per un buon ottanta percento da gente che fa della frequentazione di questa location se non proprio l’oggetto principale del suo interesse quanto meno attribuisce al contesto fin troppa importanza rispetto ai contenuti in sé.

E così finisci a seguire una serie di incontri sulla letteratura francese tra Ottocento e Novecento,  e si arriva a parlare di Proust e di quella cosa meravigliosa che è la Recherche, e mentre vorresti semplicemente ascoltare in santa pace, la tua attenzione si ritrova a dover fare una sorta di slalom tra una serie di elementi collaterali. Elementi prevalentemente femminili, ad essere onesti. Per la serie, momenti in cui vorrei appartenere ad un qualsiasi altro genere.

Quelle che siccome hanno una certa età e son sempre lì, cominciano a fare come a casa propria spostando pezzi dell’arredo qua e là.

Quelle che siccome han già fatto un altro corso con il relatore si sentono autorizzate ad interloquirvi del più e del meno nel mezzo della lezione come se fossero al bar.

Quelle che vogliono fare le ascoltatrici attive e cercano di finire le frasi del relatore ad alta voce.

Quelle che vogliono fare le ascoltatrici attive ma, siccome hanno una certa età e non ci sentono niente, fanno interventi puntualmente fuori tema. Ad alta voce.

Quelle che colgono qualsiasi spunto per andare fuori tema e far vedere così quanto sono vasti i loro interessi.

Quelle che dopo sessant’anni non hanno ancora superato la sindrome della prima della classe.

Quelle che non si può fare una battuta su Berlusconi (e però non l’hanno votato, no no).

Quelle che non si può fare una battuta sul Papa.

Quelle che arrivano tre quarti d’ora prima, aspettano l’inizio della lezione chiacchierando ad un volume assurdo con le amiche, snocciolando l’elenco di tutte le cose interessantissime che hanno fatto in settimana a beneficio degli altri presenti in sala e facendo a gara per vincere Miss Settantenne Attiva 2013. E poi però se ne vanno mezz’ora prima della fine della lezione ché alle sette si mangia sennò poi vien tardi.

Quelle che “oggi non c’è più nessuno che scrive come Proust”. Ecco, non è per fare la rompiscatole, ma se è per questo non c’è mai stato neanche a suo tempo un altro che scrivesse come Proust. Altrimenti non staremmo parlando di Proust. Ma vabbè.

Anyway. Cambiando argomento, questo dovrebbe uscire il 4 aprile e non sembra affatto male. Per la cronaca, il titolo originale è The Place Beyond the Pines.

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