Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘G. Diritti’ Category

Un-giorno-devi-andare-poster

Augusta ha trent’anni e un grande dolore dentro di sé. Un dolore cattivo, che non l’abbandona mai e dal quale non può scappare.

Lascia l’Italia e la sua vita per il Brasile. Prima viaggia nel cuore dell’Amazzonia tra le popolazioni Indios a fianco di suor Franca, missionaria cattolica, poi si sposta da sola, fino alle favelas di Manaus e poi di nuovo nella foresta.

Anche se può sembrare, la sua non è una fuga. E’ la risposta ad una chiamata. La risposta ad una voce interiore. E’ una necessità. E’ sopravvivenza.

Se nella prima parte, quando si accompagna a suor Franca nelle missioni, ho avuto per un momento il timore che si volesse andare a parare in qualche tipo di vicenda didascalica di conversione e scoperta di Dio, man mano che il film procede e Augusta avanza nel suo viaggio, anche la prospettiva sul divino si allarga nella dicotomia tra la profonda esigenza del sacro che l’uomo avverte – e la conseguente disperazione per la sua mancata risposta – e l’impossibilità di abbandonare il dubbio.

Girato, come già Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà, in lingua originale, il film è quasi interamente in portoghese.

Lo stile è spesso documentaristico. I dialoghi sono essenziali e i silenzi lunghissimi. A parlare sono le immagini di scenari grandiosi e di un’umanità minuscola e immensa allo stesso tempo. La maestosità di una natura e di un mondo così lontani dal nostro esprime meglio di qualunque parola l’essenza dell’interrogativo costante che accompagna Augusta (ma a tratti anche Franca) sull’essenza del divino. Rappresenta in qualche modo una risposta, anche se non la si sa interpretare. Così come il sorriso degli abitanti del posto, che ti sorridono anche quando tu non gli sorridi. Che ti sorridono senza volerti vendere niente. E che non capiscono perché il mondo debba essere salvato.

A fare da contrappunto, in Italia, la madre di Augusta compie il suo personale percorso di elaborazione dell’allontanamento della figlia, simile all’elaborazione di un lutto vero e proprio. Anche lei vive la crisi della sua fede e deve trovare il modo di affrontarla.

Jasmine Trinca nel ruolo di Augusta è brava e bella.

Sto rivedendo proprio in questi giorni La meglio gioventù e fa effetto vedere quanto sia cambiata da allora, pur mantenendo intatta e riconoscibile la sua espressività.

Un giorno devi andare è un film molto bello, lento e delicato, dal finale estremamente simbolico e dall’atmosfera sospesa di un limbo, a metà strada tra questo mondo e una dimensione altra, di qualunque natura essa sia.

Da vedere. Diritti si conferma ulteriormente come uno dei migliori registi italiani in circolazione.

Cinematografo & Imdb.

Fotografia Non ancora Approvata

Lumiere & co.

video-recensione-un-giorno-devi-andare-13758

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: