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Archive for the ‘Don Mancini’ Category

Curse_of_Chucky_ita_2013

Dilemma del giorno: è meglio il remake, per quanto mediocre, di un film illustre o l’originale di un film che tutto sommato è un po’ una cagata?

Come si evince dalla locandina ho optato per il film-cagata ma originale. L’alternativa, per chi fosse curioso, era il remake di Poltergeist. Solo che mi sono annoiata già solo a pensare di parlarne e non ce la potevo fare.

La maledizione di Chucky (Curse of Chucky ), 2013, è l’ultimo film della saga de La bambola assassina. Alla regia c’è Don Mancini, che ha diretto solo questo e il precedente capitolo, Il figlio di Chucky ma che è il papà dell’odioso bambolotto.

La saga completa comincia nel 1988 con La bambola assassina (Child’s Play), diretto da Tom Holland, prosegue nel ’90 e nel ’91 con La bambola assassina 2 e 3 (sempre Child’s Play 2 e 3 – incredibilmente non hanno incasinato i titoli), diretti rispettivamente da John Lafia e Jack Bender. Poi si allargano gli orizzonti e nel 1998 arriva La sposa di Chucky (Bride of Chucky) per la regia di Ronny Yu e poi, ovviamente, Il figlio di Chucky (Seed of Chucky) nel 2004, per la regia di Don Mancini. Fino alla qui presente maledizione.

Ad essere sincera non sono sicura di averli visti davvero tutti. Di sicuro ho visto il primo e La sposa – che peraltro era piuttosto imbarazzante per tutta una serie di situazioni grottesche – ma il 2 e il 3 tendo a confonderli e sono ragionevolmente certa di non aver mai visto quello sul figlio.

Anyway, non avevo comunque intenzioni di propinarvi tutta la saga. Anche questo qui è un po’ colpa di Notte Horror che l’ha messo in programmazione.

E ad ogni modo, al di là dell’effettivo valore della pellicola in sé, è un dato di fatto che Chucky è diventato un po’ una specie di cult, come Venerdì 13 o Halloween, e che bene o male tutti hanno presente la sua faccia.

Nel mio caso, poi, Chucky ha anche cercato di uccidermi nel 2008, sbucando all’improvviso da un angolo in un tunnel buio degli Universal Studios di Los Angeles (No, seriamente, era il tunnel dell’orrore degli studios ed era ovviamente a tema dei film horror prodotti dalla Universal, ma ancora non ho capito come fosse fatto il dannato bambolotto – non sono neanche sicura che fosse una robot o una persona, ma mi è corso in contro brandendo un coltello e io sono corsa fuori dal tunnel).

Qui siamo venticinque anni dopo gli avvenimenti del primo film.

Un bambolotto Tipo Bello – che andava tanto di moda negli anni Ottanta, come viene precisato nel film – viene recapitato a casa di Sarah e di sua figlia Nica. Le due donne non hanno idea di chi lo mandi e Sarah se ne sbarazza ma, guarda caso, Sarah muore, apparentemente suicida, proprio quella notte.

Nica è su una sedia a rotelle dalla nascita, ormai è sola e questa sembra l’occasione propizia per sua sorella Barb per cercare di spedirla in un istituto e intascare i soldi della vendita della casa.

Barb si piazza a casa di Nica insieme alla sua famiglia, composta dal marito, dalla figlia Alice e dalla babysitter, con cui Barb ha una relazione.

Nel trambusto che segue la morte di Sarah, Tipo Bello salta di nuovo fuori e Alice se ne impossessa.

Da questo momento, di fatto la struttura è quella tipica da slasher, con Chucky che manipola la bambina ed elimina progressivamente tutti gli elementi della famiglia, a partire dal prete che era venuto a dar loro assistenza spirituale.

L’unica a parlare con Chucky è la bambina, ma non dice niente a nessuno. L’unica a capire cosa sta succedendo è Nica, ma non le dà retta nessuno.

Nel frattempo si capisce anche cosa lega Chucky a quella famiglia, con un flashback che, tutto sommato, non è neanche poi così campato in aria e che risale addirittura più indietro degli avvenimenti del primo film – prima quindi che l’assassino Charles Lee Ray si trovasse costretto a legare, con una specie di rituale voodoo, la sua anima alla forma di quel grottesco giocattolo.

Qualche effettaccio splatter di livello piuttosto standard, atmosfere cupe da era-una-notte-buia-e-tempestosa, una grande casa per giocare a nascondino.

La cosa più inquietante – sempre se si è propensi a farsi inquietare dal genere – rimane il bambolotto, forse addirittura più orrendo senza cicatrici che in versione sfregiata.

Imdb.

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