Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘S. Raimi’ Category

poltergeist-2015-locandina

Tra i produttori figura il nome di Sam Raimi. Magra consolazione, peraltro di nessuna utilità al fine di risollevare le sorti di un remake tra i più inutili del decennio.

Sull’opportunità dei remake in sé mi sono già espressa diffusamente in altra sede e non intendo tediare oltre anche qui. Accettando che i remake esistono e sono una realtà consolidata, è pur vero che ce ne sono alcuni che riescono comunque ad essere dei film validi.

Poltergeist del 2015 (non l’ho visto in 3D) non è fra quelli.

Non solo non se ne sentiva il bisogno. Non solo è inutile. E’ proprio riuscito male.

In breve. Come struttura è sostanzialmente fedele all’originale di Hooper dell’82. Una fedeltà che vuole – forse fin troppo e sicuramente in modo troppo banale – omaggiare l’ingombrante predecessore, se non altro per mettersi la coscienza a posto e cercare così di mettersi al riparo dalle eccessive critiche che inevitabilmente piovono quando si vanno a mettere le mani su un cult. Una fedeltà che però ha solo l’effetto di produrre una copia sbiadita e del tutto priva di qualsiasi personalità.

E’ un film piatto, questo nuovo Poltergeist. Non fa paura. Non coinvolge. Non ti porta via neanche per dieci minuti dalla poltrona su cui sei seduto.

Qualche piccola variante c’è. E, manco a dirlo, non fa che peggiorare la situazione.

Viene inserito qualche elemento volto ad attualizzare il contesto –  come per esempio la situazione lavorativa del padre – ma nel complesso, sono tutte trovate piuttosto banali. Per dire, la bambina di fronte alla tv a schermo piatto è la cosa più intelligente, e questo già dovrebbe dirla lunga. La famosa scena delle sedie della cucina impilate a piramide viene rimpiazzata da una pila di fumetti. I clown aumentano in modo piuttosto arbitrario, solo perché si sa che i clown fanno paura e allora perché non cogliere l’occasione. Gli effetti sono tutto sommato dozzinali e, fatte le dovute proporzioni, gli effetti speciali dell’originale erano dieci volte più avanti di questi.

Il cast è abbastanza anonimo e, quel che è peggio, i personaggi sono vuoti. Non so come altro dirlo. Sembra che neanche loro siano convinti di quello che stanno facendo. Il padre poi, è interpretato da Sam Rockwell e forse sarò io che ho pregiudizi nei suoi confronti o forse era lui ad essere in un momento negativo, sta di fatto che il risultato è che il padre qui risulta veramente un coglione.

Ciliegina sulla torta, giusto per far vedere di averci messo del suo, Gil Kenan – il regista – apporta una piccola modifica alla trama.

E qui arriva uno SPOILER (che per questo film qui potrebbe anche non avere importanza, ma potrebbe rovinare l’originale a chi non l’avesse visto).

Kenan, dicevo, fa un piccolo spostamento e fa che spiattellare subito, alla prima occasione, tutta la faccenda del mancato trasferimento delle salme del cimitero. Ma cazzo! Ma allora, mi viene spontaneo osservare, non hai capito una benemerita minchia del film che stai rifacendo. La faccenda dei corpi rimasti sotto la casa è il momento culminante dell’altro film…

You son of a bitch! You moved the cemetery, but you left the bodies, didn’t you? You son of a bitch, you left the bodies and you only moved the headstones! You only moved the headstones! Why! Why!

E’ l’orrore che alla fine si rivela in tutta la sua chiarezza. Il tassello mancante per spiegare l’origine di tutto.

E invece qui ne parlano tranquillamente a cena, mi pare addirittura prima della metà del film, come di una roba senza importanza. Appena accennata.

E se potevo ancora far passare la piattezza e l’inutilità, questa è proprio una porcata che non mi va giù.

Come ammazzare lo spirito di un film in pochi semplici gesti.

Bocciato in pieno.

Cinematografo & Imdb.

poltergeist-2015-featured

poltergeist-trailer-2015-1102955-TwoByOne

hqdefault

images

maxresdefault

Poltergeist 2015 12_zpskb36pylo

Screen Shot 2015-02-05 at 12.09.16 PM

Annunci

Read Full Post »

il-grande-e-potente-oz-locandina-724x1024

Ricostruire la bibliografia completa (e soprattutto priva di strafalcioni) di tutte le storie ambientate nella terra di Oz è impresa più ardua di quello che potrebbe sembrare, anche volendosi limitare alle sole opere di L.F. Baum, che del Meraviglioso Mondo è il creatore.

Qui potete trovare a grandi linee (è una voce da verificare per molti aspetti, ma per dare un’idea può andare) l’elenco dei libri principali, a partire dai quattordici di Baum, nucleo di partenza.

Mi sembra quindi logica conseguenza che, con una così vasta scelta di materiale a cui attingere, la Disney sia riuscita a fare un film genericamente tratto “dalle opere di L.F. Baum” ma che di fatto non è la trasposizione di nessun libro in particolare – sempre che non abbia preso una colossale cantonata, in tal caso, si apprezzano segnalazioni.

No, scherzi a parte, davvero, mi sta sorgendo il dubbio che quello di Oz sia il regno più movimentato della letteratura fantastica, sia dal punto di vista delle vicende sia dal punto di vista del traffico di autori che vi ha messo mano in una forma o nell’altra.

