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Archive for the ‘It Follows’ Category

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Come ho forse già accennato parlando del programma del festival, alla direttrice Emanuela Martini garba parecchio l’horror, il che ha portato all’inserimento di diversi titoli di genere.

It Follows è il secondo lavoro di David Robert Mitchell e il suo primo approccio con l’horror.

La scena si apre subito con una ragazza che scappa. Non sta solo correndo, sta proprio scappando. Si guarda continuamente alle spalle. Qualcosa la segue ma nessuno vede cosa quindi nessuno capisce cosa sta succedendo.

Dopo questa sorta di introduzione, arriviamo ai protagonisti veri e propri, Jay, sua sorella e i suoi amici. Jay ha anche un ragazzo, un tipo conosciuto da poco che però le piace e sembra a posto. Decide di farci l’amore ma dopo il sesso lui la narcotizza e lei si risveglia seminuda e legata ad una sedia a rotelle.

Hugh le spiega che non vuole farle del male, che gli dispiace ma doveva farlo. Adesso così seguirà lei. Ma non deve preoccuparsi. Può solo camminare. Se lei va veloce può guadagnare tempo e distanza. E poi basta che faccia sesso con qualcun altro e quello che segue passerà all’altra persona. Però non deve farsi uccidere, altrimenti ritorna alla persona prima. E non deve farsi toccare, altrimenti è la fine. Assume di volta in volta sembianze diverse. A volte è qualcuno che conosce. Altre volte no. Ma si capisce subito che sta seguendo lei. Jay non capisce di cosa stia parlando Hugh ma una donna sta venendo verso di loro. Scappano in macchina e Hugh lascia la ragazza sconvolta davanti a casa.

Denunce, ricerche, indagini. Hugh non si chiama Hugh e sembra sparito nel nulla. Nessuno lo trova, nessuno sa chi sia. Jay è sotto shock, la paura assorbe tutto, non sa neanche bene di cosa deve avere davvero paura.

Poi comincia. La cosa che cambia aspetto la segue. E la vede solo lei. E per quanto si allontani, la raggiunge sempre, anche se può solo camminare.

I suoi amici prima la prendono per pazza, poi finiscono per crederle e aiutarla. Sono in fuga, devono trovare un modo per distruggere quella cosa.

Diciamo la verità, tecnicamente It Follows è piuttosto semplice. E anche dal punto di vista concettuale non c’è una particolare elaborazione. E’ sostanzialmente un teen-horror che sfrutta la struttura di base di questa categoria, parte con i presupposti per essere anche uno slasher anche se poi non lo è, non spiega niente, non risolve niente. Si limita a sviluppare l’idea di base, ad articolare l’unico elemento chiave che deve spaventare, non fa altro.

Però lo fa dannatamente bene. It Follows è un film essenziale, ridotto all’osso ma incredibilmente efficace. Fa paura. Su certe scene veramente non c’è stato nessuno in sala che non sia zompato sulla poltrona. E non per colpa dell’audio. La colonna sonora gioca sicuramente la sua parte perché il tema che accompagna le apparizioni è inquietante da morire, ma quello che davvero terrorizza sono le personificazioni di questa cosa che segue. A volte sono brutte, tipo fantasmi o zombie, ma a volte sono persone normalissime che però fanno ancora più paura. E’ un insieme di sguardo vacuo e omicida allo stesso tempo unito all’incedere inesorabile. Si trasmette in modo fortissimo la sensazione di essere braccati da qualcosa che non si può semplicemente chiudere fuori. Dalla quale si può solo scappare, e solo per un tempo limitato, perché arriva sempre. Ad un certo punto ero lì che mi coprivo a metà gli occhi con le mani – per poi ovviamente sbirciare tra le dita perché non voglio vedere ma non voglio neanche perdermi dei pezzi – e ho pensato chiaramente qualcosa tipo ‘cazzo, qui avrò incubi per almeno un mese’. E con tutti gli horror che ingurgito è piuttosto difficile farmi venire davvero gli incubi.

Mi è piaciuto. Mi rendo conto che non è un capolavoro e che ci sono un sacco di elementi standard da teen-horror di serie B, comprese tutte le più o meno banali valenze simboliche sulla ritualità del passaggio e dell’atto sessuale. E’ un filmettino dalle poche pretese e dalla scarsa profondità ma è anche un filmettino maledettamente bastardo perché non ti aspetti che ti riesca a spaventare così. E riuscire a far davvero paura non è né semplice né banale.

Cinematografo & Imdb.

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