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Archive for the ‘R. Eggers’ Category

New England, 1630. Un colono e la sua famiglia vengono scacciati dalla loro comunità presumibilmente per motivi religiosi.

Si allontanano dunque dalle piantagioni e trovano una sistemazione ai margini della foresta dove tentano di sopravvivere coltivando, cacciando e osservando la parola di Dio.

Eppure, fin dall’inizio, le cose non vanno per il verso giusto.

Il più piccolo dei figli scompare inspiegabilmente e questo evento dà il via ad una serie di disgrazie sempre più terribili.

C’è qualcosa di maligno che ha preso di mira la famiglia, e il maligno si può nascondere ovunque. E in chiunque.

Per la regia dell’esordiente Robert Eggers, The Witch è un film decisamente insolito e anche piuttosto inaspettato.

Basato in parte su racconti e testi originali del 1.600 – alcuni dialoghi sono addirittura trasposizioni letterali prese dai registri e dai documenti riguardanti i processi per stregoneria – questo film, presentato per la prima volta al Sundance nel 2015, ha fin da subito suscitato grande interesse e riscosso notevole successo.

Quattro anni di produzione, ventisei giorni di riprese, girato, a quanto pare, nello stesso formato ideato da Kubrick per Barry Lyndon (1.44:1) e totalmente in luce naturale per gli esterni e a lume di candela per gli interni, un budget di tre milioni e mezzo di dollari per un incasso quasi immediato di 40 milioni.

Una ricostruzione storica meticolosa in ogni minimo dettaglio – dalla quotidianità delle attività contadine ai modi di esprimersi e di relazionarsi – fa da sfondo ad una vicenda che mescola in modo inquietantemente plausibile reale e sovrannaturale.

Il passaggio dalla fede al delirio religioso è graduale ma inesorabile. La caccia alle streghe può avvenire ovunque e nessuno è immune se può fungere da giustificazione per le avversità.

Se la sensazione di minaccia incombe fin dall’inizio, man mano che si procede l’atmosfera intorno alla famiglia diventa veramente insostenibile nel farsi sempre più cupa e opprimente.

Storia di streghe del bosco, fiaba per non dormire ma anche critica rappresentazione simbolica socio-politico-antropologica di una realtà dove i veri demoni tramano indisturbati all’ombra di un patriarcato prevaricante e negli angoli bui della cattiva coscienza di una religione e di una società fortemente discriminanti e intolleranti.

Angosciantissimo nella sensazione di impotenza che trasmette, insieme ad un senso di oppressione che si fa via via intollerabile fino a diventare delirio allucinato.

Un film intelligente e realmente diverso da tutto quello che c’è in circolazione di più o meno rientrante nel genere – quanto meno parlando del panorama degli ultimi 10-15 anni.

Buono il cast, seppur privo di nomi celebri, con particolare menzione per Anya Taylor-Joy – qui al suo esordio cinematografico – nel ruolo di Thomasin.

Decisamente consigliato.

Cinematografo & Imdb.

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