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Archive for the ‘Angelo’ Category

In concorso.

Regia di Markus Schleinzer.

Più ci penso e meno mi convince.

Quando sono uscita ero più propensa a muovere la sola critica di un’eccessiva lunghezza dell’ultima parte, tant’è che il voto del pubblico gliel’ho comunque dato. E però adesso, a freddo, mi rendo conto che non è solo una questione di lunghezza o lentezza. C’è qualcosa che non mi torna.

La vicenda e lo spunto sono molto interessanti. Si tratta della storia vera di Angelo Soliman.

Siamo in Europa, all’inizio del 1700. Angelo arriva dall’Africa e viene subito venduto ad una nobildonna (Alba Rohrwacher) che vuole dimostrare, per farla breve, che con la sua sublime educazione anche un selvaggio negro può imparare a comportarsi.

Questo approccio fornisce in ogni caso ad Angelo tutta una serie di possibilità insolite e lo porta a costruirsi una carriera peculiare come negro di corte.

Girato in luce naturale – cosa molto bella ma per me molto faticosa perché nelle scene con luce troppo bassa, tipo luce di candela, io non vedo una mazza – suddiviso in capitoli (3 o 5 è ancora da capire), Angelo alterna momenti coinvolgenti e parti un po’ troppo lunghe che sono sostanzialmente interlocutorie e allentano la presa sullo spettatore.

Bravi gli attori e belle le inquadrature lente, quasi fisse, in pieno stile Sorrentino.

Però avrebbe potuto essere fatto anche meglio e risultare un filo meno noioso.

Regia di Stanley Kwan. Sezione Festa Mobile.

Quando ho inserito questo in programma temevo di aver fatto una cazzata e di aver beccato una cosa troppo faticosa.

In realtà First Night Nerves è davvero gradevole.

A Hong Kong si prepara il debutto di uno spettacolo teatrale. Il ritorno sulla scena di una star da tempo dimenticata, le vite di attori, regista e membri dello staff in un turbine a metà tra il dietro le quinte e il gossip da tabloid.

Leggero e dinamico, un balletto della quotidianità condotto con grazia da un cast impeccabile dal primo all’ultimo elemento.

Bell le ambientazioni, belli i colori sgargianti dei vestiti.

Le dinamiche relazionali che si instaurano sono da un lato analoghe a quelle che potremmo trovare in un film di altra produzione ma d’altro canto sono veicolate e filtrate attraverso quell’affascinante velo di compostezza che caratterizza l’approccio orientale alla gestione delle emozioni.

Molto molto carino.

Regia di Sébastien Bertbeder. Sezione Festa Mobile.

Garbata commedia degli affetti, dall’impronta tipicamente francese.

Ulysse è un artista ormai ritiratosi, che vive in solitudine e che ha troncato i legami con tutti.

Mona è una studentessa di arte che si è fissata con lui e vuole parlarci.

Il caso vuole che i due si trovino quando a Ulysse viene diagnosticato un male incurabile.

L’artista chiede allora aiuto alla ragazza per fare una sorta di giro dei saluti e per fare ammenda con le persone che ha ferito nel corso della sua esistenza.

Se la tipologia di relazione alla base della storia non è sicuramente una novità, è vero però che qui l’alchimia tra i due funziona bene. I toni sono leggeri, anche quando sono tristi e il ritmo è coinvolgente.

Consigliato, se e quando arriverà in distribuzione.

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