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Archive for the ‘N.E.S.P.R.’ Category

annabelle-locandina-italiana

Sono riuscita ad andare a vedere Annabelle ad uno spettacolo delle 17.50 e per qualcosa come dieci minuti ho nutrito la rosea speranza di avere la sala del cinema tutta per me.

Un bel film horror da sola in sala. Sarebbe stata una figata totale.

Poi, purtroppo, le mie speranze e il mio stato di quiete sono stati spazzati via e la triste realtà ha fatto irruzione in sala nella forma di tre esemplari di adolescenti – due femmine e un maschio – che hanno immancabilmente cominciato a squittire, commentare, ridere e fare tutte quelle cose idiote che molti adolescenti (e anche tamarri di età più avanzata) fanno quando vanno a vedere un horror al cinema. Per fortuna un ringhio e qualche improperio sono stati sufficienti a far abbassare i toni – anche se non a eliminare del tutto l’impellente necessità di comunicare tra loro – preferibilmente durante le scene più silenziose.

Sì, ok, io mal sopporto i ragazzini a prescindere e sì, ho tutte le carte in regola per diventare una vecchia brontolona ma, porca troia, quelli che parlano al cinema li sterminerei con un lanciafiamme.

*si ricompone e ostenta un sorriso innocente*

Ciò detto, il film mi è comunque garbato.

Aneddoto introduttivo in The Conjuring, volto a presentare l’attività di Ed e Lorraine Warren, la storia di Annabelle si guadagna un capitolo tutto per sé e si va a scoprire com’è che la bambola è diventata uno degli oggetti più pericolosi conservati nel Museo della New England Society for Psychic Research, quanto meno stando ai racconti di Ed e Lorraine.
Mia e John sono una coppia di giovani sposi in attesa del loro primo figlio. Mia colleziona bambole antiche e John le regala una grande bambola vintage vestita di bianco che Mia colloca in posizione d’onore nella futura camera della bimba.
E qui mi sembra doveroso fare una precisazione. Io sono terrorizzata dalle bambole. Maledette o meno. Soprattutto quelle di una volta. Non mi sono mai piaciute, neanche da piccola, non me ne metterei mai una in casa neanche se fosse di inestimabile valore. Le trovo inquietanti oltre ogni immaginazione. Questo per dire che, probabilmente, io ho cominciato ad avere l’ansia in anticipo sullo spettatore medio del film.

Una notte la coppia viene aggredita da Annabelle Higgins e dal suo compagno, affiliati di una non meglio identificata setta satanica. I due hanno prima ucciso i genitori di lei, nella casa accanto, e poi sono arrivati da Mia e John.

L’aggressione viene sventata e i due uccisi ma Annabelle ha fatto in tempo a prendere in braccio la bambola di Mia che rimane bagnata del suo sangue.

Dopo di che la faccenda si sviluppa secondo i canoni del genere. Rumori nella notte, oggetti che si spostano, la percezione di qualcosa che non va. Mia non vuole più avere in casa la bambola che le ricorda la brutta esperienza e John la butta via.

Un ulteriore incidente li convince a cambiare casa per lasciarsi definitivamente alle spalle i brutti ricordi e la coppia, con la figlioletta appena nata, Lia, abbandona la villetta per trasferirsi in un appartamento.

Peccato che tra tutto il caos del trasloco, da uno scatolone salti fuori la vecchia bambola.

Ma non l’avevi buttata via? Sì. Vabbè, pazienza si saranno confuse le cose, ormai la teniamo.

E siamo punto e a capo.

Moltissime le citazioni. In particolare da Rosemary’s Baby – la casa, l’appartamento e in particolare il salotto con il divano di velluto verde, la libreria, lo scantinato e in generale il taglio delle inquadrature richiamano in modo sottile ma comunque riconoscibile il film di Polanski e la stessa Mia, nei suoi capelli biondi e in certi atteggiamenti ricorda Mia Farrow (la stessa coincidenza di nomi è singolarmente adatta).

E qualche riferimento anche all’Esorcista, non foss’altro che per il risvolto cattolico della faccenda e le apparizioni del demonio che ricordano i volti luminosi nelle zone buie del film di Friedkin (versione integrale, quella televisiva è abbastanza massacrata sotto questo aspetto).

In generale, va detto che The Conjuring era indubbiamente più complesso e più articolato, sia dal punto di vista della trama che per quel che riguarda i personaggi, con i carismatici Ed e Lorraine.

Annabelle è sicuramente più semplice, più canonico e il cast anonimo corrisponde ad un insieme di personaggi tutto sommato abbastanza standard. Ok, sì, Mia (Annabelle Wallis – sì, l’attrice si chiama come il soggetto del film che interpreta, sempre per le singolari corrispondenze di nomi) e John (Ward Horton) sono particolarmente esemplificativi della bellezza e della bontà minacciate dal male, così biondi, puliti e bravi, ma non sono mai particolarmente sopra le righe. L’unico nome che spicca nel cast è quello di Alfre Woodard nei panni della libraia Evelyn, la cui storia però avrebbe forse meritato un po’ più di approfondimento.

In ogni caso il film è buono. Quasi nessun effetto speciale impiegato e ampio utilizzo di luci, suoni e inquadrature a scopo di spaventare. E se qualche improvviso tonfo è magari un po’ gratuito, per la maggior parte gli elementi sono utilizzati senza esagerare e senza risultare fine a se stessi.

La scena dell’ascensore nello scantinato è fatta benissimo, una delle meglio riuscite di tutto il film.

Un po’ di inquadrature fisse magari con azione al margine del campo visivo (il principio poi adottato e amplificato dal filone dei filmati domestici alla Paranormal Activity), anche se, per quel che mi riguarda, le più spaventose rimangono quelle fisse e basta sulla bambola.

Insomma, la tensione si crea, si zompa sulla poltrona e si esce debitamente guardinghi dalla sala.

Annabelle è volutamente inquietante, brutta e cattiva fin dall’inizio. E’ la stessa usata per The Conjuring – così come alcuni frammenti dell’aneddoto già raccontato nel precedente film e la ricostruzione del museo di Ed e Lorraine con la teca dedicata alla bambola.

In realtà, la vera Annabelle è completamente diversa. E’ una bambolona di pezza col volto disegnato e stilizzato, magari vecchia ma sicuramente non vintage.

In effetti, a vedere le foto del vero museo e della teca (che pare venga benedetta due volte al mese dal momento che la bambola – sempre stando alla versione Warren – è custodita ma è ancora attiva), non sembrerebbe per nulla una bambola dell’orrore. Non farebbe paura neanche a me con le mie paturnie, quindi capisco che la modifica a scopo scenico fosse d’obbligo.

Morale, sono rimasta soddisfatta e son contenta di averlo visto, anche se rimango della mia opinione che il vero orrore siano gli adolescenti al cinema.

Cinematografo & Imdb.

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La vera Annabelle con Lorraine Warren.

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La teca di Annabelle al N.E.S.P.R. e Lorraine ed Ed Warren.

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