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Archive for the ‘The Lobster’ Category

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Per la rubrica Le Mie Serendipità.
Vedere questo film e arrivare alla scena dei solitari che ballano da soli nel bosco, ciascuno con i propri auricolari nelle orecchie, esattamente due giorni dopo aver letto nella pagine di L’una e l’altra di Ali Smith: “…adesso alcune cose di questo purgatorio cominciano a piacermi: una delle più strane è il fatto che le persone ballano da sole in stanze vuote e prive di musica e lo fanno dopo essersi messe nelle orecchie dei cosini squadrati e muovendosi al ritmo del silenzio, o di un rumore più flebile del ronzio di una zanzara…”
Pare sia il momento di mettersi a ballare da soli, dunque.
Coincidenze, risonanze, tracce sparse. Sono sulla strada giusta? Forse. Ma per dove non è dato sapere.
Tracce di parole altrui che si intrecciano e si incontrano per puro caso in due giorni della mia vita.
E forse per l’unica volta.
Forse quest’autrice e questo regista non saranno mai più vicini di così.
Ma sto pesantemente divagando.

Perso al cinema l’anno scorso, premio della giuria a Cannes 2015, recuperato al volo su Amazon a seguito della candidatura di quest’anno per la miglior sceneggiatura originale, The Lobster è un film decisamente curioso.

In un futuro distopico non ben indentificato ma a metà strada tra Inghilterra e Francia, è vietato essere single.
Se non trovi l’anima gemella, se vieni mollato/a, se rimani vedovo/a finisci in un grande hotel di lusso dove, se nell’arco di un tempo limite prestabilito non troverai una nuova dolce metà, verrai trasformato in un animale.
David – un Colin Farrell appesantito per l’occasione – arriva all’albergo in compagnia di Bob, il suo cane e un tempo suo fratello.
L’albergo ha regole e ritmi rigidissimi e, tra le varie attività, c’è quella di dar la caccia ai solitari (fuorilegge) che vivono nascosti nei boschi.
David deve trovare qualcuno. Il tempo stringe. Gli viene un’idea però non è quella giusta. Non subito.

Tragicamente divertente, surreale nella rigida coerenza della sua logica interna, The Lobster è originale, intelligente e interessante.
Lucido, impietoso, scorretto, cinico fino ad essere disturbante, risulta spesso più vicino alla realtà di quanto sarebbe invece preferibile pensare.
Meritata dunque la candidatura per la sceneggiatura originale anche se la seconda parte è forse lievemente sottotono rispetto alle aspettative create dalla prima dove si dava l’idea che, in definitiva, osasse di più.
Ottimo tutto il cast intorno a Farrell, con Rachel Weisz, John C. Reilly, Ben Whishaw, Lea Seydoux.
Quarto film del regista greco Yorgos Lanthimos del quale finora non avevo mai visto nulla ma del quale credo che cercherò qualcos’altro, a partire da Alps che mi incuriosisce non poco.

Cinematografo & Imdb.

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