Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘I. Fuhrman’ Category

John e Kate Coleman sono una bella giovane coppia. Sono più che benestanti e hanno due figli, Daniel, il maggiore e Maxine, la più piccolina, sordomuta.

E poi c’è Jessica. Jessica che avrebbe dovuto essere la nuova sorellina ma che è morta prima di nascere. Il dolore per la perdita della bimba ha fatto sprofondare Kate in un abisso di disperazione e (auto)distruzione dal quale ora è faticosamente riemersa.

Kate sembra aver raccolto le fila della sua vecchia vita e sembra essere pronta ad andare avanti.

E andare avanti per lei e John comprende anche compiere il passo di adottare la sorellina che non è mai arrivata.

Durante la visita ad un orfanotrofio la coppia rimane particolarmente colpita da Esther. Nove anni, origini russe, palesemente diversa dalle sue compagne. Ha modi educatissimi, veste in maniera antiquata e sembra essere molto colta, intelligente e sensibile per la sua età. E non solo.

Esther fa quindi il suo ingresso nella famiglia Coleman e per un po’ tutto sembra andare per il meglio.

Finché non cominciano a capitare strane cose.

Esther è strana. Ma è solo strana?

C’è qualcosa che non quadra e Kate se ne rende conto anche se l’ombra del suo passato e del suo essere sprofondata la mette in una posizione di scarsa credibilità agli occhi di chi la circonda.

E’ più facile per tutti pensare che lei non abbia retto di fronte alla concretizzazione dell’adozione piuttosto che accettare l’idea che davvero ci sia qualcosa che non va nell’impeccabile e adorabile Esther.

Jaume Collet-Serra – al momento nelle sale con L’uomo sul treno – mette insieme un film decisamente buono e decisamente al di sopra delle aspettative.

Se la sequenza iniziale ammicca forse un po’ troppo ai cliché di un certo filone horror di bambini maledetti e partorienti condannate, bastano i successivi dieci minuti a riportare il registro in carreggiata.

I toni sono prevalentemente da thriller, non fosse che la figura del bambino inquietante o minaccioso è un canone tipico dell’horror.

La tensione si crea gradualmente e i dettagli sono ben dosati in un crescendo estremamente coinvolgente e ansiogeno fino ad una conclusione originale, insolita, inaspettata e – cosa più importante – incredibilmente coerente e plausibile.

E dunque chi è realmente Esther?

Molto buono anche il cast, con Vera Farmiga (magnifica) e Peter Saarsgard (nella media – ma va pur detto che non amo particolarmente questo attore) nel ruolo dei coniugi Coleman e una Isabelle Fuhrman decisamente notevole negli antiquati panni di Esther.

Degna di nota anche Aryana Engineer, nella parte della piccola Max. La giovane attrice è realmente sorda e la si ritrova poi anche in Resident Evil – Retribution nei panni della figlia di Alice.

Ben strutturato e tutt’altro che banale, Orphan funziona decisamente bene, e non solo alla prima visione.

Molto molto consigliato.

Cinematografo & Imdb.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: