Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Point Break’ Category

locandina

Allora. Da dove comincio?

Normalmente non ho del vero e proprio pregiudizio per i remake in sé. Pur conscia del fatto che, in media, almeno l’80% dei remake potrebbe benissimo non vedere mai la luce del sole, resto comunque in grado di apprezzare un buon risultato.

Per dire, non è che proprio si sentisse l’esigenza del remake americano di The Ring ma alla fine a me è piaciuto. Lo stesso vale per Haunting. E insomma, potrei continuare a fare una bella lista di esempi ma il concetto si è capito.

E anche volendosi soffermare sulla sostanziale inutilità del remake in sé (sempre parlando per maggioranza), un film può anche essere inutile ma divertente.

Tutto questo perché?

Perché questo Point Break 2016 mi fa talmente incazzare che anche lo status di remake risulta eccessivamente lusinghiero.

Prima considerazione, rivolta direttamente a Ericson Core, il regista. Parentesi. Ericson Core è qui alla sua seconda esperienza di regia perché di norma si occupa della fotografia, cosa che se avesse continuato a fare avrebbe rappresentato un beneficio per i più. Chiusa parentesi.

Dicevo. Caro Ericson, se non hai i soldini per pagare lo sceneggiatore – ed è pure comprensibile perché hai speso tutto per reclutare gli atleti che ti fanno da stunts – tra una sequenza di sport estremo e l’altra potresti inserire delle interviste agli atleti medesimi.

I vantaggi di questa scelta sarebbero innumerevoli e te li elenco qui di seguito:

– risparmi i soldi dei presunti attori che non-recitano nelle sequenze non sportive;

– risparmi il seppur misero compenso del povero sceneggiatore – che tanto è talmente demotivato che più di una riga di copione non ti tira fuori;

– chiami il tuo prodotto con qualche nome tipo docu-film e ti garantisci un pubblico di veri appassionati;

– non deturpi ingiustamente e vergognosamente la memoria di un cult;

– non fai venire un ictus a Kathryn Bigelow – che è auspicabile che gli dei ce la conservino ancora a lungo;

– non fai venire un eczema da stress agli spettatori che conoscono il film del ’91;

– non fai venire l’emicrania sempre ai summenzionati spettatori che, nonostante l’evidente inutilità dei loro sforzi, cercheranno fino all’ultimo di identificare una trama.

Così, tanto per citare quelli che sarebbero i benefici immediati.

Seriamente.

Non è solo un brutto remake. O un brutto film. E’ un’offesa all’originale.

Intendiamoci, farebbe cagare anche se non fosse spacciato per remake. Ma così grida proprio vendetta.

Per onestà dico subito quel che c’è di buono. E sono, ovviamente, le sequenze degli sport estremi, realizzate per la maggior parte da veri atleti, anche di fama internazionale. Quelle sono fighissime. In particolare ho adorato la parte iniziale con le moto, la discesa con le tute alari, il lancio col passaggio aria-terra.

Detto ciò. Non si salva altro.

La trama originale l’hanno presa e buttata.

Hanno salvato solo i nomi dei personaggi, qualche gesto – Utah che spara in aria per la frustrazione – peccato che qui, a differenza che nell’originale, lo faccia senza motivo – e l’idea delle maschere dei presidenti.

I personaggi stessi sono svuotati di qualsiasi consistenza.

Parlano a cazzo, interagiscono senza logica. Si intuisce quale etichetta dovrebbero rappresentare perché il raffinato copione suggerisce cose come ‘io sono il buono’ e ‘io sono il cattivo ma non ditelo al buono’.

Edgar Ramirez è il nuovo Bodhi ma il suo volto espressivo non riesce a salvare il personaggio.

Curiosità. Ramirez ha recitato in Zero Dark Thirty, proprio della Bigelow. Fine della curiosità.

Luke Bracey è il nuovo Utah e ci tiene a farci vedere che è tatuato e ha i muscoli perché ogni qualvolta c’è una pausa nel copione (il che capita piuttosto spesso) si spoglia compulsivamente.

La Storia d’Amore c’è e funziona più o meno così:

Ciao sono il protagonista figo.

Ciao, sono l’amica del cattivo. Vuoi fare sesso e poi ascoltare lo struggente racconto del mio passato?

Ok.

Il povero personaggio di Pappas è trasformato in un coglione peggio di tutti gli altri.

Il fatto che Utah sia un agente dell’FBI sembra non avere alcun impatto su nessun aspetto della vicenda.

Non c’è indagine, non c’è costruzione di un caso, non c’è costruzione di una storia.

Mi aspettavo una cosa tamarra ma divertente. Una cosa alla Fast & Furious. Ok, magari avrei brontolato ugualmente perché il Point Break del ’91 era comunque un’altra cosa, ma poteva anche starci.

Così è proprio un po’ una presa per il culo.

Per consolarmi mi sono subito rivista l’originale quindi magari nei prossimi giorni faccio anche un post come si deve su quello.

Ah, dimenticavo. L’unica frase vagamente interessante del film è quella che ho messo come titolo. Peccato che ci sia solo nel trailer, perché nel film l’han tagliata.

Cinematografo & Imdb.

point-break-3

pointbreak-surfing-jumbo

point-break-bikes_0

52031_ppl

10e28ea0-2bad-11e5-b08e-e5948e5156f8_169_l

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: