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Archive for the ‘E. Roth’ Category

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Nato come finto trailer, postato in rete su YouTube e poi diventato un film grazie alla produzione del guru dell’horror contemporaneo Eli Roth, per la regia dell’esordiente Jon Watts, Clown mi incuriosiva già da parecchio tempo.

Poi sì, avevo un po’ il timore che fosse la solita bufala da passaparola virtuale che andava magari a parare in una splatterata alla Roth, ma la trama sembrava interessante e la locandina ragionevolmente inquietante – anche se ho trovato un po’ eccessiva la faccenda della censura (in Italia e in altri paesi è stata censurata l’immagine). Boh, onestamente non mi pare così impressionante ma è pur vero che io vedo horror da quando ho undici anni e ultimamente la notte sogno di ammazzare bambini zombie, quindi magari la mia sensibilità non è particolarmente affidabile.

E poi si parla di clown. Che lo so che ho già esasperato i più con la mia fissa orrorifica per i clown ma non so che farci. I clown mi terrorizzano ergo i film horror con i clown mi attirano morbosamente perché do per scontato che in un modo o nell’altro un po’ di paura l’avrò.

Ciò detto, la situazione di partenza è la seguente: festa di compleanno di un pargolo circondato da amichetti e quadretto famigliare di rito. Per animare la festa è stato anche ingaggiato un clown. Il clown ha un contrattempo e non può venire. Il papà del pargolo, Jack, trova casualmente in un baule un costume da clown e se lo mette per la festicciola.

Peccato che poi non riesca più a toglierselo.

Che detta così può pure sembrare ridicola come cosa ma c’è ben poco da ridere.

A dir la verità, sulle prime son rimasta subito un po’ perplessa per il semplice fatto che si arriva troppo in fretta alla situazione centrale. Non c’è costruzione dell’antefatto. Nel giro di pochi minuti, Jack ha già il costume addosso. E oltretutto ci si imbatte casualmente nel baule di una casa disabitata in cui si trova in veste di agente immobiliare. Mpf. Sì, sull’inizio ho storto il naso perché è troppo affrettato e quindi poco plausibile.

Allo stesso modo, ho faticato un po’ sulla prima parte, quando Jack realizza che non riesce a togliersi il costume, perché le reazioni delle persone che lo circondano non mi sono parse adeguate alla situazione.

In realtà, andando avanti, ci si rende conto che c’è una struttura ben precisa, solida e coerente. E che la velocità dell’inizio non è fuori luogo.

Clown è una sorta di fiaba horror e il fatto di liquidare rapidamente l’antefatto per concentrarsi subito sulla situazione in sé è un po’ l’equivalente del c’era una volta.

C’era una volta un uomo che trovò un vestito da clown. Lo indossò ma quando venne il momento di toglierlo scoprì di non riuscirci.

E come tutte le fiabe, ha più livelli di significato e la condiscendente incredulità che circonda Jack nella prima parte è una crudele e impietosa rappresentazione dell’ottusa apatia borghese che per quanto possa trovarsi di fronte all’assurdo, istintivamente riconduce tutto all’interno dei propri schemi di normalità.

Clown è un film pulito e ben articolato. Una variazione sul tema del mostro mangia-bambini con un crescendo di orrore sottile e strisciante che si mimetizza dietro le pareti della normalità.

Jack cerca di risalire al proprietario della casa e del baule. Cerca il proprietario del costume ma quello che scopre è troppo assurdo e terribile perché possa davvero crederci fin da subito.

L’evoluzione di Jack è fatta benissimo perché è graduale e inesorabile e perché fino all’ultimo non si crede possibile. E’ lui stesso a non crederla possibile. Ottimo l’equilibrio tra normalità e orrore che fa sì che entrambe le dimensioni siano egualmente reali e stranianti.

Bellissima visivamente la mutazione di Jack. Un clown che sicuramente – almeno per me – non sarà mai inquietante come Pennywise, ma che è la perfetta incarnazione della deformazione dell’immagine originaria del pagliaccio. L’orrore che si sovrappone all’infanzia e all’innocenza.

Bello. Non sarà forse tra i più terrorizzanti che abbia mai visto ma è originale e intelligente.

Cinematografo & Imdb.

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Oggi esce questo.

E’ presentato da Tarantino.

C’è Lucy Liu.

C’è Eli Roth tra i produttori e gli sceneggiatori.

Direi che già queste sono motivazioni sufficienti.

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