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Archive for the ‘Stephen King’s Desperation’ Category

L’altra sera mi è capitato tra le mani questo dvd e mi sono resa conto che, pur avendolo visto anni fa, non ne conservavo alcun ricordo.

Avevo vaghe immagini di Ron Pearlman che diceva Tac con sguardo allucinato e una sensazione di lentezza ma non di più.

2006. A dieci anni esatti dalla pubblicazione del (quasi) omonimo romanzo (Desperation, 1996), Stephen King’s Desperation è una produzione per la TV che ha avuto una risonanza tutto sommato immeritatamente limitata. Non che sia un capolavoro eh, però non è peggio dei vari It e L’ombra dello scorpione (peraltro diretta dallo stesso Mick Garris che troviamo anche qui). O anche di un Pet Sematary, che pure era un film vero e proprio.

Ha delle pecche, questo sì.

La prima, come accennavo, è una certa lentezza dovuta al format – gli stacchi pubblicitari sono facilmente riconoscibili e, se non sbaglio, era pensata per essere trasmessa in due parti.

La seconda è che la sceneggiatura è dello stesso King, che negli anni continua a mantenere intatti i suoi talenti tra cui scrivere romanzi fantastici e sceneggiarli, nel migliore dei casi, in modo mediocre.

In questo caso va detto che non ho letto il libro ma, a naso, conoscendo l’autore, ho idea che quanto è finito nel film sia come sempre, a voler essere generosi, un 10 percento, non di più. E sì, è cosa nota che la trasposizione su schermo è sempre riduttiva rispetto al libro, ma è anche vero che nel caso di King questa sproporzione raggiunge sempre livelli particolarmente ragguardevoli.

Detto ciò, c’è una giovane coppia di New York (Annabeth Gish e Henry Thomas) che viaggia su una strada del Nevada e viene fermata da uno sceriffo non proprio centratissimo.

Collie Entragian (Ron Pearlman) trova un motivo per arrestare la coppia portarla a Desperation. Dove sono tutti morti.

Tutti tranne un gruppetto di persone chiuse nelle celle dello sceriffo e un inquietante numero di cani che ostentano un comportamento parimenti inquietante.

Si creano subito le situazioni tipicamente kinghiane del piccolo paesino caduto vittima di strani eventi e forze misteriose e il gruppetto di protagonisti, associati in modo casuale, che deve trovare il modo di uscirne, con tutto quello che ne consegue in termini di dinamiche relazionali tra perfetti sconosciuti provenienti da background totalmente diversi e capitati lì ciascuno sulla scia delle proprie circostanze fortuite.

C’è un vecchio veterinario con un problema con la bottiglia, una famiglia già provata dalla morte della bambina – ammazzata dallo sceriffo – , uno scrittore spocchioso, reduce del Vietnam e in giro per l’America sulla sua moto (cosa che ha fatto lo stesso King)(attraversare gli Stati Uniti in moto, non il Vietnam e la spocchia), un ragazzino – il figlio della famigliola di cui sopra – che pare avere un rapporto privilegiato con Dio. In arrivo, oltre alla coppia di newyorkesi, c’è anche il tecnico dello scrittore – che lo segue con un camion e l’attrezzatura per allestire di volta in volta le sue presentazioni – e un’autostoppista recuperata per caso.

Toni horror mediamente inquietanti, molto giocati sull’effetto macabro della città fantasma piena di morti in ogni angolo. Splatter contenuto – il che fa passare sotto silenzio la mediocre qualità degli effetti – salvo qualche caduta di stile pseudo digitale nel finale.

Citazioni come se piovesse, incrociate tra i libri ma anche tra i film a partire dalla scritta Redrum sulla parete come in Shining.

Sempre parlando di citazioni, mi è rimasto un dubbio che forse potrei chiarire leggendomi il libro forse anche no per un discorso di cronologia (nel senso che penso sia una cosa presente solo nel film). Ad un certo punto – senza specificare contesto e personaggi per evitare spoiler – si trova un biglietto dove qualcuno che si firma Barbie si rivolge ad un certo Jim.

Ora, Barbie e (Big)Jim sono i due protagonisti di The Dome, che uscirà solo nel 2010 e se nel ’96 era forse improbabile che King ci stesse già lavorando – anche se nulla si può escludere – non lo è altrettanto se parliamo del 2006.

E dunque, sono davvero loro? C’è qualche collegamento che mi sfugge o è solo uno dei tanti giochetti di riferimenti che si trovano un po’ ovunque?

Da approfondire.

In ogni caso il film merita un’occhiata.

Nel cast anche Tom Skerritt (Viper di Top Gun), nel ruolo dello scrittore.

Imdb.

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