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Archive for the ‘Coven’ Category

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Quando si parla di American Horror Story il commento che sento più spesso è qualcosa tipo “le prime due stagioni sono fighissime, la terza è deludente, la quarta è di nuovo fighissima”.

E vabbè. Io cerco sempre di non farmi condizionare ma a forza di sentire questo ritornello ho finito col cominciare Coven con un po’ di apprensione e con un atteggiamento inevitabilmente più critico.

In realtà devo dire che, onestamente, mi sento più che in dovere di spezzare una o più lance a favore di Coven.

Sotto certi aspetti, è vero, è un po’ sottotono rispetto alle due stagioni precedenti – in particolare rispetto ad Asylum che, per quel che mi riguarda, finora rimane la migliore e la mia preferita – ma non la definirei deludente. Anzi.

A me è piaciuta parecchio.

Poi sarà che per me le streghe stanno appena un mezzo punto sotto ai vampiri nella mia personale classifica di creature con poteri, ma tant’è.

Siamo a New Orleans e il luogo attorno a cui ruota tutto è una antica casa, ora adibita ad istituto per ragazze particolari.

L’ambientazione è bellissima, sia per la città, sia per la casa in sé che è enorme e ostentatamente semplice e lussuosa. Ho il dubbio che sia la stessa casa utilizzata per Murder House ma è una cosa che devo verificare.

Siamo in ambito magia&stregoneria e il fatto di trovarsi a New Orleans apre il repertorio a tutto il settore voodoo.

Inoltre, il personaggio di Madame LaLaurie, con il suo sadismo patologico e la sua inclinazione per la tortura, offre spunti per diverse virate genuinamente horror-splatter che fanno sì che ci si tenga ben lontani da qualsivoglia associazione a scuole di magia in stile Hogwarts.

Non che io abbia mai avuto nulla contro Hogwarts e quel filone lì, solo che la stregoneria in senso classico ha altri parametri di riferimento.

Per come viene impostato l’incipit, inizialmente sembra che le protagoniste siano le ragazze che vengono accolte dalla scuola – la prima che viene introdotta è Taissa Farmiga, con il suo potere di Vedova Nera che ammazza chiunque faccia sesso con lei – ma già dopo tre-quattro episodi è chiaro che il centro non sono le vicende delle ragazze.

Il fulcro è la congrega – che viene fatta risalire all’epoca di Salem, se non anche prima – le dinamiche di potere al suo interno e la figura della Suprema che la governa. O dovrebbe governarla, dal momento che l’attuale Suprema sembra avere tutto per la testa tranne che svolgere il suo compito.

Le vere protagoniste risultano essere la Suprema, a capo delle streghe bianche (in senso proprio di pelle bianca, non di magia bianca), interpretata da una strepitosa Jessica Lange, e Marie Laveau , a capo delle streghe nere – personaggio ispirato all’omonima storica regina del voodoo che visse a New Orleans nell’Ottocento (e che, nonostante tutto, rimane il mio personaggio preferito di questa stagione).

Il materiale e i canoni tipici del genere ci sono un po’ tutti, così come ci sono un po’ tutti i poteri possibili legati a stregonerie varie, il che crea spunti pressoché infiniti per gli sviluppi di trama.

Ecco, l’aspetto in cui si riscontra maggiormente un calo rispetto alle due stagioni precedenti è sicuramente la costruzione dell’intreccio. Non è un calo tale da pregiudicare la godibilità della serie, perché alla fine il tutto risulta comunque avvincente e divertente. Però si nota.

Si nota perché, proprio per il discorso delle infinite possibilità fornite dalla scusa dei poteri magici, chi ha scritto la sceneggiatura ne ha approfittato un po’ troppo e in modo un po’ troppo grossolano.

Il fatto stesso di inserire un personaggio come Misty Day, con il suo potere di resuscitare i morti, rappresenta un rischio se non lo si sa gestire più che bene. Il discorso resurrezione è un po’ come i viaggi nel tempo. Te lo puoi giocare come jolly per salvare un nodo di trama che non si vuole sciogliere ma se lo fai in modo troppo spudorato diventa pretestuoso.

E qui questo genere di espedienti viene usato un po’ troppo spesso e con un po’ troppa leggerezza.

Poi. Se sicuramente Jessica Lange – Fiona – è meravigliosa nella sua folle e regale decadenza, devo dire che, soprattutto verso la fine, la parte diventa un po’ forzata – e tra l’altro, nell’edizione italiana, il doppiaggio della Lange risulta piuttosto molesto con quella voce costantemente stanca e sfiatata. Ma pazienza.

Tra i miei personaggi preferiti c’è sicuramente Myrtle, interpretata dalla meravigliosa Frances Conroy.

Ci sono alcuni personaggi, poi che a mio avviso non avrebbero dovuto neanche entrare nella stagione perché il loro ruolo risulta forse un tantino troppo appiccicato. Uno per tutti, Kyle. E ok, sì, probabilmente Evan Peters aveva bisogno di lavorare, però il personaggio di Kyle non serve proprio a nulla. Giusto forse a catalizzare un po’ di reazioni tra Zoe e Madison e a inserire la scena splatter dell’obitorio e del puzzle di cadaveri.

Anche Madison non mi piace particolarmente ma ha sicuramente più ragione di esistere.

Ancora. I personaggi delle ragazze più giovani avrebbero potuto venire approfonditi un po’ di più e caratterizzati un po’ meglio, mentre quasi tutta la loro connotazione si esaurisce in funzione della questione della successione della Suprema ed è un po’ un peccato perché è riduttivo. Allo stesso modo in cui altri filoni di trama vengono troncati un po’ troppo bruscamente sempre a favore delle beghe di successione.

E sì, forse sul finale è un po’ affrettato il modo in cui vengono fatte uscire di scena le tre Grandi Stronze fino a poco prima così determinanti.

Morale.

Di difetti ce ne sono eccome, è vero. E alcune sono proprio occasioni un po’ sprecate. Però secondo me il risultato riesce ad essere comunque accattivante grazie ad un tono autoironico di sottofondo che sdrammatizza e compensa le lacune. Un tono volutamente grottesco, a volte eccessivo, spesso paradossale (scorretto, coerentemente con l’impronta di tutta la serie), che salva con una risata macabra anche i momenti più deboli della struttura complessiva.

Bello anche il personaggio di Cordelia, interpretata da Sarah Paulson – inquietantissima dopo essersi accecata.

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AMERICAN HORROR STORY: COVEN The Magical Delights of Stevie Nicks - Episode 310 (Airs Wednesday, January 8, 10:00 PM e/p) --Pictured: (L-R) Lily Rabe as Misty Day, Stevie Nicks as herself -- CR. Michele K. Short/FX

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