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Archive for the ‘J. Jonasson’ Category

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Allan Karlsson, cent’anni appena compiuti, decide di andarsene dalla casa di riposo in cui i familiari lo hanno sistemato. Malfermo sulle gambe e altrettanto barcollante di riflessi, Allan si ritrova in viaggio senza sapere per dove, con una valigia non sua che si rivela essere strapiena di soldi.

Comincia così una fuga surreale per sfuggire, da una parte, ai criminali proprietari della valigia e, dall’altra, ai familiari di Allan che cercano di recuperarlo per riportarlo al ricovero. Incontri casuali, inseguimenti rocamboleschi e una dose rigorosamente paradossale di buona sorte all’insegna della filosofia di vita di Allan, per cui è inutile agitarsi troppo, tanto le cose vanno come devono andare.

Le vicende nel presente sono intervallate da lunghi flash-back e dal racconto della vita di Allan. Ne emerge la figura di un Forrest Gump svedese, bistrattato e incompreso fin dall’infanzia per le sue fissazioni – che, nel caso specifico, si focalizzano sul far saltare in aria cose e persone – artefice o spettatore, nella maggior parte dei casi inconsapevole, di pezzi fondamentali della storia dell’ultimo secolo. L’incontro con il generale Franco, le sbronze con Stalin, l’atomica. Allan, a differenza di Forrest è quasi sempre un eroe in negativo. E’ la figura caricaturarle che combina i più grandi disastri della storia senza rendersene minimamente conto.

Paradossale, grottesco, dissacrante, la versione cinematografica del best seller di Jonasson risulta sinceramente divertente, senza eccessi, senza risultare pesante, senza esagerare anche nelle parti che per la loro natura caricaturale si sarebbero prestate ad ulteriori forzature degli aspetti grotteschi.

Non ho ancora letto il libro quindi non so dare un giudizio sulla trasposizione però il film è fatto bene e Robert Gustafsson è particolarmente adatto al ruolo, con le sue espressioni svampite che riflettono alla perfezione l’assoluta caotica casualità di tutti gli avvenimenti della sua vita.

Non escludo anche una componente di satira espressamente rivolta ad un certo filone di narrativa gialla di provenienza scandinava. Per dire, nella figura dell’ispettore non sono riuscita a non vederci una presa in giro del Blomkvist della Millennium trilogy.

Stravagante e stralunato rappresenta di certo una novità in un contesto cinematografico un po’ stagnante per quel che riguarda il comico. E se la trama, a volte può risultare un po’ scontata nella caratterizzazione di certi passaggi storici, il modo in cui sono ricostruite le vicende di Allan rende la struttura fluida e leggera e fa passare definitivamente in secondo piano eventuali rischi di banalità.

Da vedere.

Cinematografo & Imdb.

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