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Archive for the ‘D. Dobkin’ Category

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Che Robert Downey Jr. punti se non proprio a vincere un oscar, quanto meno ad una candidatura? Non che ci siano dichiarazioni ufficiali, quello no. Però c’è la sua interpretazione in questo The Judge che fa dimenticare il fatto che negli ultimi cinque anni è andato in giro bardato in armatura di Iron Man o travestito da egocentrico Sherlock Holmes e ricorda che in realtà sa davvero recitare. Non fraintendiamo. Io adoro Iron Man e lo adoro ancora di più interpretato da lui. E anche lo Sherlock Holmes dei film mi garba abbastanza, pur trattandosi sostanzialmente di una tamarrata. Parentesi – stavo spulciando nel blog e mi sono accorta che non ho mai parlato dei film di Sherlock Holmes. Sento improvvisamente il bisogno di rimediare, quindi a breve propinerò qualcosa in materia – chiusa parentesi.

Dicevo. Robert Downey Jr. sa recitare sul serio, anche se manca da un po’ con ruoli impegnativi. Lo dimostra già nel ’92 con Charlot, che peraltro gli vale un BAFTA come miglior attore protagonista nel ’93. O in quella cosa meravigliosa che è Guida per riconoscere i tuoi santi (2006) – anche se lì tutta l’attenzione viene rapita da Shia LaBeouf. O in Zodiac (sempre 2006) con David Fincher. O nel Solista, del 2009, l’ultimo film serio, per così dire, prima della serie fumettosa.

Qui ritorna sotto la regia di David Dobkin, un regista dal curriculm piuttosto mediocre in verità, e veste i panni di Hank Palmer, rampante avvocato privo di scrupoli. A causa della morte della madre, Hank deve ritornare al paese d’origine, dove vivono ancora i fratelli e il padre, giudice della cittadina, con il quale ha un rapporto praticamente inesistente ormai da anni. I funerali si svolgono e si concludono e Hank sta per ritornare alla sua vita tutt’altro che perfetta senza che la riunione di famiglia abbia cambiato o risolto qualcosa, se non fosse che il padre viene accusato di omicidio e lui si trova incastrato per cercare di difenderlo.

Il trailer da un lato mi aveva attirato, anche solo per il cast, ma, d’altro canto, mi aveva lasciato un po’ il timore che il tutto si risolvesse in modo un po’ scontato. In realtà The Judge è un gran bel film.

Metà court-movie, metà dramma familiare, benché contenga molti elementi a rischio per finire nel cliché risulta perfettamente equilibrato.

Sì, c’è la parte di processo-spettacolo tipicamente americana, sì, il personaggio di Hank è fatto apposta per essere destinato ad un certo tipo di evoluzione e sì, il presupposto del rapporto padre-figlio va inevitabilmente a parare in una resa dei conti. E’ vero, gli elementi in gioco sono tutto sommato classici. Però sono utilizzati bene. Sono dosati bene. L’empatia che si stabilisce per la storia e per i personaggi è immediata. Il dramma non diventa mai melodramma. E la parte giudiziaria rimane tutto sommato sullo sfondo, a fare da cornice alla vicenda familiare che è il vero centro di tutto. Non voglio spoilerare niente ma c’è una scena in particolare, verso la metà del film, che è estremamente significativa da questo punto di vista e anche estremamente ben fatta. Una scena che parte come giudiziaria e si trasforma in scena privata sotto gli occhi dello spettatore che quasi non si accorge dello sfasamento dei piani perché il coinvolgimento è tale da rendere fluido e appena percepibile il passaggio. Il prezzo è una lieve pecca di plausibilità sul piano strettamente giudiziario della faccenda ma resta, a mio avviso, una scena gestita in modo magistrale sia dal punto di vista della regia sia per quel che riguarda gli attori.

Gli attori. Duvall e Downey Jr. sono due mostri di bravura. Due ruoli forti, solitari. Due personalità dominanti arroccate sulle loro posizioni da quasi tutta la vita. Due mondi chiusi che non lasciano entrare l’altro ma che prima di tutto non lasciano uscire se stessi.

Il cast comprende altri ottimi nomi e altre altrettanto ottime interpretazioni, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Billy Bob Thornton, ma il cuore del film sono i due protagonisti, in un susseguirsi di scene a due che tolgono il fiato.

Il personaggio di Robert Duvall poi, è così vero da spezzare il cuore.

Da vedere.

Cinematografo & Imdb.

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