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Archive for the ‘G. Arterton’ Category

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Quando questo film è uscito nelle sale l’ho sdegnosamente snobbato convinta che fosse una mezza minchiata sulla scia di Biancaneve e il cacciatore e tutti i vari pseudo-fantasy di derivazione Grimm che tanto vanno di moda adesso.

Poi Feltrinelli me l’ha praticamente tirato dietro a 4 euro e mi son lasciata tentare. Morale. E’ effettivamente una mezza minchiata, però di quelle divertenti.

Hansel e Gretel, sconfitta la strega e fuggiti dalla casetta di marzapane, si sono creati una carriera e una fama come cacciatori di streghe. Vengono chiamati dal sindaco di un villaggio per porre fine alle frequenti sparizioni di bambini e per verificare se ci sia qualche strega da far fuori.

Di per sé la trama non è niente di che e, se il regista si fosse limitato a sviluppare il tema, ne sarebbe uscito il solito noioso e trito miscuglio di action, eroismi e lieto fine.

Tommy Wirkola ha invece l’intelligenza di buttarla sul ridere. Sull’autoironico, sull’esagerazione. Lascia da parte sia l’approccio Grimm sia l’approccio Disney e trasforma Hansel e Gretel in due eroi da graphic novel marcatamente steampunk e ostentatamente anacronistici rispetto al contesto in cui si muovono. Sono due specie di terminator di streghe, armati fino ai denti di congegni elaborati, dal linguaggio sboccato e dagli atteggiamenti spacconi. Non manca anche una spolverata di splatter, sempre di quello da ridere, corredato di immancabili battutacce.

Jeremy Renner e Gemma Artenton vestono bene i panni di questa coppia strampalata e, in particolare, ho trovato oltremodo spassoso Renner, le cui movenze da combattente richiamano inevitabilmente i suoi precedenti (seri) ruoli militari.

C’è anche Famke Janssen che fa la strega cattiva e che io ormai associo irrimediabilmente alla pessima versione cinematografica di Jean degli X-Men (e che quindi istintivamente mi sta sempre un po’ sul culo).

La trama, dicevo prima, non è nulla di particolarmente elaborato e si capisce bene o male subito dove si andrà a parare. Si vuol dare un passato anche ad Hansel e Gretel, giusto per attenersi al canon che ormai vuole qualcosa di sepolto e dimenticato nel passato di tutti, e le dinamiche sono piuttosto prevedibili, però la cosa non disturba perché i due protagonisti catalizzano tutta l’attenzione e si ride non poco.

Personalmente sulla Maledizione della Fame delle Cose Che Strisciano mi sono ribaltata dal divano.

Cinematografo & Imdb.

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HANSEL & GRETEL WITCH HUNTERS

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HANSEL & GRETEL WITCH HUNTERS

HANSEL & GRETEL WITCH HUNTERS

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Venerdì sera si è aperta la 32a edizione del Torino Film Festival. Discorso iniziale di Emanuela Martini e collegamento in differita con Los Angeles per ascoltare il messaggio registrato da Paolo Virzì, a quell’ora in volo di rientro dopo la presentazione del suo ultimo film per le candidature agli oscar.

Trailer rappresentativi delle varie sezioni del festival, ringraziamenti di rito agli ospiti presenti – tra cui Lansdale che però non sono riuscita ad intravedere neanche per due secondi – e infine presentazione del film d’apertura con la regista, Anne Fontaine (quella, tra le altre cose, del bellissimo Coco avant Chanel).

Il video completo dell’inaugurazione lo trovate in fondo al post.

 

Nel 2010 Stephen Frears porta sullo schermo Tamara Drew, trasposizione dell’omonima graphic novel di Posy Simmonds. Nel ruolo della protagonista, Gemma Arterton.

Quattro anni dopo, nel 2014, la Arterton ritorna a vestire i panni di un altro personaggio tratto proprio dalla Simmonds, Gemma Bovery.

Gemma è inglese, giovane, bella, e sembra sempre essere un po’ altrove. Lei e il marito, Charles, si trasferiscono in un grazioso paesino della Normandia e il loro arrivo è destinato a turbare irrimediabilmente la tranquillità di Martin, panettiere del paese, rifugiatosi anni prima nella quiete della campagna francese.

Martin ha una grande passione per la letteratura e, in particolar modo, pare ossessionato dalla Madame Bovary di Flaubert. E’ quindi inevitabile che i nomi della giovane coppia lo gettino di colpo in uno stato di esaltazione.

Martin vede Emma Bovary in Gemma e cerca dappertutto i segni che rendano chiaro che la ragazza inglese è destinata a ripercorrere le orme della sua antenata letteraria.

Gemma, dal canto suo, non ha mai letto Flaubert, e ascolta i discorsi di Martin con niente di più di un’educata curiosità.

Prende così vita una commedia dai toni agrodolci, a tratti persino un po’ surreali, dove, per nient’altro che un susseguirsi di casualità lo sviluppo della vicenda sembra ricalcare gli avvenimenti principali del romanzo ottocentesco.

Nei panni di Martin c’è uno strepitoso Fabrice Luchini con la sua espressività tragicomica e il suo sguardo stralunato che rende perfettamente la dimensione assurda della vicenda.

Anche Gemma è molto adatta e molto credibile nel ruolo di questa nuova improbabile ed inconsapevole eroina casualmente tragica e romantica.

Nell’insieme Gemma Bovery è una commedia garbata e adorabile, come solo le commedie francesi sanno essere. Con quell’umorismo cinico che è al tempo stesso feroce e spassosissimo a poco a poco sfata il mito dell’eroina letteraria a favore di una sua versione moderna, decisamente più prosaica e dissacrante.

L’origine britannica di Gemma e Charles fa sì che il film, in lingua originale, sia diviso tra inglese e francese, il che, oltre a riflettere la duplice origine del soggetto, con la Simmond e la Fontaine, nonché del cast stesso, fornisce lo spunto per alcune situazioni linguistiche che temo rischino un po’ di perdersi nel doppiaggio.

Da vedere.

Cinematografo & Imdb.

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GEMMA BOVERYRéalisé par Anne Fontaine

E il video completo dell’inaugurazione.

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E ci siamo.

Oggi – cioè ieri visto che il post esce di mercoledì anche se sto scrivendo ancora di martedì – è stato presentato il programma del Torino Film Festival 2014.

Che essendo il TORINO film festival è ovviamente stato presentato prima a Roma e solo in tardo pomeriggio si son degnati di fare la conferenza stampa qui. Una conferenza stampa peraltro utilissima, dato che tutto quello che doveva essere annunciato era già online dall’una circa, con tanto di prevendite aperte.

Ma vabbè, non voglio cominciare a far polemica prima ancora dell’inizio, tanto più che, al di là dei paradossi organizzativi, il programma pare interessante.

Allora.

QUI il programma completo.

Film d’apertura Gemma Bovery, con Gemma Arterton e Fabrice Luchini. Regia di Anne Fontaine che lo presenterà venerdì 21 alla serata inaugurale all’Auditorium Giovanni Agnelli al Lingotto.

Anche l’ultimo di Woody Allen, Magic in The Moonlight, confermato in anteprima per il festival.

Il trailer del film di chiusura di Vallèe lo trovate tra i post della scorsa settimana, nel frattempo segnalo anche Cold in July tratto dall’omonimo romanzo di Joe R. Lansdale e diretto da Jim Mickle.

Se gli dei saranno propizi e i miei orari pure, nelle prossime settimane seguiranno altri aggiornamenti, segnalazioni e vaneggiamenti vari sull’evoluzione del Festival.

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