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Archive for the ‘M. Kassovitz’ Category

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Siamo nel 2003 quando Mathieu Kassovitz firma questo interessante horror in stile ghost movie.

Miranda Grey (Halle Berry) è una affermata psichiatra criminale del Woodward Penitentiary for Women, istituto di cui suo marito Doug (Charles S. Dutton) è direttore.

Un giorno si sveglia dall’altra parte della barricata. E’ chiusa in una cella e il personale, che prima le si rivolgeva con la deferenza dovuta a un superiore, la tratta come una paziente qualsiasi.

E’ il collega Pete (Robert Downey Jr.) a spiegarle che si trova lì dentro perché è accusata del brutale omicidio di suo marito.

Miranda non capisce. Non ricorda niente. Almeno all’inizio. Poi i ricordi cominciano a tornare e gli eventi della sera decisiva si fanno via via più chiari. Miranda non era sola quella sera. Ha visto qualcosa. Ha visto qualcuno. Solo che, ovviamente, nessuno sembra disposto a crederle.

Tensione dall’inizio alla fine, colpi di scena ben piazzati e una trama da thriller psicologico costruita in modo equilibratissimo. Ben dosate la commistione e l’interazione dei diversi livelli, quello reale e quello paranormale-orrorifico. Pochi effetti speciali ma tantissima angoscia, trasmessa da ogni dettaglio, ogni inquadratura. Gli occhi sbarrati e sperduti di Miranda, i corridoi del penitenziario con le luci che vanno e vengono, le celle. Un film dalle atmosfere cupe, pesanti. Molta pioggia, come nelle migliori tradizioni, e molta notte – le inquadrature diurne sono pochine.

Lo schema è quello classico da ghost story, con il fantasma che cerca di comunicare qualcosa che è rimasto irrisolto – e che, ovviamente, non sa comunicare in altro modo che non sia facendo morire di paura la persona con cui vuole parlare.

La storia è ben costruita e il finale, degno coronamento, con la giusta dose sia di coerenza che di sorpresa, ti lascia lì a chiederti quale sia il vero “orrore” di questo film.

Ottimo il cast. A parte la Berry che è veramente brava a cambiare registro da prima a dopo la reclusione, bella e ben riuscita la parte di Robert Downey Jr., così come quella di Bernard Hill nel ruolo di Phil Parsons.

Parte secondaria ma comunque importante per Penelope Cruz, che, per certi versi, risulta speculare e complementare al personaggio di Miranda.

Un bel film, davvero, nonostante la critica sia stata piuttosto acida nell’accoglierlo, probabilmente perché Kassovitz si è macchiato – agli occhi di molta di questa critica – del terribile peccato di fare un film in stile sostanzialmente hollywoodiano.

Solo una cosa non ho ancora capito (e, considerato che l’avrò visto almeno una quindicina di volte, il dettaglio dà da pensare): il titolo. Che diavolo c’entra la parola Gothika? Sì, ok, le atmosfere sono cupe e si parla di fantasmi, che sono elementi caratterizzanti della letteratura gotica. Però, onestamente, continuo a trovarlo un titolo messo lì per caso. Come se fosse stato quello provvisorio che poi si sono dimenticati di cambiare e, ops, le locandine son state già stampate, ormai è troppo tardi e ci teniamo Gothika. Mah.

Cinematografo & Imdb.

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