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Archive for the ‘B. Zane’ Category

Shelmerdine: You’re hurt ma’am.

Orlando: I’m dead, sir.

Shelmerdine: Dead. That’s serious. Can I help?

Orlando: Will you marry me?

Shelmerdine: Ma’am… I would gladly, but I fear my ankle is twisted.

C’è stato un tempo della mia vita in cui volevo seriamente tatuarmi questo dialogo da qualche parte. Sull’avambraccio per l’esattezza. Giusto per non perdere un certo tocco tamarro che non guasta mai. Alla fine non l’ho fatto, ma tra tutte le cose che mi sono venute in mente negli anni questa è l’unica che conservi ancora una certa attrattiva.

Un giorno farò un post come si deve su questo film.

Oggi no. Oggi ho solo voglia di ricordarmelo.

Ho un legame stretto e complicato con Orlando e con tutto quello che vi ruota intorno da quando mi è capitato tra le mani per la prima volta a tredici anni.

E’ un legame che scende in profondità a toccare connessioni e ricordi intrecciati.

Il libro. Virginia. Il film. Tilda. Quello che ero. Quello che sono. Lettere. Messaggi che attraversano il tempo. Parole già dette. Parole ancora da dire. Un diario. Lo stesso attraverso mani diverse.

Una presenza costante. Ci ho fatto anche la mia tesi di laurea, sorprendendo me stessa per prima. Un sogno che ritorna periodicamente. Una di quelle cose che non cerchi ma che – quando le incontri – sai che sono lì per te. Per aspettarti. Per accompagnarti. Per ossessionarti, a volte. Ricordi che non puoi avere. Nostalgia per qualcosa che non hai vissuto.

Il tempo è labile, ingannevole. Così come i confini entro i quali cerchiamo di definire le nostre esistenze.

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