Esaurite le questioni di ordine filologico, resta comunque un giudizio positivo sul film – si può dire quel che si vuole, ma è un dato di fatto che la Disney rappresenta una garanzia dal punto di vista delle trame. Poi si può stare a discutere di quanto siano standardizzate e/o moraleggianti, ma comunque funzionano.

Probabilmente in vista di un futuro remake de Il Mago di Oz, quello della vicenda classica di Dorothy (tratto dal primo libro Il Meraviglioso Mago di Oz, 1900) – che, per inciso, è sempre stato tra le mie fiabe preferite fin da piccola – ci troviamo qui di fronte ad una sorta di prequel dove si racconta di come Oz sia diventato il mago e sovrano del regno che porta il suo nome.

Anche in questo caso si parte dal Kansas – terra che per me, quando ero bambina, è sempre stata fiabesca e irreale quanto il regno di Oz, non avendo io alcuna percezione concreta dell’esistenza né dell’una né dell’altro – dove Oz – diminutivo di Oscar – è un mago da fiera imbroglione, dongiovanni e dallo scarsissimo successo.

Anche in questo caso arriva un uragano che coglie Oz mentre è in fuga su una mongolfiera e lo trasporta nel regno.

Da qui partono una serie di vicende che, per quanto al di fuori del canone, si integrano bene con gli aspetti più noti della vicenda di Dorothy e spiegano la storia dei personaggi che vi prenderanno parte. Oltre a capire come Oz diventa il Mago di Oz, vediamo chi erano in origine le streghe cattive dell’Est e dell’Ovest, così come la strega buona del Sud.

Molte delle creature sono quelle che già si conoscono. C’è una scimmia alata, c’è una fugace apparizione di un leone incidentalmente definito codardo e ci sono spaventapasseri animati.

Bellissimo inoltre il personaggio della bambina di porcellana.

Nei panni di Oz c’è James Franco, che se la cava bene, con un personaggio che è molto più autoironico di quanto non sembri ad una prima occhiata.

Le streghe. Mila Kunis – oltre ad essere bellissima, ma questo è un commento poco tecnico – interpreta Theodora, che, se all’inizio mi ha lasciato qualche perplessità perché sembra un personaggio fin troppo svampito, si riscatta ampiamente con un’evoluzione inaspettata.

Rachel Weisz – anche lei bella e brava come sempre – veste i panni di Evanora e per Glinda c’è Michelle Williams, che avrà pure interpretato Marilyn ma a me continua a non piacere granché. Non che reciti male, ma in questo caso il suo aspetto rende forse un po’ troppo stucchevole il personaggio.

La regia è di Sam Raimi e le musiche di Danny Elfman.

Visivamente è molto bello e molto ben fatto. Si sono sbizzarriti a dar vita a creature e ambientazioni un po’ prese dai testi e un po’ – almeno così mi pare – elaborate ad hoc. Anche il 3D ci sta bene. E’ divertente e ben sfruttato – con un paio di scene dove ti ritrovi un bestio non meglio identificato che ti salta fuori all’improvviso davanti al naso facendo fare un salto ai bambini presenti in sala. E ovviamente alla sottoscritta.

Morale. Andate a vederlo.

Per quel che mi riguarda, ogni volta che rientro per qualche motivo in contatto con il Mondo di Oz, mi riprende la fissa, per cui parto a caccia di libri e film che non ho visto o che ho visto anni addietro. Ergo, probabilmente seguiranno sviluppi sul tema.

Cinematografo & Imdb.

Il-grande-e-potente-Oz-pregi-e-difetti-del-film-di-Sam-Raimi_h_partb

Il-grande-e-potente-Oz_scaledownonly_638x458

il-grande-e-potente-oz

mcdozth-ec021-h-1091100_0x440

Read Full Post »

Sono minacciata da un raffreddore che sto cercando di allontanare affidandomi alle mie – scarse e confuse – nozioni di chimica, e questo – data la mia ben nota capacità di sopportazione – non fa che rendere il mio umore ancora meno incline del solito alla condiscendenza.

Il che vorrebbe dire?

Che sono polemica.

Più del solito?

Di solito non sono affatto polemica.

No, certo.

Ok, sì, decisamente più del solito.

Su cosa, in particolare?

No, niente.

Il che sarebbe…

Dinamiche.

Dinamiche in che senso? (ecco, se, per favore, poi la pianti di rispondere a monosillabi magari arriviamo anche da qualche parte)

Dinamiche in rete.

Del tipo?

Del tipo picchi di accessi o di like in concomitanza con non meglio identificate nominations/premiazioni/awards o simili da parte di chi molto probabilmente non ha neanche letto il/i post ma vuole esclusivamente seminare il proprio link in giro al solo scopo di aumentare i propri accessi/like o simili.

Ti senti meglio ora che l’hai detto?

Non particolarmente. Ma dovevo dirlo.

Anyway, parlando d’altro, devo ancora decidere se essere incuriosita o preoccupata da questo.

Sinceramente non ho capito che cosa hanno combinato, ma di sicuro non è la storia classica del Mago di Oz. Resta da vedere se è comunque in qualche modo inserita nel filone – magari con riferimento a qualcuno degli altri libri della serie – o se hanno semplicemente preso il nome di Oz come pretesto per l’ennesima Wonderland digitale in cui far rientrare un po’ di tutto – sbaglio o si vede una creaturina terribilmente simile ai folletti della Cornovaglia di Harry Potter?

Resta il fatto che è pur sempre di Sam Raimi. E che c’è anche Mila Kunis.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: